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Slitta la revisione obbligatoria per due milioni di trattori

Slitta la revisione obbligatoria per due milioni di trattori

La proroga della revisione obbligatoria per i trattori permette che agricoltori e contoterzisti si trovino esposti a sanzioni e responsabilità pur in assenza del decreto ministeriale attuativo

19 febbraio 2026 | 13:00 | C. S.

La proroga dei termini per la revisione delle macchine agricole approvata nell’ambito del decreto Milleproroghe interessa di fatto circa 2 milioni di trattori e come più volte auspicato da Coldiretti rappresenta un passo necessario per garantire sicurezza reale nelle campagne e certezza operativa alle imprese. È quanto afferma Coldiretti nel sottolineare il valore dell’emendamento approvato nelle Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera, presentato a prima firma dal presidente della Commissione Agricoltura On. Mirco Carloni,  che consente di riallineare tempi e strumenti, garantendo coerenza tra gli obiettivi di sicurezza e le condizioni reali in cui operano le imprese.

Per Coldiretti la sicurezza sul lavoro è una priorità assoluta, ma deve essere costruita su basi concrete: investimenti, innovazione tecnologica, rinnovo del parco macchine e regole chiare. Un obiettivo che deve passare sia dagli incentivi per l’ammodernamento e la sostituzione dei mezzi, sia da norme chiare e concretamente applicabili. La proroga della revisione va esattamente in questa direzione, evitando che agricoltori e contoterzisti si trovino esposti a sanzioni e responsabilità pur in assenza del decreto ministeriale attuativo che deve definire modalità e procedure operative per effettuare gli adempimenti.

Ora è indispensabile accompagnare gli investimenti sostenuti anche attraverso il bando Inail, uno strumento fondamentale per sostenere le imprese negli investimenti in macchinari più moderni ed efficienti.
La prevenzione non si costruisce con adempimenti impossibili, ma con strumenti efficaci, risorse adeguate e norme realistiche, abbattendo la troppa burocrazia che complica e appesantisce il lavoro degli agricoltori. Solo così è possibile rafforzare davvero la sicurezza nelle campagne e sostenere la competitività delle imprese agricole italiane.

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