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Sei ore per la consegna delle olive al frantoio: slittamento al 2027 nel Milleproroghe

Sei ore per la consegna delle olive al frantoio: slittamento al 2027 nel Milleproroghe

Un emendamento di opposizione chiede di rinviare al 1 luglio 2027 l’entrata in vigore dell’articolo 9, comma 1, della legge 27 dicembre 2023, n. 206 sulla consegna entro 6 ore delle olive ai frantoi. AIFO: "serve tempo per rivedere la norma"

11 febbraio 2026 | 10:00 | C. S.

Inizia oggi, nelle Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera, l’esame degli emendamenti al decreto Milleproroghe. Tra questi è in discussione anche l’emendamento 15.54, a firma dell’on. Stefano Vaccari (PD), che interviene su una disposizione particolarmente delicata per la filiera olivicolo-olearia.

L’emendamento propone infatti di rinviare al 1° luglio 2027 l’entrata in vigore dell’articolo 9, comma 1, della legge 27 dicembre 2023, n. 206, la norma che introduce l’obbligo, per i commercianti di olive, di consegnare la materia prima ai frantoi entro sei ore dall’acquisto. Una disposizione che, nella sua applicazione concreta, ha già mostrato rilevanti criticità operative.

Su questo passaggio interviene AIFO – Associazione Italiana Frantoi Oleari – che rivolge un appello a tutte le forze politiche affinché esprimano un voto favorevole all’emendamento, ritenendolo una scelta di responsabilità nei confronti dell’intera filiera. Secondo l’associazione, la rigidità del vincolo temporale rischia di creare effetti distorsivi sul mercato, mettendo in difficoltà i frantoi più lontani dai principali areali di produzione e riducendo, di conseguenza, le possibilità di conferimento per gli olivicoltori.

AIFO ricorda di aver già segnalato queste criticità alle istituzioni, evidenziando come l’assenza di un confronto tecnico strutturato renda concreto il rischio che la norma entri in vigore senza le necessarie correzioni. Uno scenario che potrebbe tradursi in un blocco operativo per una parte significativa del comparto, con ricadute economiche lungo tutta la filiera.

Il tema si colloca inoltre in una fase particolarmente sensibile: è infatti in via di definizione il Piano Olivicolo Nazionale voluto dal Sottosegretario Patrizio La Pietra. Per AIFO, questo percorso dovrebbe rappresentare la sede naturale in cui affrontare in modo organico anche la revisione della norma sulle tempistiche di movimentazione delle olive, evitando interventi scollegati da una visione complessiva di settore.

“Chiediamo al Parlamento, senza distinzioni politiche, di votare favorevolmente l’emendamento 15.54 – dichiara il presidente di AIFO, Alberto Amoroso – Non si tratta di rinviare una norma per inerzia, ma di utilizzare questo tempo per correggerla in modo serio e condiviso. La forza della nostra associazione è sempre stata il confronto: avere più tempo significa poter lavorare su soluzioni equilibrate, evitando di dover rincorrere proroghe all’ultimo minuto. Le norme devono essere applicabili oltre che giuste – aggiunge Amoroso –. Questo voto rappresenta un passaggio importante per dimostrare attenzione concreta verso una filiera strategica del Made in Italy”.

AIFO ribadisce infine la propria disponibilità al dialogo con Parlamento e Governo, confermando l’impegno a contribuire in modo costruttivo alla definizione di regole che garantiscano qualità, trasparenza e sostenibilità economica lungo tutta la filiera olivicolo-olearia.

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