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Servono interventi strutturali per dare stabilità al mercato dell’olio d'oliva italiano
AIFO ha richiamato l’attenzione sulla trasparenza del mercato e sulla necessità di potenziare i controlli per prevenire eventuali irregolarità nelle importazioni. In questa direzione, l’associazione ha proposto l’estensione a livello europeo del registro telematico dell’olio e l’istituzione di una CUN delle olive e di una CUN dell’olio
02 dicembre 2025 | 08:30 | C. S.
Si è svolto ieri l’incontro tra il Sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra e i rappresentanti della filiera olivicola-olearia, convocato per affrontare il repentino calo del prezzo dell’olio extravergine di oliva, sceso nelle ultime settimane di circa due euro al chilogrammo. AIFO ha presentato un quadro approfondito della situazione e una serie di proposte volte a intervenire non solo sull’emergenza attuale, ma soprattutto sulle fragilità strutturali che da anni rendono il settore esposto a oscillazioni difficili da governare.
Durante il confronto, l’associazione ha evidenziato come la risposta alle criticità non possa limitarsi, di anno in anno, a misure emergenziali che si esauriscono con la fine della campagna. Per dare stabilità al mercato serve una strategia di lungo periodo capace di rafforzare l’intera filiera. In questo senso, AIFO ha ribadito l’importanza di un’aggregazione dell’offerta più solida attraverso Organizzazioni di Produttori realmente operative, sottolineando l’opportunità di rivedere a livello comunitario l’attuale OCM Olio per avvicinarla ai modelli che nel settore vitivinicolo hanno già prodotto risultati significativi. Parallelamente, è stato ricordato quanto sia necessario dotare la filiera di una vera Organizzazione Interprofessionale unica, stabile e funzionante, in grado di coordinare attività cruciali come la programmazione produttiva, la promozione, la raccolta dei dati e il dialogo con le istituzioni.
AIFO ha richiamato anche l’attenzione sulla trasparenza del mercato e sulla necessità di potenziare i controlli per prevenire eventuali irregolarità nelle importazioni. In questa direzione, l’associazione ha proposto l’estensione a livello europeo del registro telematico dell’olio e l’istituzione di una CUN delle olive e di una CUN dell’olio, strumenti utili a garantire una rilevazione dei prezzi più chiara, affidabile e condivisa.
Un ulteriore tema affrontato riguarda il sistema delle DOP e delle IGP, che oggi interessa soltanto il 3% della produzione olivicola nazionale. Secondo AIFO, è necessario riformare la normativa per rendere il funzionamento delle denominazioni dell’olio più vicino ai modelli già adottati nei settori dei formaggi e dei vini, che nel tempo hanno dimostrato di saper generare valore aggiunto grazie a una governance più robusta e a una gestione consortile più efficiente. Una riforma in questo senso garantirebbe maggiore tracciabilità, un legame più forte con il territorio, una distribuzione più equa del valore lungo la filiera e una capacità di promozione più efficace, anche sui mercati esteri.
“Ringraziamo il Sottosegretario La Pietra per la disponibilità e l’attenzione con cui ha ascoltato le nostre proposte – dichiara il presidente di AIFO, Alberto Amoroso –. La sua volontà di portare avanti il lavoro sul piano olivicolo e di affrontare con determinazione le criticità del settore è un segnale importante. Ma per garantire stabilità al mercato servono scelte strutturali: occorre rafforzare l’aggregazione, migliorare la trasparenza, potenziare i controlli e valorizzare pienamente la qualità dell’olio italiano attraverso il sistema delle denominazioni. AIFO è pronta a collaborare con le istituzioni affinché queste riforme possano diventare realtà”.
AIFO conferma la propria disponibilità a proseguire il confronto tecnico con il MASAF e con tutte le componenti della filiera, convinta che dalle sfide attuali possa nascere una strategia di modernizzazione capace di sostenere e rilanciare l’olivicoltura italiana nel lungo periodo.
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