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Le grandi opportunità per le olive da tavola
Il comparto vive un momento di forte espansione, grazie all’aumento esponenziale dei consumi di olive in tutto il mondo. Il fatturato generato dalle aziende ASSOM ammonta a 307 milioni di euro. In media si trasformano ogni anno oltre 60mila tonnellate di olive all’anno, per il 58% olive italiane
18 settembre 2025 | 12:00 | C. S.
Le olive da tavola sono un prodotto buono e sicuro, grazie al sistema di produzione italiano, che segue regole severe sulla sicurezza alimentare. Assom, l’Associazione dei produttori italiani delle olive da mensa, socio aggregato di ASSITOL, rassicura i consumatori e sottolinea l’alto livello di qualità garantito dalle aziende del settore.
“Nelle ultime settimane si è spesso lanciato l’allarme sulla sicurezza delle conserve – osserva Angelo Moreschini, presidente di ASSOM -. Allarme che risulta ingiustificato se parliamo di prodotti confezionati secondo le regole, come di norma accade nelle aziende italiane, conservati in modo corretto dai distributori e, per giunta, monitorati dai nostri organismi di controllo”.
È grazie a questo sistema che le olive italiane sono un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo. “Molti pensano che l’origine geografica sia il requisito più importante – chiarisce Moreschini -. Non si nega la sua importanza, tuttavia questa, da sola, non determina la qualità di un prodotto, che dipende dalle sue proprietà organolettiche e nutrizionali, insieme alla sua salubrità. Al contrario, è fondamentale la serietà di olivicoltori e trasformatori, che devono adottare processi produttivi in grado di garantire al consumatore olive buone e sicure. Esattamente quello che il nostro settore fa tutti i giorni”. Tra l’altro, i produttori di olive da mensa inseriscono, in via del tutto volontaria, l’indicazione dell’origine in etichetta, pur non avendo una norma che li obblighi a farlo.
Proprio di recente, l’Istituto Superiore di Sanità ha ricordato come le conserve effettuate in ambito domestico siano le più a rischio, perché, spesso, vengono eseguite seguendo ricette tramandate nel tempo in famiglia e realizzate con leggerezza. È in questo ambito che si registra il maggior numero di casi di botulismo. “Le nostre olive sottolio e in salamoia sono sicure perché sottoposte a controlli costanti da parte delle stesse aziende e degli organismi di vigilanza, oltre che frutto di metodi basati sul rigore scientifico e su regole stringenti”.
Il comparto vive un momento di forte espansione, grazie all’aumento esponenziale dei consumi di olive in tutto il mondo. Il fatturato generato dalle aziende ASSOM ammonta a 307 milioni di euro. In media si trasformano ogni anno oltre 60mila tonnellate di olive all’anno, per il 58% olive italiane. Il resto proviene principalmente da Paesi UE ed extra UE.
“Il nostro settore è in una fase di straordinario sviluppo, - spiega Moreschini – pesa però lo storico deficit produttivo di olive da destinare alla tavola, rispetto alla domanda del mercato. Le nostre aziende assorbono completamente la produzione italiana di olive, per poi ricorrere alle importazioni per colmare il deficit. Una carenza che condividiamo con olivicoltori e aziende olearie e che, a nostro avviso, sarebbe opportuno affrontare in collaborazione con tutta la filiera olivicolo-olearia”.
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