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Le foreste italiane assorbono 46 milioni di tonnellate di CO2

Le foreste italiane assorbono 46 milioni di tonnellate di CO2

Si stima che nel 2025 la superfice boschiva potrebbe sfiorare i 12 milioni di ettari, raggiungendo il 40% della superficie nazionale. Le foreste parlano un linguaggio che pochi sanno ascoltare

22 marzo 2025 | 15:00 | C. S.

L’Italia è uno dei principali paesi europei per copertura forestale: si stima che nel 2025 la superfice boschiva potrebbe sfiorare i 12 milioni di ettari, raggiungendo il 40% della superficie nazionale. Questo immenso patrimonio boschivo, secondo l’ultimo Rapporto sullo stato delle foreste e del settore forestale in Italia del Ministero dell’Agricoltura, assorbe e sottrae all’atmosfera in un anno 46,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica, l’equivalente di 3 volte e mezzo le emissioni di CO2 prodotte in un anno nella provincia di Milano (13,5 milioni, fonte Ispra).

È questo uno dei principali dati diffusi oggi a Roma nell’ambito dell’evento organizzato da Confcooperative in occasione della Giornata internazionale delle foreste. “Per garantire gli enormi benefici che derivano dalle foreste – ha dichiarato Mario De Angelis, presidente del settore Forestale di Fedagripesca Confcooperative – diventa sempre più imprescindibile una gestione attiva e sostenibile delle aree forestali. Ciò al fine di evitare che il patrimonio boschivo venga abbandonato a sé stesso e riuscire nel contempo ad incrementare le tonnellate di C02 assorbite dalle foreste, che finirebbero altrimenti per contribuire al riscaldamento globale”.

L’importanza della cooperazione forestale – “La cooperazione forestale – spiega ancora De Angelis – riveste un ruolo di primo piano in un momento storico in cui le foreste soffrono a causa dei cambiamenti climatici e le aree interne montane subiscono l’abbandono da parte delle nuove generazioni. Migliorando la gestione dei boschi non protetti da vincoli e in grado di fornire legno, potremmo anche ridurre la dipendenza del nostro paese dalle importazioni di legno grezzo”. 

Cosa fanno le cooperative forestali – Le 107 cooperative forestali associate a Confcooperative, che contano 1.700 soci e 1.000 addetti, operano principalmente nelle aree montane e nelle aree parco e si occupano di attività collegate alla forestazione e alla gestione delle risorse del bosco, alla difesa del suolo, alla prevenzione e alla cura del territorio attraverso moderni metodi di ingegneria. Eseguono inoltre lavori di protezione ambientale, realizzano progetti e iniziative nell’ambito del turismo ambientale, in collaborazione con i soggetti pubblici e privati, contribuendo così a dare risposte efficaci alle esigenze economiche locali, specie in aree marginali e a rischio abbandono.

Il docufilm “Quello che le foreste non dicono” – Proprio per valorizzare il ruolo della cooperazione forestale Confcooperative ha realizzato, con il sostegno di Fondo Sviluppo, il docu-film “Quello che le foreste non dicono”, presentato oggi in anteprima a Roma alla presenza del Sottosegretario di Stato on. Luigi D’Eramo. La regia del film è di Tancredi Di Paola, giovane regista barese, la sceneggiatura di Luigi Torreggiani di Compagnia delle Foreste. Attraverso le testimonianze dei “custodi” delle foreste, ovvero i tecnici e i professionisti forestali del mondo cooperativo, il docu-film esplora con una narrazione coinvolgente la bellezza e la complessità degli ecosistemi forestali italiani, focalizzandosi su diverse regioni come la Puglia, la Sardegna, l’Emilia-Romagna e il Friuli-Venezia Giulia.

“Le foreste parlano un linguaggio che pochi sanno ascoltare”, ha spiegato il regista Di Paola. “Quello che le foreste non dicono è un viaggio attraverso i paesaggi italiani, tra mani che lavorano la terra e boschi che custodiscono storie antiche. Un racconto di cura e resistenza, dove la gestione sostenibile del territorio diventa il filo invisibile che lega passato, presente e futuro”.

“In un’epoca segnata dal cambiamento climatico e dall’abbandono delle terre – ha aggiunto lo scrittore e giornalista Luigi Torreggiani, che ha scritto la sceneggiatura - la gestione responsabile del territorio diventa una risposta concreta alle sfide globali. Le cooperative forestali, gli artigiani, i coltivatori, e i cittadini attivi ci mostrano come la sostenibilità non sia solo un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che incide sulla qualità della nostra vita”.

Una diversa narrazione della cooperazione forestale – “La realizzazione del docufilm – ha concluso Mario De Angelis – è stato il primo tentativo, speriamo riuscito, di avviare una diversa narrazione della cooperazione forestale, che utilizzi una comunicazione di tipo emozionale. Attraverso il ricorso ad immagini e un linguaggio visivo evocativo, lo spettatore è invitato a meditare e riflettere non solo sul ruolo delle foreste e dei boschi, ma anche su come il paesaggio sia un organismo sempre vivo e modellato dalla presenza e dal ruolo degli uomini”. 

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