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Le emergenze e le sfide delle imprese agricole per il 2025
E’ una fase molto impegnativa per tutto il settore agricolo, non solo per la zootecnia: clima, transizione ecologica e accordi internazionali saranno il fil rouge dell’anno appena iniziato
19 gennaio 2025 | 15:00 | C. S.
Una nuova ondata di influenza aviaria sta colpendo il Nord Italia, in particolare Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Il virus allarma gli allevatori e preoccupa l’intero settore zootecnico, già alle prese con la PSA nel comparto suinicolo e la Bluetongue in quello bovino.
La situazione è monitorata con grande attenzione da Confagricoltura ed è stata oggetto di approfondimento della prima riunione dell’anno della Giunta confederale. L’avanzamento dell’aviaria, così come altre epizoozie, richiede un ulteriore sforzo dal punto di vista della biosicurezza nelle strutture, a fronte del rischio di abbattimenti e dei conseguenti lunghi tempi nell’erogazione dei ristori, nonché delle risorse disponibili. Una riunione del gruppo degli avicoli è prevista nei prossimi giorni a Palazzo della Valle.
E’ una fase molto impegnativa per tutto il nostro settore, non solo per la zootecnia: clima, transizione ecologica e accordi internazionali saranno il fil rouge dell’anno appena iniziato. Il 2024 è stata l’annata più calda di sempre, con una marcata siccità al Sud e alluvioni al Nord che hanno profondamente inciso sui raccolti di cereali e ortofrutta. Il comparto della frutta fresca, a causa del cambiamento climatico e delle conseguenti fitopatie, in dieci anni ha ridotto la produzione di un terzo e le aumentate importazioni di frutta dall’estero minano la competitività delle imprese italiane.
La transizione verde necessita di norme in grado di garantire un futuro alle aziende agricole e la sicurezza alimentare per i cittadini. L’Europa deve necessariamente cambiare passo, ha evidenziato la Giunta confederale, dando agli agricoltori gli strumenti per raggiungere gli obiettivi di maggiore sostenibilità ambientale mantenendo salda la capacità produttiva.
E’ chiaro – aggiunge Confagricoltura - che occorre rivedere le politiche europee dedicate all’agricoltura, invertendo l’approccio, stabilendo prima che cosa il settore debba rappresentare strategicamente per l’Europa, e quindi definire il budget della Pac. Si rischia altrimenti di rimanere compressi tra Cina e Stati Uniti se non si adottano velocemente politiche, innovazioni e risorse che ci consentano di affrontare le sfide globali, ma anche creare valore, tutelare il territorio e rafforzare la nostra posizione sui mercati. Serve un piano di crescita a lungo termine, - ha condiviso la Giunta - lontano dalle strette ideologie che hanno penalizzato l’Ue in questi anni e capace di dare alle imprese agricole competitività e giusto reddito.
Sul fronte interno, alla luce del contesto generale, è stato espresso apprezzamento per lo sforzo del governo che, nell’ambito della legge di bilancio, ha ridotto la pressione fiscale, utile a dare slancio all’economia, e inserito le misure che favoriscono il processo di innovazione e la ricerca in ambito agricolo. Confagricoltura ribadisce tuttavia l’urgenza di una strategia pluriennale che possa definire il percorso per gli agricoltori e le politiche per il rafforzamento anche nel campo delle energie rinnovabili.
Certamente – evidenzia la Giunta confederale - occorre verificare con il governo come individuare le risorse economiche per stabilizzare e proteggere il reddito degli agricoltori, in particolare quelli colpiti da fitopatie ed epizoozie, con un maggiore controllo della fauna selvatica.
Per favorire il ricambio generazionale nel settore, la Giunta di Confagricoltura sottolinea infine la necessità di inserire, nell’ambito del DL Milleproroghe, l’esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali under 40, così come auspica che vengano accolte le richieste di agevolazioni al credito di imposta al Sud, evitato l’obbligo assicurativo per le macchine agricole e spinti i biocombustibili.
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