Associazioni di idee

Il panel test non deve essere usato come arma contundente ai danni del settore

Il panel test non deve essere usato come arma contundente ai danni del settore

Per Assitol è ingiusto attaccare il settore, regolato da leggi rigorose e oggetto di numerosi controlli, in base ad analisi su quantità esigue di prodotto ed effettuate con procedure poco chiare

05 maggio 2021 | C. S.

No ai test comparativi sull’olio extra vergine d’oliva, realizzati in modo poco trasparente e con il chiaro intento di orchestrare una gogna mediatica. E’ questo il commento di ASSITOL, l’Associazione italiana dell’industria olearia, in merito ad alcuni articoli di stampa, comparsi in questi giorni, che mettono in dubbio la qualità e l’autenticità dei prodotti dell’industria italiana.

“Le aziende olearie sono tenute per legge a rispettare norme stringenti a garanzia della qualità e genuinità dell’olio d’oliva – ricorda Andrea Carrassi, direttore generale di ASSITOL -. Inoltre, quello dell’olio è uno dei settori più controllati, grazie al SIAN, il sistema nazionale di monitoraggio sui flussi oleari in capo al Ministero delle Politiche agricole, e alle verifiche di ben otto diversi organismi pubblici di controllo. In particolare, i dati annuali dell’Icqrf, che fa capo al Mipaaf, dimostrano come l’olio d’oliva sia un prodotto soggetto a continue verifiche. Alla faccia di chi afferma che questo comparto è poco controllato”. L’olio d’oliva è inoltre l’unico prodotto alimentare sottoposto ad analisi sensoriale (panel test), che ne valuta la qualità, prima di essere posto in commercio, grazie al giudizio di un gruppo di assaggiatori professionisti. Ogni oleificio effettua, al suo interno, centinaia di controlli ogni anno sulle materie prime e sui suoi prodotti.

“Al contrario di chi utilizza il panel test per fini sensazionalistici – ricorda il direttore di ASSITOL - per l’industria l’analisi sensoriale è una cosa seria”. E’ discutibile anche la narrazione giornalistica sugli stessi test, che li racconta come definitivi: ogni analisi di laboratorio deve essere ripetuta, al fine di evitare falsi positivi e non è infrequente che la revisione delle analisi capovolga il primo risultato. Affermare, come fa la rivista, che gli oli sono stati conservati al buio in una sala campioni, con il contributo di una società esterna, e che si sono soddisfatte le richieste dei laboratori non basta a sciogliere le perplessità.

“Non è chiaro – sottolinea il Direttore Generale di ASSITOL - se le modalità di esecuzione del campionamento sono state corrette. Qualsiasi privato, anche una testata giornalistica, che intenda realizzare test di controllo sugli oli, deve osservare tutti i passaggi pratici e le norme, italiane ed europee, sull’analisi organolettica”. E proprio perché, come afferma lo stesso Salvagente, l’analisi organolettica non è un esercizio di stile ma ha regole ben precise e non interpretabili a piacimento, non basta un unico test, come in questo caso, per declassare un olio d’oliva: le procedure impongono ben due controanalisi. Come mai chi invoca il rispetto delle regole è il primo a non osservarle?

Infine, sorprende che chi dice di difendere il panel test proponga in parallelo un videocorso per l’assaggio fai-da-te. “L’iniziativa di far conoscere meglio l’extra vergine sarebbe lodevole – è il commento di ASSITOL – ma l’assaggio di un consumatore, per quanto attento, non può essere paragonato né sostituirsi a quello di un professionista, che oltre alle competenze, per legge, è chiamato ad ‘allenarsi’, letteralmente, degustando periodicamente oli d’oliva”.

Usare il panel test in questo modo non è un buon modo per difenderlo. “Al contrario, lo svilisce - aggiunge Carrassi – e ne scredita l’autorevolezza, squalificando anche chi esegue questo test professionalmente”.

I test comparativi della rivista “Il Salvagente” hanno riguardato, in tutti i casi, una singola bottiglia di un singolo lotto. “L’industria non ci sta a subire operazioni di linciaggio, come accaduto in passato – stigmatizza Carrassi – sulla base di analisi che interessano pochi litri su milioni di bottiglie, prodotte ogni anno. Questa gogna mediatica fa male al settore nel suo complesso, in Italia come all’estero, e non risolve il problema delle frodi. In un periodo che ha visto l’industria districarsi tra le criticità del Covid-19, pur di garantire agli italiani adeguate forniture di olio, tutto questo appare ingiusto ed inaccettabile”.

Potrebbero interessarti

Associazioni di idee

Il blocco delle mele pare superata: i porti riaprono

Ad oggi i carichi stanno arrivando e i porti principali sono operativi. Le mele hanno qualità intrinseche che permettono un’ottima conservazione anche su lunghe tratte, consentendo di affrontare imprevisti di vario genere e cambi di logistica non pianificati

11 marzo 2026 | 14:30

Associazioni di idee

Nessun raddoppio del contingente a dazio zero per l'olio di oliva tunisino

No della Commissione europea a portare a 100 mila tonnellate la quota di dazio zero per l'olio tunisino. Nuove concessioni tariffarie avrebbero aumentato ulteriormente le importazioni di prodotto a basso costo, facendo crollare i prezzi di quello italiano

10 marzo 2026 | 10:00

Associazioni di idee

FOA Italia a Enoliexpo Bari: convegno e assemblea nazionale

Giornata centrale per l'associazione sarà il 20 marzo con due appuntamenti: Non chiamateli Scarti, la sfida normativa del Frantoio Oleario moderno e un approfondimento su Xylella fastidiosa

07 marzo 2026 | 14:00

Associazioni di idee

L’aumento del prezzo del petrolio rischia di avere effetti sull’intera filiera agroalimentare.

Cibo e bevande rappresentano il primo gruppo merceologico del trasporto su strada in Italia, pari al 14% delle tonnellate trasportate e al 18% del totale in tonnellate-chilometro, con l’88% dei prodotti alimentari che viaggia su gomma

07 marzo 2026 | 09:00

Associazioni di idee

Xylella fastidiosa: l’Unione europea conferma l’assenza di cure

L’impatto della diffusione della Xylella fastidiosa ha inciso in modo significativo sul tessuto produttivo e sul patrimonio olivicolo regionale, con ricadute economiche e sociali rilevanti anche nei territori di Bari e dell'andriese

05 marzo 2026 | 15:00

Associazioni di idee

Addio a 8 mila aziende agricole italiane nell'ultimo anno

Gli agricoltori in mobilitazione da tutte le regioni del Paese si ritroveranno il 6 per produrre con i loro trattori una iniziativa forte contro l’Accordo UE Mercosur. Il giorno dopo in Piazzale Ostiense gli agricoltori si incontreranno con le altre categorie produttive

05 marzo 2026 | 14:00