Associazioni di idee

Crollano i consumi di vino e superalcolici fuori casa

Se nel 2019 il valore complessivo nel consumo fuori casa per il settore vini è stato di oltre 2,3 miliardi, quest’anno la contrazione ha portato ad una cifra pari a circa 1,4 miliardi, ovvero -40%

01 dicembre 2020 | C. S.

L’anno peggiore di sempre per i vini e gli spiriti italiani. Secondo le previsioni dello studio che Federvini ha affidato a TradeLab, l’ultimo semi-lockdown ha dato il colpo di mannaia finale ad un settore - quello dei vini e delle bevande spiritose - fiore all’occhiello del food ‘made in Italy’.

Vini e spiriti hanno quasi dimezzato il proprio valore nel fuori casa, che costituisce il principale sbocco. Se nel 2019 il valore complessivo nel consumo fuori casa per il settore vini è stato di oltre 2,3 miliardi, quest’anno la contrazione ha portato ad una cifra pari a circa 1,4 miliardi ossia quasi -40%. Ancora peggio per gli spiriti: il valore pari a circa 960 milioni dello scorso anno si è attestato nel 2020 a poco oltre 540 milioni (-43%).

“Questi dati fanno comprendere che due dei settori a più alto valore aggiunto del ‘made in Italy’ sono in ginocchio - ha dichiarato Sandro Boscaini, Presidente di Federvini. “Ci sono in gioco due interi settori produttivi che necessitano di essere rilanciati con politiche serie e di ampio respiro, partendo da una decisa sburocratizzazione amministrativa per poi pensare ad una sorta di ‘Piano Marshall’ che preveda investimenti strutturali massicci per la digitalizzazione e la promozione. Non è il momento di personalismi. Dobbiamo fare squadra, aziende e decisori politici, per salvare un intero comparto” ha concluso Boscaini.

La situazione si manifesta in tutta la sua drammaticità se consideriamo gli ultimi due mesi dell’anno: a novembre i vini chiuderanno con un -84%; a dicembre addirittura con un -87%. Per gli spiriti parliamo addirittura di un -91% e di un -93%.

“Il vino, legato tradizionalmente alla convivialità e all’accompagnamento al buon cibo, sta risentendo enormemente delle chiusure serali dei ristoranti ed in generale delle restrizioni poste in essere sulla socialità e sugli spostamenti. I dati parlano da soli e le proiezioni di fine anno sono molto preoccupanti, in vista soprattutto di un momento particolarmente importante come le festività natalizie che rappresentano l’occasione di consumo per eccellenza” sottolinea Piero Mastroberardino – Presidente della storica Azienda Agricola Mastroberardino. “Senza dubbio vi saranno casi di aziende più o meno penalizzate da questo quadro, in ragione delle differenti formule di business, ma nel complesso per il settore del vino proiettare una caduta pari al - 40% significa registrare l’imminenza di una voragine che impone una più seria e consistente strategia di reazione focalizzata su due principali traiettorie: interventi a breve termine  in grado di sostenere le imprese nella contingenza più esplosiva della crisi e misure strutturali di medio-lungo termine atte a gettare le basi per il rilancio e il recupero di competitività della filiera. Un maggiore ascolto da parte delle Istituzioni è condizione essenziale per la tenuta di un comparto profondamente ramificato nella comunità nazionale, e nell’intero territorio del Paese”.

Differenze significative sussistono tra regione e regione: per i vini, si va da un -42% annuo per la Lombardia ad un -34% del Molise, mentre per gli spiriti risulta essere ancora la Lombardia la più penalizzata con -48% per chiudere con la Puglia che si assesta ad un -38%.

“E’ indubbiamente uno scenario gravissimo che colpisce duramente anche il settore degli aperitivi e degli spiriti della tradizione italiana. Prodotti che sono consumati prevalentemente nel fuori casa, canale per ovvi motivi, a regime ridotto”, dichiara Marco Ferrari, CEO di Gruppo Montenegro. “L’impatto stimato da Tradelab, ovvero una flessione del valore pari al – 43%, comporta un danno sistemico, senza precedenti. Il nostro settore e le Aziende che lo rappresentano sono orgogliosi del ruolo di creazione di valore economico e finanziario che ricoprono nei territori e nelle filiere collegate. Affinché siano in grado di mantenere vivo tale ruolo, occorre intervenire con urgenza e concretezza riducendo in modo significativo le accise ed eliminando inutili oneri amministrativi, tra i quali, il contrassegno fiscale”.

Ma è tutto il mondo del fuori casa - il cosiddetto horeca (hotel, bar, ristoranti) - ad essere in una crisi profonda e dalla quale è difficile essere ottimisti. Anche su questo fronte i numeri di Trade Lab sono esemplificativi: rispetto al 2019, il cosiddetto Away From Home è letteralmente crollato di oltre il 40%, passando da 85 a 50 miliardi nel 2020.
Source: https://www.federvini.it/news-cat/2790-effetto-covid-per-vino-e-spiriti-valori-quasi-dimezzati-nel-fuori-casa

Potrebbero interessarti

Associazioni di idee

La conta dei danni al comparto agricolo in Sicilia, Calabria e Sardegna

Si sta facendo ancora poco nel pianificare il territorio per renderlo capace di reagire a eventi estremi che non sono più eccezioni, ma una condizione sempre più frequente e violenta del nostro clima

24 gennaio 2026 | 11:00

Associazioni di idee

Xylella, un'emergenza che richiede responsabilità e azioni tempestive

Secondo Confagricoltura Bari-Bat l’ottimo lavoro fin qui svolto dall’Osservatorio fitosanitario regionale rappresenta un presidio fondamentale per la difesa del patrimonio olivicolo pugliese. Attenzione ma nessun allarmismo

21 gennaio 2026 | 13:00

Associazioni di idee

Fermare le importazioni sleali di prodotti agricoli in Europa

Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere in Europai, da qualunque Paese voglia esportare qui. E servono più controlli

21 gennaio 2026 | 10:00

Associazioni di idee

Xylella a Bitonto: eradicare subito l'olivo infetto

Non sono tollerabili superficialità, ritardi, sciatteria e pressapochismo. Serve massima responsabilità, perché Bitonto vive di olivicoltura, è una delle capitali dell’olio, un settore che crea reddito, occupazione e stabilità per moltissime famiglie

20 gennaio 2026 | 10:30

Associazioni di idee

Agroalimentare a scaffale: una miseria ai produttori e la GDO ingrassa

Quanto paga la Grande Distribuzione i prodotti degli agricoltori italiani? Poco, troppo poco. Occorre un'indagine sul sistema delle aste cammuffato e della selezione dei fornitori solo in base ai prezzi sempre più aggressivi

17 gennaio 2026 | 10:00

Associazioni di idee

I trafficanti di olio esistono, lo certifica la Corte dei conti europea

Oltre il 90% dell’olio prodotto nell’Unione Europea è sottoposto a controlli rigorosi, mentre il restante 9% di olio estero entra spesso nel mercato comunitario senza adeguate garanzie per produttori e consumatori

15 gennaio 2026 | 14:30