Italia

Zucchero e acido fosforico, vecchie adulterazioni che il mondo vinicolo non dimentica

L'adulterazione è una pratica che si diffuse con conseguenze gravissime negli anni ’80 quando il “vino al metanolo” causò decine di vittime. Oggi scoperta una cantina romana dedita alla sofisticazione del vino

05 ottobre 2017 | C. S.

I Carabinieri del NAS avviano i controlli stagionali sulla campagna di vinificazione 2017. Nell’ambito della pianificata strategia autunnale, il NAS di Roma ha condotto, d’intesa con l’Ispettorato Controllo Qualità e Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, un’ispezione presso uno stabilimento vitivinicolo della Capitale rinvenendo 25 kg di zucchero e 70 litri di acido fosforico impiegati nelle diverse fasi di vinificazione per la sofisticazione del vino. I militari pertanto sottoponevano a sequestro le sostanze sofisticanti nonchè 58mila litri di vino rosso DOC e bianco IGT – per un valore di circa 30mila euro - detenuto nello stabilimento in assenza di documentazione che ne giustificasse la giacenza in cantina.

I Carabinieri del NAS e gli ispettori dell’ICQRF procedevano, inoltre, ad effettuare campioni di vino dichiarato DOC al fine di verificarne la rispondenza ai requisiti dello specifico disciplinare di produzione.

L’adulterazione del vino è una pratica che si diffuse con conseguenze gravissime negli anni ’80 quando il “vino al metanolo” causò decine di vittime. Oggi sicuramente il fenomeno è contenuto grazie soprattutto ad un cambiamento culturale dei consumatori che bevono con consapevolezza in minori quantità, apprezzando la qualità dei pregiati vini italiani.

L’aggiunta di zucchero al mosto per aumentare la gradazione alcolica del vino è un metodo semplice ed economico, ma vietato in Italia così come l’utilizzo dell’acido fosforico che serve a correggere l’acidità del vino.

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