Italia
Nel Lazio si coltiva mais geneticamente modificato?
In una risposta a un'interrogazione consiliare, l'assessorato regionale avrebbe confermato la presenza di contaminazioni che coinvolgerebbero due importanti multinazionali
24 novembre 2012 | C. S.
Nelle campagne romane viene coltivato mais geneticamente modificato. E' quanto emerge dalle indagini a campione effettuate dall'Arsial su alcuni campi del territorio regionale coltivati a mais.
La vicenda coinvolgerebbe due importanti multinazionali.
Un notizia che si apprende grazie alla risposta dell'Assessorato all'agricoltura laziale a un'interrogazione di Luigi Nieri, consigliere regionale di Sinistra Ecologia Libertà, che aveva chiesto di effettuare opportune verifiche sulle coltivazioni di mais, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge 15/2006 della Regione Lazio, che vieta espressamente la coltivazione di sementi geneticamente modificate.
"Abbiamo ora la certezza che nelle campagne romane si coltiva mais geneticamente modificato, con seri rischi di contaminazione anche per i terreni circostanti. Si tratta di mais che spesso viene venduto come prodotto tipico del Lazio, senza nessun riferimento alla natura Ogm - dichiara Nieri - Sono anni che le multinazionali provano a far entrare prodotti Ogm nei nostri campi, ma dietro una netta spinta popolare sono stati sempre respinti. La presenza di Ogm nel nostro territorio rischia di contaminare e screditare la produzione agricola del Lazio. La Regione Lazio, anzichè promuovere inutili provvedimenti per la valorizzazione del made nel Lazio, come ha fatto la maggioranza Polverini, dovrebbe tutelare la qualità delle produzioni".
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