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L'Europa diventerà la terra promessa per il vino estero

Il trend di consumo di vino in Europa continuerà a diminuire almeno per i prossimi cinque anni, in attesa dei giovani della generazione Z. A soffrire saranno in particolare i vini fermi ma non quelli d'importazione che sfonderanno la quota di mercato del 35%. Il Nuovo Mondo viticolo alla conquista del vecchio baluardo europeo, sempre meno importante sullo scenario internazionale

09 marzo 2018 | T N

Il Rapporto Vinexpo IWSR evidenzia le tendenze globali e gli sviluppi del mercato tra il 2011 e il 2021.

Cosa è accaduto, sta accadendo e accadrà nel mondo del vino europeo, che ancor oggi vale il 57% del mercato mondiale?

Innanzitutto il mercato del vino in Europa nel 2016 ha mostrato una crescita del 3%, per 180,58 miliardi di dollari di fatturato. Il trend, però, indica un abbassamento dei volumi e un aumento dei valori. Infatti in volume, vi è stato un calo del 1,3%, a causa della contrazione nei paesi dell'Europa nordoccidentale e meridionale, in particolare Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna.

A pagare lo scotto più alto è stato il vino fermo, a causa di mutamento generazionale dovuto al fatto che i consumatori più giovani bevono meno frequentemente delle generazioni più anziane, ma anche a causa delle restrizioni alla guida in stato di ebbrezza, alle imposte e agli aumenti dei prezzi.

Se guardiamo al futuro complessivamente, tra il 2016 e il 2021, il consumo mondiale di vino dovrebbe aumentare con un tasso di crescita annuo relativamente modesto dello 0,4%. Si prevede invece che lo sviluppo del valore equivalente supererà il 4%.

In controtendenza l'Europa che dovrebbe continuare a vedere un calo dello 0,9% annuo in termini di volume. A subire maggiormente la categoria dei vini fermi ma anche la crescita dei vini frizzanti rallenterà.

Storicamente è improbabile che il trend dei consumi di vino si inverta così facilmente e, almeno per i prossimi 5 anni IWSR vede un trend in discesa che potrebbe però invertirsi con le nuove generazioni, in particolare i giovani della Generazione Z.

Non tutti i vini, però, subiranno cali nella stessa misura. I vini importati andranno meglio dei vini locali e aumenteranno la loro quota di mercato a oltre il 35%. Si prevede che tre dei primi cinque vincitori saranno Nuova Zelanda, Argentina e Cile.

All'interno dell'Europa la parte del leone, grazie soprattutto ai vini frizzanti, la farà l'Italia per cui si prevede esportazioni in crescita almeno fino al 2021, mentre Francia e Spagna dovrebbero arretrare, compensando con un aumento dell'export al di fuori dell'Unione europea e in particolare in Cina.

Nel complesso il calo dei volumi europei significherà anche una diminuzione dell'importanza dell'Europa vitivinicola a livello mondiale.

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