L'arca olearia

L'azoto è il macro nutriente più dinamico nella pianta d'olivo

Le curve di evoluzione di micro e macro nutrienti mostrano stabilità nei mesi invernali, quando l'attività dell'olivo si riduce al minimo, anche per gli oliveti irrigati. Non è così per l'azoto che si stabilizza maggiormente nei mesi estivi. Capire la dinamica degli elementi minerali nelle foglie ci aiuta a capire i reali fabbisogni della pianta e a effettuare la diagnostica fogliare nel momento più opportuno

07 aprile 2017 | R. T.

Comprendendo la dinamica dei nutrienti dell'olivo nelle foglie si può comprendere anche i fabbisogni nell'arco dell'anno.

Vi sono infatti periodi nei quali certe molecole sono stabili nelle foglie, evidente sintomo di scarsa mobilitazione per le necessità fisiologiche. In altri periodi, invece, le curve di evoluzione sono molto dinamiche.

Inoltre il comportamento dei nutrienti varia anche in ragione dell'età della foglia.

E' quindi indispensabile conoscere tali evoluzioni per poter calibrare la fertilizzazione nel tempo e anche eseguire eventuali diagnostiche fogliari nel momento più opportuno.

L'azoto e fosforo mostrano concentrazioni minime quando le foglie sono giovani e hanno un anno di età, e massimo durante l'inverno. Potassio e boro mostrano concentrazioni superiori quando le foglie sono giovani, per poi diminuire nel corso del primo anno di vita. Le concentrazioni di calcio, magnesio e manganese hanno un comportamento opposto: si accumulano fino a raggiungere la massima concentrazione in inverno e per poi rimanere stabili, con alcune oscillazioni, ma senza differenze statisticamente significative.

Vediamo ora la dinamica dei singoli elementi

Le concentrazioni di azoto più basse vengono osservate quando le foglie sono appena formate. Questi periodi coincidono con lo sviluppo dell'oliva. La circolazione maggiore di azoto, invece, si segnala in primavera.

Nel caso del fosforo si osserva un valore minimo, durante lo sviluppo del frutto, per aumentare gradualmente e raggiungere valori massimi tra la fine dello sviluppo del frutto e l'inizio della dormienza invernale. E quindi evidente che il fosforo si sposta dalle foglie per soddisfare le esigenze di crescita del frutto, raggiungendo una concentrazione di equilibrio alla fine di questo processo. Durante il riposo invernale si nota un'ulteriore riduzione nella concentrazione, probabilmente per recuperare la sostanza nutritiva per l'albero e incoraggiare lo sviluppo infiorescenze e per la fioritura.

Il potassio è un elemento chiave per la fecondazione in fase di fioritura, inoltre la concentrazione
nel frutto è fortemente correlata con l'accumulo di olio. Inoltre una carenza moderata di potassio influenza i tempi di chiusura degli stomi. Per questo elemento si assiste a un costante calo in primavera per stabilizzarsi a partire da agosto.

Sebbene l'olivo sia considerata una specie semi tollerante ad alte concentrazioni di boro, sappiamo che questo è uno degli elementi meno mobili nelle foglie. Ma questo non significa che il boro non sia mobile in altri tessuti della pianta. Infatti è mobile nel frutto e nel fiore. La stabilità per questo elemento nelle foglie si ha da agosto fino all'inverno.

Le concentrazioni di calcio, magnesio e manganese nelle foglie sono aumentate in modo quasi ininterrotto per tutto l'anno con lievi variazioni.

Quando eseguire la diagnostica fogliare?

Nel complesso, per eseguire una corretta diagnostica fogliare, si osservano due periodi di stabilità
analitica. La prima dalla seconda metà giugno e fino alla metà di agosto e poi il secondo quando le foglie sono mature, dalla seconda metà di ottobre. Tuttavia, nel primo periodo vi è piena stabilità nella concentrazione di fosforo e boro mentre nel secondo periodo risulta più instabile l'azoto.

Bibliografia

Nieto J. et al, Estudio de la dinámica nutricional en hojas de olivo: periodos de estabilidad analítica, SJSS. SPANISH JOURNAL OF SOIL SCIENCE,  YEAR 2017, VOLUME 7 ISSUE 1

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