Turismo

L’agriturismo sulla via dell’uniformazione ma i numeri restano ballerini

Da un protocollo d’intenti la possibilità di contare su un sistema di classificazione trasparente ed omogeneo a livello nazionale per il turismo rurale ed in campagna

03 luglio 2010 | Graziano Alderighi

L’Osservatorio nazionale dell'agriturismo, costituito dal ministero delle Politiche agricole che lo presiede, con il Dipartimento per il Turismo, le Regioni e l'Istat ha raggiunto un accordo per uniformare i criteri di classificazione del settore agrituristico italiano.

"Oggi sono state gettate le basi per armonizzare le norme in vigore nelle varie Regioni - ha commentato il ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan - e dare vita ad un primo semplice strumento di comunicazione per gli ospiti italiani e stranieri che desiderano visitare i nostri agriturismi".

"Come le 'stelle' per gli alberghi - ha spiegato Galan - anche le imprese agrituristiche potranno finalmente contare su un sistema di classificazione trasparente ed omogeneo a livello nazionale, in grado di fornire al turista le informazioni necessarie sulla qualità del servizio reso da ciascuna azienda".

Il ministro ha poi ricordato la vitalità economica del settore nelle aree rurali, con circa 19.000 operatori agrituristici e un fatturato di oltre 1 miliardo di euro l'anno; tutto questo ricoprendo un ruolo strategico, sapendo coniugare la possibilità di trovare prodotti di qualità direttamente nel territorio con la cultura e l'ambiente in cui sono realizzati".

Per definire il punteggio da attribuire a ciascuna struttura non conterà solo il comfort, come accade oggi per le strutture alberghiere, ma saranno presi in considerazione soprattutto gli aspetti relativi alla tipicità dell'offerta, al paesaggio, alla possibilità di partecipare ai lavori dell'azienda e alla professionalità dell'operatore.

Compito dell'Osservatorio sarà ora quello di testare i requisiti proposti su un campione reale di imprese, in modo da arrivare entro ottobre all'approvazione definitiva dei criteri di classificazione.

Ma come va il turismo rurale italiano? … benissimo
Questa estate raggiungeranno quota 5 milioni le presenze negli oltre 18mila agriturismi d'Italia, per un aumento del 3 per cento di quanti scelgono la vacanza 'verde'. E' quanto stima l'associazione agrituristica Terranostra afferente a Coldiretti. L'agriturismo si confermerebbe una delle mete preferite dagli italiani per trascorrere le vacanze in tutta tranquillità, con un fatturato che supererà nel 2010 il miliardo di fatturato raggiunto lo scorso anno.
Le vacanze nel verde sono favorite dalla tendenza a diversificare il periodo delle ferie, dall'opportunità di scegliere vacanze ripetute, ma più brevi, dalla preferenza accordata ai soggiorni in Italia rispetto all'estero. Tra le mete preferite e di sicuro successo, le regioni del Sud Italia, circondate e lambite da mare cristallino e da una natura prorompente, sembrano mostrare i tassi di crescita più elevati.

Una visione diversa
Vittoria Brancaccio è stata confermata presidente dall'assemblea nazionale di Agriturist (associazione agrituristica di Confagricoltura). Brancaccio restera' in carica fino a giugno 2013.
"La crisi economico-finanziaria - ha dichiarato il Presidente Agriturist (Confagricoltura) Vittoria Brancaccio, recentemente rieletta fino al 2013 - ha interrotto una tendenza alla crescita del turismo mondiale che si annunciava solida e duratura. Già in questo contesto di espansione avremmo comunque dovuto affrontare una concorrenza sempre più agguerrita; oggi che la domanda è in flessione, le energie da impegnare nella competizione devono necessariamente essere moltiplicate. Non possiamo - prosegue Vittoria Brancaccio - continuare a dirci da soli che l'Italia è piena di belle cose da vedere, di bei posti da visitare... Dobbiamo piuttosto impegnarci a raccontare efficacemente, in modo più attraente e seduttivo, le caratteristiche della nostra offerta di vacanza. E questo vale in modo particolare per l'agriturismo che propone un'ospitalità tipicamente emozionale. Lo Stato, le Regioni e le singole imprese devono collaborare alla costituzione di un sistema virtuoso di comunicazione col mercato delle vacanze al quale tutti possono e devono dare il proprio contributo"

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