Turismo

Quanto è bello godere della bellezza

La cronaca di una visita ai giardini della Villa l’Eremitaggio di Verbania Pallanza, della famiglia Rusconi Clerici

18 aprile 2009 | Daniele Bordoni, Silvia Ruggieri



Domenica scorsa il lago Maggiore ha offerto un anticipo di bella stagione, dopo un lungo periodo di tempo inclemente e di incertezze climatiche. L’occasione offerta agli iscritti e simpatizzanti del Fai (Fondo Ambiente Italiano) delegazione del Verbano Cusio Ossola, è stata quella di una visita guidata ai girdini della Villa l’Eremitaggio di Verbania Pallanza, di proprietà della famiglia Rusconi Clerici.



L’accoglienza è stata calorosa e cordiale, da parte dei padroni di casa, i coniugi Giuseppe Corradi Dell’Acqua e Beatrice Corradi Dell’Acqua, che hanno preso a cuore l’interesse dei visitatori per il giardino della Villa. Il richiamo dell’unicità dell’evento ha portato quasi 200 visitatori ed è stato necessario dividerli in più gruppi. Tra loro alcuni stranieri e persone con deambulazione difficoltosa. Abbiamo osservato con il padrone di casa signor Giuseppe, come sono maggiormente propensi a muoversi ed anche ad andare all’estero i tedeschi ed i nordici in generale, anche quando sono anziani e con pesanti difficoltà motorie a differenza dei popoli del sud Europa che si muovono con maggiore difficoltà in presenza di disabilità.

La nostra guida, la signora Valeria Sibilia ha iniziato il suo primo giro e data la numerosa affluenza hanno fatto da guida d’eccezione anche il giardiniere Walter e la padrona di casa Beatrice che si è offerta essa stessa quale guida di un altro gruppo.



I giardini si estendono per quasi 900 metri sul lungolago e pur non essendo particolarmente larghi tra la riva e la strada, danno un’impressione di ampiezza per i diversi livelli su cui sono disposti; livelli raccordati da scalinate e sentieri. Dominano le camelie, il fiore d’eccellenza del Lago Maggiore, presente in molte ville, ma ci sono alcune piante più rare, tra cui un albero di origine messicana, dall’apparenza tra il salice e il pino di montagna. Il signor Walter, il giardiniere, mi ha mostrato un antico albero di canfora, probabilmente centenario, il quale, nonostante la fragilità dei rami che spesso si spezzano ha resistito finora con la sua imponenza. Ci sono molte canne di bambù, tra cui spicca il bambù nero, che non credo si possa osservare di sovente. Come Walter mi ha fatto notare, anche i locali di servizio alla piscina, nonché la piscina stessa, sono discretamente celati dalla vegetazione che addolcisce ogni segno di intervento umano. Ho chiesto a Walter se amava il suo lavoro e lui mi ha detto che gli è sempre piaciuto stare tra le piante, ma che quello non era stato il suo lavoro. Era andato in pensione sei anni fa dopo aver lavorato presso una fabbrica di apparecchiature elettriche. Da allora si dedica alle sue due passioni: la cucina e il giardinaggio.

La cucina non è solo un hobby, ma un vero e proprio lavoro e così il giardinaggio. Tenere in ordine da solo un giardino di circa 18.000 mq con tante piante e alberi, non è uno scherzo, ma per lui rappresenta un pezzo di vita importante.



Ad un certo punto, tra i visitatori è arrivata una signora disabile in carrozzina. Purtroppo la carrozzina non poteva accedere ai giardini, composti da stretti sentieri e gradinate. E’ a questo punto intervenuta la padrona di casa la dottoressa Beatrice Corradi Dell’Acqua, che si è prodigata affinché la persona disabile fosse quantomeno accolta in uno spazio accessibile, quello in cui la visita terminava: un grande terrazzo naturale, circondato da vegetazione e con una stupenda vista sul lago.

La conclusione della giornata, ha visto un momento musicale, offerto dalla flautista Barbara Antoniazza , molto apprezzata dalla folla di visitatori ed infine un rinfresco per gli ospiti.

Concluso l’evento, alcune nubi temporalesche ci hanno ricordato che la bella stagione non era completamente avviata e avremmo visto qualche manifestazione del clima mutevole tipicamente primaverile, ancora per un po’.

Ciò che ha veramente colpito è stata la cordialità e la familiarità dell’accoglienza dei padroni di casa, attenti ad ogni particolare allo scopo di rendere agevole e più piacevole la visita dei giardini.
C’è da augurarsi che occasioni analoghe possano ripetersi e vi siano nuove possibilità di poter godere della vista e delle bellezze di piante, fiori e alberi, dove bene si combinano la creatività della natura con la mano umana.

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