Turismo

Bellezze del Lago Maggiore, Villa l'Eremitaggio a Verbania Pallanza

L’interesse per la botanica non si limita alla floricoltura. Piante molto diverse convivono dove non si lo si riteneva possibile. Una visita guidata organizzata dal Fai

04 aprile 2009 | Silvia Ruggieri

Tra le maggiori bellezze del Lago Maggiore i fiori hanno da sempre costituito una delle più apprezzate attrattive da parte dei turisti e dei visitatori. Basti ricordare i giardini di Villa Pallavicino a Stresa e Villa Taranto a Verbania-Pallanza. L’interesse per botanica non si limita però alla floricoltura, anche perché il micro-clima del Lago Maggiore permette a piante molto diverse di riuscire a convivere, dove non si credeva possibile. Si pensi agli agrumi di Cannero e alle palme, che convivono con gli abeti un po’ ovunque, ma che saltano all’occhio in particolare a Stresa.

Le ville costruite tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 sono poi il fiore all’occhiello della riviera del Verbano, con l’eleganza dello stile Liberty. E’ in questo contesto che il FAI – Fondo Ambiente Italiano, Delegazione del Verbano Cusio Ossola, ha proposto la visita guidata ai giardini della Villa “l’Eremitaggio” di Verbania-Pallanza in programma domenica 5 aprile a partire dalle ore 14.30.



I giardini sono stati aperti e resi visitabili dai proprietari, la famiglia Rusconi-Clerici, che ne ha gentilmente concesso l’accesso, conoscendo la sensibilità del FAI per quel che riguarda i beni, l’arte, la cultura e il patrimonio naturale del nostro Paese.

La Villa “L’Ermitaggio”, situata sulla strada litoranea che conduce da Pallanza a Intra, ai piedi della Castagnola, è stata costruita nel 1895 da William B. Kaupe, facoltoso personaggio americano di origine tedesca, grande viaggiatore e amante dell’ arte.

L’intero complesso è particolarmente interessante per lo stile eclettico e post-romantico che contraddistingue villa e giardino: il suo ideatore ha voluto qui esprimere il grande amore per l’arte italiana, riproponendone modelli del passato e reimpiegando, in modo sapiente, elementi autentici provenienti da antiche dimore.

L’ ”Eremitaggio” si compone di tre corpi principali: la “villa” vera e propria, il cosiddetto ”padiglione” e, il corpo intermedio che li collega, caratterizzato da una loggia aperta verso il giardino e il lago. Proprio questa disposizione articolata e libera dei fabbricati danno al “l’Eremitaggio” la possibilità di inserirsi con naturalezza nel giardino, creando angoli suggestivi soprattutto attraverso la studiata sistemazione degli spazi esterni, a loro volta arricchiti da un vasto arredo di elementi decorativi.



Particolarmente significativo è il piazzale antistante la villa verso il lago, con pavimento a mosaico, delimitato da un ninfeo e da statue del XVII secolo.
Il giardino, che si estende per quasi mezzo chilometro interamente affacciato sul lago, risulta così il frutto di un riuscito connubio di architetture e piante antiche e lussureggianti: rose rampicanti, palmizi, tuje, rododendri, azalee, magnolie, vari esemplari di canfora, faggi rossi, conifere, cipressi, oleandri e limoni si compenetrano con statue, fregi parapetti di pietra e ferro battuto. Il giardino è completato da una grande darsena, costruita nel 1899 su disegno dello stesso Kaupe e da due porticcioli.

A questa testimonianza di biodiversità, che, come si accennava all’inizio, già da sola costituisce motivo sufficiente per una visita, si aggiunge l’architettura paesaggistica, che in tutti i giardini della riviera del Lago Maggiore, costituisce uno dei motivi di maggiore interesse da molte parti del mondo.

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