Turismo

Bed & Breakfast, premiate le mete italiane ancora poco conosciute

Le tappe classiche, invece, sono state penalizzate perché troppo care. A Bruxelles si è conclusa con successo di pubblico e sorprese B&B Expo 2009. Il resoconto di Silvia Ruggieri

21 marzo 2009 | Silvia Ruggieri



Si è appena conclusa la quarta fiera internazionale dei Bed & Breakfast, con un grande successo di pubblico e con un rinnovato interesse verso le mete italiane, per il turismo del nord Europa.
Anche quest’anno belgi e olandesi hanno premiato la presenza italiana presso questo salone espositivo che sta divenendo sempre più importante e visibile a livello internazionale.

Il bilancio delle cifre non è ancora stato diramato, ma la sensazione di un ulteriore aumento di visitatori è stata netta per tutti coloro che avevano già partecipato alle precedenti edizioni. Ho notato che ci sono stati parecchi stand gestiti direttamente dai proprietari dei Bed & Breakfast, da soli o consorziati in piccoli gruppi per dividere le spese. Sono quindi scesi in campo in prima persona, non affidandosi a intermediari o a figure di rappresentanza, che si sono rivelate nel tempo meno incisive nel trasmettere il messaggio turistico. L’”istituzionale” è percepito, ancora una volta, come molto freddo e distante e spesso anche come poco professionale.



Bed & Breakfast significa accoglienza familiare e ambiente informale. Presentandosi in prima persona, i gestori dei Bed & Breakfast hanno sottolineato l’importanza del rapporto umano e del calore che l’accompagna, quale base essenziale per questa forma di ricettività. Il turista che arriva per scoprire l’Italia, vuole anche scoprire un’Italia “vera” e non solo quella delle grandi città d’arte o dei luoghi di villeggiatura, ma anche un’Italia delle famiglie, degli usi e della vita quotidiana. In altre parole vuole conoscere meglio noi e il nostro Paese.

Quanto alle destinazioni, per quel che riguarda l’Italia, si è notato un calo di interesse per la Toscana, da alcuni esplicitamente indicata come “troppo cara” e forse in tempi di crisi e ristrettezze economiche, molti hanno preferito rivolgere altrove il proprio interesse, magari alla scoperta o riscoperta di siti meno frequentati e di conseguenza più a buon mercato. Dalle varie interviste fatte è emersa la percezione che Italia in generale sia un paese caro per il turista europeo. Questo viene maggiormente evidenziato in questo periodo di crisi economica mondiale. Ho notato che moltissimi visitatori per la prima volta chiedevano i prezzi delle varie strutture ricettive e si informavano sui costi generali di soggiorno.

Molte sono state le richieste riguardanti il Piemonte, un vero e proprio boom rispetto agli altri anni, forse un po’ inaspettato. Probabilmente sono stati premiati i prezzi più contenuti rispetto ad altre mete turistiche italiane. Del resto, che questa regione offra una varietà di mete naturalistiche e culturali era già abbastanza noto, ma la conoscenze di questi luoghi e queste mete è sempre rimasta piuttosto modesta. La corona di monti che la circonda, i suoi magnifici laghi, le zone vitivinicole delle Langhe e del Monferrato, non potevano rimanere a lungo nella penombra del turismo verso l’Italia.

Per il Centro si è assistito ad un interesse per l’Umbria, con caratteristiche simili alla Toscana, ma ancora da scoprire e sicuramente con i costi meno proibitivi. Per il Sud, la Puglia ha avuto molta attenzione, insieme alla Sicilia e le sue isole, che resta comunque una meta richiesta.

Nel Nord, è inoltre interessante notare l’impegno della Regione Friuli, nominata dall’ente organizzatore dell’evento fieristico, “Regione d’Onore”, per l’impegno profuso a favore dei propri Bed & Breakfast, per la cui partecipazione ha contribuito al costo, mostrando di voler credere fermamente a questa forma di ricettività.

Nelle note meno positive va rilevato un lieve calo degli espositori. Diverse zone sono rimaste inutilizzate, non per la mancanza di bed & breakfast, ma soprattutto per l’assenza di rappresentanze di nazioni d’oltre oceano, che nelle precedenti edizioni occupavano grandi spazi.

Si sono viste, in qualità di espositori, anche diverse agenzie olandesi che promuovono strutture in Italia o tour organizzati, nel doppio ruolo di offerta di servizi, come agenzie di viaggio, da un lato e di cercatori di nuove strutture da associare per poter aumentare l’offerta, dall’altro. Il problema, come è chiaramente emerso da alcuni incontri e colloqui con questi operatori è ancora la non competitività dei nostri prezzi rispetto a quelli degli altri paesi. L’offerta turistica si allarga e con essa la concorrenza e di conseguenza la competizione sui prezzi. In questo, è opinione diffusa, l’Italia è ancora molto cara e potrebbe ottenere molto di più con una politica di prezzi più attenta al mercato.



Il bilancio della due giorni fieristica è senz’altro complessivamente molto positivo e si attendono buoni riscontri dalle presenze nelle piccole strutture ricettive del nostro paese. I gestori dei B&B sembrano avere bene recepito il messaggio incoraggiante emerso dal salone espositivo e sono tutti tornati con un bagaglio di esperienza anche umana molto ricco ed un entusiasmo che certamente si rifletterà su nuove idee e aumento delle iniziative promozionali.

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