Turismo

LO STATO DELL'AGRITURISMO IN ITALIA. IL CONSUNTIVO 2007, LE PREVISIONI PER IL NUOVO ANNO

Secondo i dati presentati da Agriturist cresce l'offerta, ma non, nella medesima misura, la domanda. Intanto diminuisce il fatturato medio delle aziende e in calo anche le presenze di ospiti italiani. Così il 2008 resta incerto e dovrà fare i conti con le difficoltà economiche europee

12 gennaio 2008 | T N

Nel 2007 l’offerta di agriturismo ha proseguito la sua crescita in una misura che Agriturist stima, rispetto al 2006, fra il 6 e il 7 per cento. Non è cresciuta nella stessa misura la domanda (+ 4-5%), che ha visto un interessante recupero degli ospiti stranieri (+8%), ma una diminuzione degli ospiti italiani (- 2%). Il fatturato medio delle aziende, dunque, è diminuito di circa il 2%. Le vacanze di fine anno sembrano confermare i buoni risultati del 2006 e quindi non dovrebbero incidere su queste conclusioni.

Il 2008 si presenta incerto. Il portafoglio degli italiani continua ad essere sofferente; è difficile prevedere se la ripresa della domanda estera, registrata nel 2007, avrà ulteriori sviluppi favorevoli. Ma la domanda di turismo nel mondo è in costante aumento ed occorre saperla intercettare, migliorando nello stesso tempo la qualità di accoglienza per cogliere gli effetti favorevoli dei “ritorni” e del passaparola.

L’agriturismo continua a sollecitare la curiosità dei vacanzieri. E’ una offerta “orizzontale” che attraversa il turismo culturale, enogastronomico, ecologico e, spesso, anche balneare o di alta montagna. I prezzi, malgrado la crescente domanda di servizi da parte degli ospiti, restano contenuti grazie ad una gestione che, pur molto impegnativa, riesce di solito a realizzare le economie tipiche dell’impresa familiare.

Ma occorre lavorare ed investire efficacemente nella promozione, soprattutto tramite internet, comunicando in modo più incisivo i contenuti caratteristici della vacanza “in fattoria”, legati alle stagioni dell’agricoltura, alla conoscenza dei prodotti a denominazione d’origine, agli eventi tradizionali che l’agricoltura ha “creato” sul territorio, al patrimonio culturale “minore”, alla valorizzazione delle aree naturalistiche protette.

D’altra parte l’agriturismo non può far tutto da solo. La politica di rilancio del turismo, annunciata più volte dal Governo e condivisa dalle Regioni, deve tenere conto di questo importante segmento dell’offerta italiana di vacanze e soprattutto deve valorizzare il collegamento fra agricoltura e turismo, fra paesaggio rurale e ospitalità, fra prodotti tipici ed enogastronomia. A questo proposito l’Agriturist ha recentemente inviato al Ministro Rutelli una serie di valutazioni critiche e di proposte che intende sostenere e sviluppare nel corso del 2008, a cominciare dalla organizzazione di un Forum Nazionale dell’Agriturismo previsto per il 5 marzo in Calabria.

VITTORIA BRANCACCIO: “PER IL RILANCIO DEL TURISMO ITALIANO E' NECESSARIO INVESTIRE SULL’AGRICOLTURA E L’AGRITURISMO”

Nella Conferenza Stampa dello scorso 11 dicembre che si è tenuta a Roma in Confagricoltura si è parlato, fra l’altro, di offerta enogastronomica, tutela del paesaggio, destagionalizzazione e promozione del turismo.
Il turismo mondiale cresce al ritmo del 4% l’anno. Nel 2007 raggiungerà gli 875 milioni di ospiti, 225 milioni in più rispetto al 2000, 5,3 volte quelli del 1970 e addirittura 35 volte quelli del 1950.

Le mete turistiche si moltiplicano e la concorrenza si fa serratissima. Le prime dieci destinazioni più frequentate, nel 1950 attraevano il 90% dei turisti; nel 1970 la loro incidenza è scesa al 75%, poi nel 1990 al 60%, e oggi è inferiore al 50%.
L’Europa continua ha richiamare la parte più consistente dei flussi turistici mondiali (54%), ma perde terreno rispetto al 58% del 2001 e al 64% del 1980; se ne avvantaggiano soprattutto le mete asiatiche dell’Estremo Oriente e, in misura più contenuta, Medio Oriente e Africa.

La Cina, che nel 1990 era al 9° posto con il 2,4% della domanda turistica mondiale, oggi è al 4° posto con il 6%, davanti all’Italia (4,4%). Le prime tre sono: Francia (9,2%), Spagna (6,8%) e Stati Uniti (5,9%). Tutte, rispetto al 1990, hanno visto ridurre il proprio peso: Francia -2,7%, Spagna 0,9%, Stati Uniti -3%, Italia -1,6%.

L’Italia, nella graduatoria degli ospiti in arrivo, è stata al primo posto nel 1970, al terzo nel 1980 e 1990, al quarto nel 2000, scendendo al quinto dal 2004. Negli ultimi dieci anni, gli arrivi sono aumentati (+ 22%) ma non sono aumentate nella stessa proporzione le presenze (+ 19%), per effetto della riduzione della durata media del soggiorno (attualmente di 4 giorni), per cui gli alberghi italiani sono agli ultimi posti in Europa per grado di utilizzazione dei posti letto (39%).

“Non è una tendenza esaltante - dichiara Vittoria Brancaccio, Presidente di Agriturist - e se non si pone mano seriamente a una politica di rilancio dell’immagine turistica dell’Italia all’estero, basata su contenuti reali e convincenti, rischiamo di andare sempre più in basso. L’agriturismo può essere un richiamo forte...”.

Nel corso della Conferenza Stampa sul consuntivo 2007 e le previsioni 2008 per l’agriturismo (in programma domani, martedì 11 dicembre, alle 12,00 a Roma, Palazzo della Valle, Confagricoltura), il Presidente di Agriturist illustrerà alcune proposte per il rilancio del turismo italiano basate sulla creazione di una forte sinergia con il settore agricolo, recentemente trasmesse all’attenzione del Ministro Rutelli.



Fonte: Giorgio Lo Surdo

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