Turismo

La nuova vacanza in campagna post Covid

La nuova vacanza in campagna post Covid

Il 70% delle imprese parla di ripresa, ma per il 42% la richiesta è in forte aumento. Aumenta la durata media dei soggiorni e gli ospiti sono sempre di più europei, in famiglia 

18 novembre 2021 | C. S.

Si è conclusa con un successo di partecipazione l’edizione “work space” di AgrieTour, il Salone Nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale che è tornato on line dal 16 al 17 novembre riproponendo i punti di forza dell’evento, ovvero il work shop b2b con la domanda internazionale e i work-lab per la formazione. Tante le aziende che hanno preso parte agli incontri tecnici che hanno messo in relazione l’offerta nazionale agrituristica con oltre 15 Paesi da tutto il mondo in incontri on line su piattaforma. E’ andata bene anche per i laboratori formativi, di alto livello, che quest’anno hanno preso in considerazione tre tematiche fondamentali alla ripresa: comunicazione, investimento, mercato. «La forte risposta da parte delle imprese del settore all’iniziativa ci dimostra quanto AgrieTour sia un punto di riferimento per questo comparto che nonostante la crisi è ripartito con maggiore solidità – commenta il Presidente di Arezzo Fiere e Congressi, Ferrer Vannetti – il nostro obiettivo come fiera è quello di riportare l’evento in presenza, nel 2022, con un format che sicuramente dovrà prendere atto dei forti cambiamenti di questo mercato dopo la pandemia e lo faremo come sempre forti delle partnership consolidate con i principali attori della filiera».

L’agriturismo post Covid-19: una forte ripresa nel segno del cambiamento. A ribadire quanto l’agriturismo abbia risposto positivamente alla crisi della pandemia c’è l’anticipazione del rapporto annuale sulle tendenze del settore (giunto quest’anno alla sua quinta edizione) realizzato da Rete Rurale Nazionale e Ismea e presentato in anteprima durante la giornata inaugurale di AgrieTour. Questa edizione ha analizzato gli impatti del Covid-19 sulle aziende del settore e le conseguenze di mercato. Per quanto riguarda i ricavi il 70% delle aziende ha riscontrato la ripresa, ma il dato più importante è che il 42% dichiara addirittura un forte aumento di domanda rispetto anche al pre-pandemia. Tra i servizi si è consolidato il ruolo della vendita diretta su cui punta il 52% delle aziende e di queste il 37% ha predisposto nuovi servizi. Alloggio e ristorazione restano i punti di forza della richiesta, ma si va verso la destagionalizzazione della domanda (a settembre e ottobre record di presenze). Consolidata anche la domanda di clienti di prossimità: oltre il 70% del campione dichiara di aver fidelizzato in occasione della pandemia. Al consolidamento della domanda interna si alterna il ritorno degli ospiti europei, sempre di più con famiglie e bambini (+47%) e coppie (+43%) con una durata media dei soggiorni che sarebbe cresciuta. Secondo il rapporto il 31,3% della domanda arriva dalla stessa regione di provenienza, il 49,2% da altre regioni mentre il 18,9% delle presenze è stato segnato dall’Ue e solo lo 0,6% da paesi Extra-Ue complici le difficoltà a viaggiare con le nuove regole di quarantena. Tanti i nuovi servizi attivati dalle aziende, tra questi si implementano la vendita diretta e la proposta di ospitalità per lunghi periodi con pacchetti personalizzati. Tra le richieste degli agrituristi il 27,1% richiede maggiore autonomia (appartamento con cucina e lavatrice), il 21,6% chiede più garanzie rispetto ai protocolli Covid, il 22,3% spazi esterni a uso privato. Sul 2022 oltre il 70% delle imprese agrituristiche italiane ritiene che il mercato sarà stabile o in crescita.

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