Turismo

COMPIE VENT'ANNI IL MUSEO AGRICOLO E DEL VINO DI RICCI CURBASTRO

A Capriolo, nel Bresciano, una ricca collezione di oggetti utilizzati in passato dalle famiglie contadine per la coltivazione dei campi e dei vigneti, per la produzione del vino e nella vita domestica

17 giugno 2006 | T N

Vent’anni sembrano tanti per un progetto che allora, era il sabato 12 Luglio 1986, appariva velleitario ma nell’Azienda Agricola Ricci Curbastro ci si era resi conto che la propria lunga tradizione produttiva in Franciacorta era vista da clienti ed amici come qualcosa da conservare, qualcosa di “mirabile” e che esisteva il problema di ricordare le cose e le tradizioni che stavano scomparendo.

Fin dall’inizio fù chiaro che non si trattava di una semplice esposizione, di una raccolta straordinaria di oggetti salvati dalla passione di Gualberto Ricci Curbastro, ma che la collezione si caratterizzava per essere un Museo Aziendale con un

- rapporto dichiarato con il pubblico: poiché i musei sono simili ad altri mezzi di comunicazione contemporanea si è scelto fin dalla apertura che fosse una persona (guida) il collegamento, niente affatto didattico, tra l’oggetto inanimato ed il pubblico. Particolare attenzione è stata posta sulla preparazione di questo personale, interno all’azienda e part-time per coprire tutta la settimana. I risultati ottenuti in termini di soddisfazione dei visitatori, fidelizzazione e passa parola non fanno rimpiangere l’assenza di monitor e registratori portatili;

- definizione di obbiettivi specifici: quali la rappresentazione storica dell’Azienda, la promozione aziendale, la trasmissione di una cultura agricola, quella della Franciacorta, altrimenti destinata all’oblio o ad una interpretazione solo “moderna” dovuta ai successi recenti di questa Denominazione,

E’ evidente che il nostro Paese comincia solo ora a collegare la propria tradizione materiale ad una coscienza culturale riempiendo il vuoto creato dalla separazione tra cultura “materiale” e cultura “alta”, tra attività pratiche degli italiani (ivi inclusi i cibi, il vino e le loro tradizioni locali) ed i valori culturali di riferimento; il Museo si è dimostrato una scelta vincente in anticipo rispetto al boom che oggi vivono queste realtà del Made in Italy e la crescente domanda di turismo enogastronomico;

- uno spazio fisico adeguato all’ esposizione della raccolta: alle tre sale realizzate inizialmente ristrutturando fienile, scuderie e porticati costruiti nel 1875 dall’Arch. Antonio Tagliaferri, seguendo le esigenze di crescita non solo della raccolta ma anche delle attività museali, furono aggiunti nel 1995 la sala espositiva e per conferenze (100 posti, 220 mq, più servizi tecnici) ed un percorso espositivo anche in cantina. Nel 2001 è stata completata la nuova biblioteca (80 mq con scaffali per oltre 2500 volumi). L’esposizione comprende oggi oltre 3000 oggetti;

- definizione delle modalità di apertura al pubblico: orari prefissati (8.30-12.00 14.00-18.00), aperto tutta la settimana fin dalla sua inaugurazione, Per i gruppi è richiesta una prenotazione che risponde all’esigenza di avere eventualmente più Guide disponibili. L’ingresso, dal 1997, è a pagamento; la visita comprende oltre al Museo le cantine con illustrazione del ciclo di produzione del Franciacorta DOCG e degustazione. Le entrate del Museo sono interamente utilizzate a copertura dei suoi costi e per la realizzazione delle sue iniziative;

- realizzazione di un calendario di eventi culturali, mostre e conferenze nell’ambito del progetto “La piazzetta del Villaggio”. Dal 1995 anno di inizio di questo progetto sono state 36 le manifestazioni organizzate in proprio o con la collaborazione di altri enti che operano in Franciacorta ed hanno costituito per migliaia di visitatori un motivo per scoprire o tornare al Museo apprezzandone anche il carattere di “organismo vivente” che si sviluppa gradualmente e si aggiorna in modo continuo (NDR nel 2002 e 2003 il programma era stato sospeso in concomitanza con i lavori di ampliamento della cantina);

- nel 2002 ha quindi preso infine forma il progetto per la scuola “Giochiamo e impariamo con Acinello”; la visita guidata al Museo è diventato un percorso commentato ed animato, dalla vite alla bottiglia, avente per tema la produzione del Franciacorta. Ai bambini viene inoltre proposto un laboratorio di educazione al gusto e dell’olfatto che è condotto in forma ludica da un animatore: ciascun studente può così scoprire attraverso l’uso consapevole dei sensi alcuni alimenti, imparando a giudicarne le differenze di gusto, freschezza e genuinità. Inoltre viene stampato un libretto didattico, in tre versioni per i tre livelli scolastici, da riportare a scuola od utilizzare a casa con tanti giochi e notizie utili sulla produzione del vino.



Gualberto Ricci Curbastro, ricorda: “400 visitatori il primo anno, ci sembrava già un’enormità, da cinque anni a questa parte sono oltre dodicimila all’anno (12.350 nel 2005), e tanta gente ritorna a distanza di tempo, ci chiede le novità. Ho solo un rammarico: mi piacerebbe avere più posto per esporre anche i tanti oggetti che ancora conserviamo in due magazzini del Museo, abbiamo alcune idee in proposito, vedremo quando realizzarle.”

Riccardo Ricci Curbastro, in azienda con il padre da “28 vendemmie”, come tiene a sottolineare, ci racconta del marchio: “abbiamo affidato alla creatività di Francesco Carnevale dell’Agenzia Zowart di Roma il compito di riassumere un concetto per noi fondamentale quale l’essere un Museo che vive nel presente della Franciacorta raccontandone anche il passato. Ecco allora la vecchia forca che ricorda la M di Museo ma la cui ombra si stende a disegnare una bottiglia di Franciacorta con il suo inconfondibile marchio, la F merlata simbolo dei vini e del territorio. Non a caso le strutture fisiche del Museo sono strettamente connesse ai fabbricati della nostra cantina così che vi sia un continuo passaggio dalla storia alla realtà odierna.”

Chiediamo a Gualberto Ricci Curbastro se vi saranno i fuochi d’artificio per un compleanno così importante, sorride e ci risponde: “niente fuochi, sarebbe bello magari un gran falò come si faceva una volta per bruciare la vecchia a metà quaresima, piuttosto stiamo preparando una serie di eventi per festeggiare il compleanno in occasione del VII Festival del Franciacorta (16-17-18 Settembre 2006) il principale sarà la presentazione di un nuovo libro sul Museo”

(NDR il primo libro venne pubblicato dal Museo nel 1988, si intitolava “Immagini di cultura contadina” ed era stato scritto da Gualberto Ricci Curbastro e Paolo Pinti, con fotografie di Giuseppe Prandelli)


Fonte: Museo Agricolo

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