Turismo
Rallenta il ritmo di crescita dell'agriturismo in Italia
In forte crescita il numero di aziende che hanno cessato l'attività. Regione regina del turismo rurale resta la Toscana, seguita dal Trentino Alto Adige. E’ necessario, per incrementare sensibilmente la domanda in proporzione ad una più incisiva crescita dell’offerta, attuare la programmazione triennale di promozione del settore
01 novembre 2017 | C. S.
Nel 2016 il numero di aziende agrituristiche cresce del 1,9%, meno che nell’anno precedente (in cui si è registrato un +2,3%), meno della media del quinquennio 2012-2016 (+2,1%) e soprattutto meno della media del quinquennio 2007-2011 (+4%).
Il rallentamento del ritmo di crescita è dovuto, non tanto alla diminuzione delle nuove aziende autorizzate (che anzi nel quinquennio 2012-2016 sono aumentate del 7% rispetto al quinquennio precedente), quanto al forte incremento delle aziende agrituristiche che hanno cessato l’attività (+55% nell’ultimo quinquennio rispetto al precedente).
Gli agriturismi sono soprattutto presenti in collina (52%) e montagna (32%); nel decennio 2007-2016 tende a crescere l’incidenza degli agriturismi in collina (+1 punto %) e in pianura (+2 punti %).
L’attività agrituristica è condotta da donne nel 36% delle aziende, una quota sensibilmente superiore a quella che si riscontra nell’insieme delle imprese agricole (29%), in leggera crescita (+1 punto %) rispetto al 2007. Le aree geografiche presentano forti divari della conduzione da parte delle donne: nelle Regioni del Sud, gli agriturismi “al femminile” sono il 45%, in quelle del Nord-Est il 24%.
Le Regioni dove si riscontra il maggior numero di agriturismi sono Toscana (4.518) e Trentino Alto Adige (3.581). La maggior concentrazione di offerta di agriturismo è localizzata nella Provincia autonoma di Bolzano con 3.150 aziende. La Regione che, rispetto al 2007, segna nel 2016 il maggior incremento di aziende è la Puglia (+185%), seguita dalla Sicilia (+80%). Per frequenza dei principali servizi di accoglienza, sono ai primi posti: l’Umbria per l’alloggio (100% delle aziende), la Calabria per la ristorazione (88%), la Sicilia per le attività di animazione (92%).
Per l’ulteriore sviluppo dell’agriturismo sono ancora disponibili importanti risorse strutturali (edifici rurali inutilizzati da adibire ad alloggi), enogastronomiche e agro ambientali. Il notevole gradimento dell’ospitalità “in fattoria”, anche da parte dei turisti stranieri, ne rappresenta una importante premessa favorevole. E’ tuttavia necessario, per incrementare sensibilmente la domanda in proporzione ad una più incisiva crescita dell’offerta, attuare la programmazione triennale di promozione del settore (peraltro prevista dall’art. 11 della legge-quadro 20 febbraio 2006, n. 96) e in particolare migliorare la comunicazione dell’offerta disponibile attraverso una appropriata riprogettazione del sito internet ufficiale dell’agriturismo italiano www.agriturismoitalia.gov.it.
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