Turismo
TORNANO LE "GIORNATE DI PRIMAVERA" DEL FAI
Nei giorni 25 e 26 marzo, l’apertura al pubblico di ben 410 siti, sparsi su tutto il territorio nazionale, normalmente chiusi o inaccessibili per il resto dell’anno. A condurre i visitatori nella maggior parte dei casi, i ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori
25 marzo 2006 | Silvia Ruggieri
Il Fai, Fondo per lâAmbiente Italiano, è cresciuto moltissimo dalla sua creazione nel 1975, sul modello del National Trust Inglese ed ora copre tutto il territorio nazionale e può vantare 67.000 aderenti e 36 beni sotto la propria diretta tutela. In questo suo espandersi è andato alla scoperta degli angoli più remoti e sconosciuti del nostro paese che può vantare beni di grandissimo pregio e bellezze naturali incomparabili.
Scopo principale del Fai è diffondere lâamore e lâapprezzamento per il nostro patrimonio artistico, culturale, naturalistico e storico, cercando di creare uno stimolo attraverso i propri soci , per il sostegno la diffusione di queste convinzioni.
A questo scopo sono state istituite le Giornate di Primavera, giunte alla XIV° edizione e che vedranno nei giorni di sabato 25 e domenica 26 Marzo, lâapertura al pubblico di ben 410 siti, sparsi su tutto il territorio nazionale, normalmente chiusi o inaccessibili per il resto dellâanno. A condurre i visitatori saranno, nella maggior parte dei casi, i ragazzi, alunni delle scuole elementari, medie e superiori, che svolgeranno il ruolo di ciceroni, a cui si sono preparati quasi sempre con entusiasmo e passione.

Tanto per illustrare quanto è importante ed articolata la presenza del FAI, posso sottolineare come la nuova Delegazione del Verbano-Cusio-Ossola, nata ufficialmente il giugno dello scorso anno, propone ben 8 siti per le Giornate di Primavera ed io, in qualità di Delegata per la Valle Anzasca, coordinerò lâapertura dellâOratorio dellâAnnunziata e della Chiesa di S. Bartolomeo nel centro di Bannio Anzino. LâOratorio dellâAnnunziata, di pregevolissima fattura architettonica, è internamente completamente affrescato dal pittore banniese Gerolamo Ferroni, che completò la sua opera nel 1736, In questa chiesa officiava la Confraternita del Gonfalone. Lâaltra chiesa quella di S. Bartolomeo ospita, oltre ad altre opere del Ferroni, anche degli affreschi del più noto Lorenzo Peracino, pittore valsesiano del settecento, la cui prolifera opera è piuttosto diffusa nelle chiese della Provincia del Verbano Cusio Ossola. Câè poi ancora da ricordare il crocefisso di bronzo di probabile fattura fiamminga del XVI° secolo. Non cito le decorazioni e alcune pregevoli statue, ma vi è molto ancora da scoprire e visitare.

Questa è unâItalia nascosta da scoprire e da valorizzare, come nel paesino del Cusio, Quarna di Sotto, dove il museo etnografico e degli strumenti musicali a fiato, insieme ad una famosa fabbrica di strumenti a fiato, nota agli appassionati di musica italiani e stranieri, saranno anchâessi sito aperti ai visitatori per queste Giornate di Primavera.
Gli esempi sono tanti e sono ampiamente pubblicizzati dal FAI. Eâ sufficiente visitare il sito web www.fondoambiente.it e cercare lâindicazione delle Giornate di Primavera per avere il programma completo di quanto i 410 siti aperti in tutta Italia avranno da offrire ai visitatori oppure informarsi sulla più vicina Delegazione del FAI e ritirare una brochure con lâelenco dei siti aperti.
Si tratta di unâapertura che non a caso è simbolicamente associata alla Primavera, periodo in cui la vita torna a rifiorire a voler significare di una strada aperta o che si intende aprire verso lâarricchimento della mente e dello spirito che le bellezze innumerevoli del nostro Paese sono in grado di offrire.
Che cos'è il Fai
Il FAI è la principale fondazione italiana no profit per la tutela, la salvaguardia e la cura del patrimonio artistico e naturalistico del nostro Paese ed è la terza in Europa dopo il National Trust inglese (il nostro modello) e il National Trust scozzese. Il Fondo per lâAmbiente Italiano nasce il 28 aprile del 1975 per volontà di Giulia Maria Mozzoni Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli che, consapevoli dellâimmensa vastità del patrimonio italiano e dellâimpossibilità che la sua tutela potesse gravare su un solo governo o su un ristretto gruppo di persone, decisero di fondare il FAI ispirandosi al National Trust inglese. Non è stata certo unâimpresa facile ma, grazie alla grande passione e alla totale dedizione dei nostri fondatori, a distanza di trentâanni siamo orgogliosi di poter vantare:
- oltre 67.000 Aderenti
- 36 Beni sotto la nostra tutela
Il fatto che il FAI possieda e gestisca Beni di grandissimo valore, fa sì che venga spesso considerato una fondazione ricca: niente di più sbagliato! Basta pensare a quanto costa mantenere una casa per immaginare quali devono essere i costi di restauro e mantenimento di un castello medievale. Ogni singola adesione, ogni singola donazione che riceviamo e ogni singolo volontario che sceglie di regalarci il suo tempo è determinante per far crescere la Fondazione, senza tutto ciò il nostro lavoro sarebbe impossibile. Abbiamo dei Beni splendidi, è vero, ma sono di tutti: lavoriamo perché anche voi, come Aderenti, possiate goderne insieme a tutti gli italiani.
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