Turismo
Presenze in agriturismo: cifre contraddittorie, a volte confuse e improbabili
Negli anni passati, il confronto fra le previsioni e i dati ufficiali resi noti dall’Istat e dalla Banca d’Italia abbia registrato divergenze generalmente notevoli, e che anche le previsioni più fondate e prudenti si sono rivelate eccessivamente ottimistiche
11 settembre 2015 | C. S.
Il turismo dell’estate 2015 si avvia verso il consuntivo. In attesa di conoscere dall’Istat e dalla Banca d’Italia (turismo internazionale) i dati “veri”, l’Istituto Italiano per lo Sviluppo Rurale e l’Agriturismo (Isvra) ha analizzato le previsioni e i sondaggi che si sono abbondantemente succeduti, da giugno alla prima parte di settembre, cercando stabilire i possibili punti fermi sull’andamento del settore.
“E’ emerso - spiega Mario Pusceddu, presidente di Isvra - un quadro piuttosto confuso quando non evidentemente contraddittorio, con risultati di sondaggi molto difformi fra loro e in qualche caso visibilmente improbabili. Abbiamo inoltre rilevato diverse comunicazioni approssimative dove, ad esempio, si confondono gli arrivi (ospiti) con le presenze (pernottamenti) e le cifre sembrano avere il solo scopo di creare un’occasione di visibilità mediatica per chi le diffonde”.
L’analisi di Isvra evidenzia anche come, negli anni passati, il confronto fra le previsioni e i dati ufficiali in seguito resi noti dall’Istat e dalla Banca d’Italia (turismo internazionale) abbia registrato divergenze generalmente notevoli, e che anche le previsioni più fondate e prudenti si sono rivelate eccessivamente ottimistiche.
E’ il caso, ad esempio, dell’attesa crescita degli ospiti stranieri nell’estate 2014 (+2,5%) che i dati Istat (3° trimestre 2014) hanno poi smentito con un -0,7% degli arrivi e -1,7% delle presenze.
“Speriamo - conclude Pusceddu - che grazie ad Expo e ai conflitti che travagliano alcune mete mediterranee concorrenti, l’estate 2015 registri davvero risultati positivi per il turismo italiano, senza tuttavia dimenticare che si tratta di condizioni favorevoli transitorie su cui non è possibile contare per il futuro”.
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