Turismo
IL MOMENTO ATTUALE E' TRA I PIU' DIFFICILI. IN QUALE DIREZIONE STA PROCEDENDO IL TURISMO IN ITALIA? NELLA RICERCA DI NUOVE VIE LA POSSIBILITA' DI UNA RIPRESA
I risultati deludenti evidenziano una tendenza in atto ormai da anni. Si scelgono mete più a buon mercato e l'Italia ne risente. C'è ancora tanta carenza di servizi e scarsa capacità di trattare e comunicare con il cliente. Silvia Ruggieri analizza il fenomeno andando oltre i puri fatti, offrendo le soluzioni più utili e opportune per far fronte alle necessità
29 ottobre 2005 | Silvia Ruggieri
Anche questâanno la stagione turistica estiva si è conclusa con risultati deludenti. Non è una novità , la tendenza è in atto da anni, tra alti e bassi, ma soprattutto bassi. La constatazione che i turisti, soprattutto stranieri, tedeschi in primo luogo, stiano calando è un fatto ormai provato. Molti di loro hanno scelto mete più a buon mercato e stanno abbandonando lâItalia. Anche i turisti italiani hanno diminuito il numero di giorni di vacanza e la crisi economica che attraversiamo ne è in gran parte responsabile.
Questi sono i fatti. Vanno però fatte alcune osservazioni che credo possano aiutare a comprendere meglio il fenomeno: lâeuro ci ha penalizzati. Infatti, in passato, quando la lira era debole, era vantaggioso per molti stranieri, tedeschi in testa, venire in Italia, perché spendevano poco, oggi questo vantaggio è scomparso e con esso sta scomparendo il turismo di massa. Il mare della Spagna e della Grecia è anchâesso bello ed il soggiorno costa meno che da noi. Quindi la nota dolente sono i prezzi, ancora troppo alti per unâEuropa in crisi economica. LâItalia, come è emerso da alcuni sondaggi, non è solo il paese più caro dâEuropa, ma persino più caro di New York.
Questo però non è tutto. Anche i servizi sono carenti, a cominciare dagli alberghi, che troppo spesso non offrono quel servizio che fanno pagare e non sanno trattare col cliente. Troppo spesso non riescono neppure a supplire con la simpatia e la cordialità alle endemiche carenze di cultura dellâospitalità che in Italia sono, purtroppo assai diffuse. Troppo pochi danno importanza alla qualità del servizio di ospitalità . Non tutti sono normalmente dotati di carica comunicativa e quindi i corsi di formazione turistica sono fondamentali, ma anche quasi sempre ignorati, quando non sono del tutto inesistenti. Quindi anche nei periodi migliori, non si riesce a fare opera di fidelizzazione del cliente: chi non si sente ben accolto, di solito non ritorna.
Cosa si può fare, allora? Rincorrere il turismo di massa è inutile e dispendioso e non ritengo porterebbe a risultati significativi. Occorrerebbe unâanalisi più attenta di quello che possiamo offrire. Noi abbiamo il patrimonio artistico, culturale e paesaggistico più grande del mondo, ma che non è mai sufficientemente valorizzato. Dobbiamo quindi favorire un turismo più attento alla cultura e che non sia legato alla stagione estiva, ma si distribuisca lungo tutto lâanno, attirato anche da offerte vantaggiose. Il patrimonio naturale è anche ricchissimo, oltre ai nostri mari ci sono le nostre montagne, i nostri laghi e le nostre colline che sono invidiate da tutti. Che dire della nostra cultura eno-gastronomica. I nostri vini sono, al di fuori di qualsiasi discussione, i migliori del mondo e in varietà che nessun altro può vantare. Le nostre pietanze di livello assoluto. Anche in questo settore si può offrire qualcosa che nessun altro paese può offrire. Su questi punti va fatta unâopera di promozione massiccia e su un terreno dove, potenzialmente, abbiamo pochi rivali.
In unâottica più generale, oggi si inizia a comprendere che occorre destagionalizzare le presenze turistiche o almeno rendere più appetibili le offerte fuori stagione con prezzi o con pacchetti, comprensivi di viaggio ed attività a prezzi interessanti. Le grandi e medie strutture ricettive devono puntare di più sul turismo congressuale che può offrire molto e permettere di mantenere le attività anche nella bassa stagione, anche offrendo ai congressisti occasioni di svago e di cultura che siamo senzâaltro in grado di allestire.
Quanto alla ricettività , nel calo generale delle presenze, salta allâocchio lâaumento rilevante e contro tendenza, delle presenze nei Bed & Breakfast di conduzione familiare, dimostrando che il turista, in particolare straniero, predilige un tipo di accoglienza calorosa e familiare, ad una fredda e distaccata. Eâ ovvio che anche i prezzi più abbordabili hanno avuto la loro parte, ma anche persone facoltose affermano che preferiscono i Bed & Breakfast agli hotel, per lâatmosfera meno formale e più rilassata, per il sorriso di coloro che li ospitano e per i consigli e le chiacchiere che possono fare. Ancora poco si fa per pubblicizzare lâItalia allâestero.. siamo presenti sempre in ritardo e con poca visibilità .
Eâ triste constatare, nonostante lâimportanza che il turismo rivesta per lâItalia, quanto poco a livello nazionale, regionale o locale si faccia per la formazione di una cultura turistica nel nostro paese e per la promozione di quelle risorse che meriterebbero maggiore attenzione. Molto spesso non si conosce il proprio territorio o il territorio dove si lavora e quindi non sempre il turista si sente seguito o aiutato a scoprirlo. Le possibilità di rilancio sono intatte. Le piccole strutture, più agili e con poche formalità , come i Bed & Breakfast, vanno incentivate e aiutate a pubblicizzarsi: il turista è sempre più attirato da ambienti naturali ed accoglienze a livello umano e personalizzate. Dallâaltro lato, le grandi strutture devono essere aiutate e rimanere aperte tutto lâanno e non solo dâestate, con incentivazioni, sgravi fiscali, promozione di attività culturali, eventi che attirino persone e spingano a visitare il nostro paese al di fuori del periodo canonico dellâestate.
Le ricette ci sono e in molti, in congressi e convegni, si trovano dâaccordo nellâindicarle. Occorre passare allâazione e riprendere ad attirare il turista straniero verso i nostri luoghi. Il turista futuro avrà forse uno sguardo più attento e consapevole e certamente cercherà unâaccoglienza più personalizzata e cordiale.
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