Turismo

Con un progetto condiviso Alassio ha "accalappiato" i turisti russi

Marketing dell'accoglienza e progetti di wikibrand per fidelizzare i visitatori del Bel Paese provenienti dai nuovi mercati emergenti

15 giugno 2013 | C. S.

Prenotazioni "made in Russia" che superano anche le due settimane, in alcuni casi anche i venti giorni, sono il grande risultato dell'attività promozionale che gli imprenditori di Alassio, Laigueglia e dell'entroterra hanno prodotto nei confronti di un mercato dalla tendenza sempre più emergente. Il grande lavoro di squadra, guidato da Egidio Mantelassi e Franco Laureri (docente dell'alberghiero di Alassio che ha coordinato i corsi di formazione di “Welcome you are in Liguria”) ha visto, per la prima volta, i migliori operatori turistici e commerciali della Baia Del Sole uniti in un progetto coordinato di marketing e comunicazione per affrontare la più importante manifestazione fieristica russa: il MITT (Moscow international travel & tourism exhibition).

Oggi, considerato il crollo disarmante delle prenotazioni italiane (-70% rispetto alla scorsa estate), diventa strategico lavorare per fidelizzare attraverso politiche di “customer satisfaction” i nuovi turisti.  Con ricerche ed azioni indirizzate a comprendere i nuovi bisogni e conseguentemente ad adeguare la domanda con progetti di “destination management” in grado di ridisegnare l’offerta, mettendo a sistema territoriale eventi, servizi, prodotti, strutture, impianti sportivi e turistici di grande valenza.

La sfida dell'accoglienza inizia con l'arrivo in aeroporto e termina con il con il chek-in di rientro; in questo lasso di tempo tutto deve essere organizzato e strutturato affinché ci sia la piena soddisfazione del cliente, senza lasciare nulla al caso ma programmando scientificamente tutte le singole fasi. Come sottolinea Felix Lammardo, giornalista e coordinatore del portale TurizmItalia.ru: “Se l’obiettivo per quest’estate è la fidelizzazione, è prioritario investire su progetti di ‘wikibrand’, proprio in virtù del target che soggiorna nella nostra Riviera: ne fa parte, per la stragrande maggioranza dei casi, la cosiddetta generazione di nativi digitali. Da qui un piano specializzato per comunicare l’offerta e la ‘meraviglia’ del territorio, nella lingua del destinatario, in armonia con la sua cultura d’origine e le sue aspettative”.

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