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Piano regolatore della viticoltura provinciale. La Carta del 1950

La Fondazione Mach presenta il lavoro di recupero e digitalizzazione del primo piano regolatore della viticoltura provinciale

19 giugno 2015 | C. S.

Ill lavoro di riordino e digitalizzazione della Carta Viticola,un corpus di documenti composto da carte geografiche tematiche, schede statistiche e testi descrittivi della realtà viti-enologica del Trentino nel 1950, e il volume di Alberto Ianes “La viticoltura trentina e la sua carta viticola 1950-1962” sono stati oggetto di restauro.

La Biblioteca della Fondazione Mach, grazie al contributo della Fondazione CARITRO, bando 2014 per progetti di riordino e valorizzazione degli archivi, e con il sostegno di Cassa Centrale Banca e Cavit, ha promosso il recupero e la digitalizzazione della Carta viticola conservata nella biblioteca FEM e nell’archivio del Consorzio di Tutela vini del Trentino.

Progettata e redatta dallo sperimentatore della Stazione sperimentale di San Michele all’Adige, Rebo Rigotti, la Carta viticola fu pubblicata all'inizio degli anni ’50 su iniziativa del Comitato Vitivinicolo provinciale, una fotografia della realtà viti-enologica trentina dell'epoca, antesignana del catasto viticolo.

Il lavoro ha consentito di ricostituire una copia pressoché integrale della Carta, con 180 fascicoli dei comuni viticoli, tre raccolte riassuntive di produzioni e superfici vitate e altri materiali a corredo. La digitalizzazione e la pubblicazione in rete ora ne consentono l'accesso a tutti, garantendo la conservazione gli originali.

Il lavoro, coordinato dall'ente di San Michele all’Adige in collaborazione con il Consorzio di tutela vini del trentino, la CCIAA e il supporto scientifico della Soprintendenza per i beni culturali, sarà presentato al pubblicolunedì 29 giugnoalle 17 nella sala conferenze della Fondazione Caritro a Trento. Interverranno il direttore generale della Fondazione Mach, Mauro Fezzi, il presidente del Consorzio tutela vini del Trentino, Alessandro Bertagnoli, il direttore dell'Ufficio beni archivistici, librari e Archivio provinciale, Armando Tomasi, e la coordinatrice del progetto Alessandra Lucianer.

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