Libri

Mezzo secolo della Romagna dei vini

19 dicembre 2012 | C. S.

“Mezzo secolo della Romagna dei vini”. Questo il titolo del libro celebrativo del 50° anno di attività del Consorzio Vini di Romagna, uscito a dicembre 2012 a conclusione delle iniziative per l’importante traguardo raggiunto (edito da Consorzio Vini di Romagna, 224 pagine).

Sfogliando le pagine del volume si ripercorre la storia del vino e delle genti che giorno dopo giorno, da quel lontano 1962 quando il Consorzio fu fondato a Faenza, hanno contribuito a elevare questo prodotto romagnolo fino a raggiungere gli odierni massimi livelli, come testimoniano le più importanti guide enologiche di questi ultimi anni e gli apprezzamenti di esperti e grandi chef.

Un affresco sul corso dell’Ente Vini, poi Consorzio Vini di Romagna, che spazia dagli albori entusiasti dei primi anni ’60 fino ai giorni nostri. Un racconto attraverso gli occhi e le penne di alcuni dei protagonisti della sua storia, con la piacevole memoria di una serie di personaggi che hanno avuto un ruolo importante direttamente nelle vicende istituzionali o nell’indirizzo della missione consortile, o al più negli sviluppi che hanno caratterizzato il vino di Romagna e la sua crescita qualitativa, commerciale, d’immagine. I personaggi sono: il romagnolo Luca Gardini, miglior sommelier del Mondo 2010; gli storici titolari de “La Frasca” - Gianfranco Bolognesi - e di “Torre Pratesi” - Nerio Raccagni; lo chef stellato Paolo Teverini; il sommelier Marco Nannetti, contitolare di Enoteca Italiana a Bologna; Cesare Intrieri, professore emerito dell’Università degli Studi di Bologna; Francesca Adinolfi, già dirigente del Ministero delle Politiche Agricole; Aureliano Amati, già ordinario di Enologia presso l’Università degli Studi di Bologna; Lorenzo Cappelli, primo tribuno del Tribunato di Romagna. La prefazione del volume è affidata all’Assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, mentre l’introduzione è del Presidente del Consorzio Vini di Romagna, Giordano Zinzani.

Una storia che si snoda tra vigneti ed evoluzione delle forme d’allevamento, modi di vinificare e tipologie di uve utilizzate, rivendicazioni delle denominazioni d’origine – l’Albana di Romagna fu nel 1987 il primo bianco d’Italia a ottenere la prestigiosa “G” nella sua denominazione, e quindi in questo 2012 ricorre anche il 25° anniversario della sua DOCG – e promozione tout court delle produzioni imbottigliate certificate.

Una bella sezione di fotografie storiche sancisce i passi che hanno promosso via via in giro per il Mondo i migliori vini locali; immagini da cui traspare un orgoglio e una passione tutta romagnola nel comunicare le proprie cose migliori.

Non potevano mancare nella pagine del libro alcune importanti riflessioni sul futuro dei vini di Romagna e sul ruolo rinnovato del Consorzio, anche in virtù del fatto che ha ottenuto nel corso dell’estate dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il prestigioso riconoscimento Erga Omnes che ora lo pone alla guida di tutte le aziende fruitrici – soci e non – delle denominazioni d’origine romagnole: una grande responsabilità per guidare all’affermazione e alla notorietà un territorio dei vini con grandi potenzialità, quale è la Romagna.

Completa l’opera un ricordo di un grande sostenitore della Romagna e dei suoi vini, l’indimenticabile Tonino Guerra.

A siglare la stretta implicazione tra la storia del Consorzio e quella delle aziende socie che vi hanno creduto e vi credono, una sezione finale è dedicata alle aziende oggi aderenti, che rappresentano di fatto l’anima, il cuore, lo spirito e il corpo del Consorzio Vini di Romagna.

La presentazione del libro “Mezzo secolo della Romagna dei vini” si è arricchita di un altro importante progetto promosso dal Consorzio Vini di Romagna: la realizzazione della mappa “Sottozone del Romagna Sangiovese” consultabile su dispositivo mobile iPad e iPhone, edita da Enogea. Si tratta di un nuovo strumento per rendere omaggio a un grande territorio vitivinicolo che, grazie a quest’opera e alla moderna tecnologia di uso sempre più quotidiano e diffuso, sarà maggiormente percepito nella ricchezza delle sue espressioni locali e particolarità zonali. Così come ogni regione di grandi vini merita di essere conosciuta e apprezzata.

 

 

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