Italia

Una formula originale e di successo quest’anno ad Agrifood Club

Insieme con il Vinitaly e il Sol, lo spazio del gusto si è arricchito di una iniziativa supportata dalla rivista "Origine" con al centro gli assaggi, all'insegna di un un codice di comunicazione plurisensoriale universale

12 aprile 2008 | Monica Sommacampagna

Caffè dal gusto intenso e rotondo che avvolge il palato. Formaggi che spaziano da una dolcezza che si fa crema a una sapidità che attrae mieli e condimenti agrodolci di gran pregio per raggiungere insospettati equilibri gustativi. Pasta al dente condita con pomodoro che profuma di sole e d’estate. Biscottini artigianali fior di burro.

Dal 3 al 7 aprile abbiamo messo il naso e l’appetito a Vinitaly e a Sol. E ci siamo trovati in un settore speciale, quello di Agrifood Club, dove “Origine - il Sapore del Territorio italiano”, rivista bimestrale delle Edizioni Informatore Agrario ci ha fatto mangiare non solo con la bocca o con gli occhi. Ma anche con le orecchie.

Perché le degustazioni più golose, ormai, in fiera ma anche in tutta Italia, sono quelle dove la tipicità e la qualità delle produzioni agroalimentari ci parlano attraverso il racconto di chi ha investito risorse, tempo e impegno per valorizzarle.

Il primo passo ad Agrifood Club è stato l’assaggio, un codice di comunicazione plurisensoriale universale. Poi i produttori, debitamente stuzzicati dai giornalisti di “Origine - il Sapore del Territorio italiano”, hanno spiegato al pubblico come hanno costruito il loro made in Italy su scala locale, regionale, nazionale o internazionale.

Quali le curiosità scaturite dalle loro storie di vita?

Alcuni imprenditori, che hanno usufruito del patrimonio di saperi e sapori impostato da diverse generazioni, hanno dovuto allontanarsi dall’azienda di famiglia per un certo periodo di tempo per riuscire a trovare la propria strada, quella che ha consentito loro di distinguersi nella loro epoca.

Per quanto Agrifood – in particolare nel contesto di Vinitaly/Sol – sia considerata una piattaforma apprezzata per fare incontrare la domanda e l’offerta e ampliare il mercato di riferimento, nessuno ha dichiarato di voler incentivare i volumi in modo tale da snaturare le caratteristiche di tipicità e di qualità raggiunte. Addirittura è stato citato il noto proverbio: “Chi va piano va sano e lontano”.

Molte realtà si sono dimostrare pionieristiche negli intenti: sia perché non si sono risparmiate nel lavoro sacrificando in parte affetti e tempo libero, sia perché si sono dedicate in maniera importante a cause di recupero di razze, specie, dop o varietà pregiate.

In alcuni casi abbiamo riscontrato forme di aggregazione imprenditoriale e consorzi con forme decisamente originali per proporsi sul mercato nazionale o all’estero. Sempre rispettando le esigenze produttive e gustative delle piccole realtà “di nicchia” rappresentate.

La stessa piazza di Agrifood Club è diventata agorà di incontri e di abbinamenti tra produttori con specialità che gli imprenditori stessi hanno scoperto affini, capaci di impreziosire il piatto e magari di dare vita a ricette nuove.

Una ghiotta occasione di visibilità
Una quarantina, in sostanza, le aziende espositrici. Quattordici le realtà che sono state messe sotto i riflettori da “Origine – Il Sapore Italiano”, provenienti principalmente da Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Campania.

Un’occasione che si è rivelata decisamente ghiotta per stuzzicare operatori e pubblico su cibi di pregio e per aiutarli a riconoscere, a scegliere e a proporre con successo specialità agroalimentari a tavola.

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