Italia
Al via l’eradicazione dei mandorli abbandonati in Puglia contro Xylella
L’EFSA ha inserito il mandorlo tra le specie con la più elevata suscettibilità a Xylella fastidiosa e ha evidenziato che le piante ospiti presenti entro 400 metri dai confini delle zone infette sono esposte a un rischio di infezione elevato
18 febbraio 2026 | 11:00 | C. S.
Regione Puglia accelera sul fronte della prevenzione fitosanitaria. Entra nella fase operativa l’estirpazione obbligatoria dei mandorli marginali o in stato di abbandono situati entro i 400 metri dal perimetro delle aree delimitate per Xylella fastidiosa sottospecie fastidiosa.
La misura, attuata tramite ARIF, si inserisce nel quadro delle misure fitosanitarie di eradicazione e prevenzione del batterio, con l’obiettivo primario di tutelare colture di pregio e comparti produttivi di rilievo economico per l’agricoltura pugliese.
Diverse centinaia sono i proprietari censiti dall’Osservatorio fitosanitario per la realizzazione di questa misura di prevenzione.
Le evidenze scientifiche confermano la fondatezza del provvedimento. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), nella relazione pubblicata il 3 febbraio 2025, ha inserito il mandorlo tra le specie con la più elevata suscettibilità a Xylella fastidiosa sottospecie fastidiosa e ha evidenziato che le piante ospiti presenti entro 400 metri dai confini delle zone infette sono esposte a un rischio di infezione significativamente superiore rispetto a quelle situate al di fuori di tale fascia. I dati del monitoraggio rafforzato, effettuato dall’Osservatorio fitosanitario regionale, confermano che il mandorlo è la specie maggiormente infetta in queste aree, con un ruolo chiave nella dinamica di diffusione del patogeno verso colture limitrofe quali vite e olivo. Inoltre, il monitoraggio dei vettori indica una possibile trasmissione primaria da piante esterne ai vigneti – probabilmente mandorli infetti – e secondaria all’interno dei vigneti stessi. In presenza di mandorli in stato di abbandono negli agri di Triggiano, Bari, Capurso e Noicattaro, la rimozione di queste piante costituite da potenziali serbatoi di infezione è considerata misura cautelativa fondamentale per la tutela fitosanitaria del territorio.
La decisione della Regione si basa sulla valutazione che l’estirpazione dei mandorli marginali o abbandonati nelle immediate vicinanze delle aree infette contribuisce a ridurre il rischio di diffusione di Xylella e rappresenta una condizione essenziale per progredire verso la revoca delle delimitazioni fitosanitarie, al fine di riattivare attività agricole e commerciali in condizioni di accertata sicurezza sanitaria.
La misura assume un valore strategico in considerazione del peso economico del comparto viticolo regionale. La Puglia è infatti leader nazionale nella produzione di uva da tavola: con oltre 23.000 ettari coltivati, rappresenta circa il 60% della produzione italiana, confermandosi tra i primi poli produttivi del Paese e tra i principali a livello europeo. La tutela di questa filiera è quindi una priorità assoluta per la salvaguardia dell’occupazione, della competitività e dell’identità agricola regionale.
“L’adozione di queste misure fitosanitarie – fa sapere l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Francesco Paolicelli -, risponde a un preciso dovere istituzionale: tutelare la salute del territorio e la competitività del nostro sistema agricolo. Intervenire con rigore e tempestività sulla rimozione dei serbatoi di infezione è un atto di responsabilità verso i produttori e, in questo caso, verso un comparto, quello dell’uva da tavola, che rappresenta un’eccellenza riconosciuta e motore economico fondamentale per la Puglia. Non stiamo semplicemente applicando una norma: stiamo difendendo il futuro della nostra agricoltura. Con questa azione proteggiamo il valore delle nostre filiere, la dignità dei produttori e la capacità della Puglia di competere sui mercati nazionali e internazionali”.
La Regione Puglia precisa, infine, che eventuali mandorleti produttivi presenti entro i 400 metri dalle aree infette saranno sottoposti a specifiche attività di monitoraggio, nel rispetto delle disposizioni normative e delle indicazioni tecniche dell’Osservatorio Fitosanitario.
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