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NEL NOME DI ANDREA SARTORI. RICONFERMATO PRESIDENTE DELL'UNIONE ITALIANA VINI

L'incarico sarà ricoperto anche per il triennio 2007/09. E' stato voluto all’unanimità dal Consiglio d’amministrazione al termine dell’assemblea dei soci della Confederazione Italiana della Vite e del Vino. "Nella nostra associazione - dice - si respira un’aria di dialogo"

07 luglio 2007 | Raffaella Leoni

Andrea Sartori è stato riconfermato alla presidenza della Confederazione Italiana della Vite e del Vino-Unione Italiana Vini per il triennio 2007/09. Lo ha eletto all’unanimità il Consiglio d’amministrazione al termine dell’assemblea dei soci, che ha anche rinnovato le cariche delle tre Federazioni Nazionali Commercio, Viticoltori e Industriali rieleggendo presidenti rispettivamente Quirico Decordi, Piernicola Leone de Castris e Lamberto Vallarino Gancia.

Nel suo discorso all’assemblea, Sartori ha ripercorso le tappe di questo suo primo mandato e tracciato le linee del programma futuro, con particolare riferimento, per quanto riguarda lo scenario politico, all’imminente nuova Ocm vino e alla riforma della legge 164 sulle denominazioni d’origine.
“Negli obiettivi, cioè il riequilibrio dell’offerta di mercato - ha detto Sartori - la proposta di riforma dell’Ocm avanzata dalla Commissione europea è condivisibile. Tuttavia gli strumenti ipotizzati ci lasciano alcuni dubbi, in particolare quelli legati agli espianti - peraltro scesi a 200 mila ettari da una prima ipotesi di 400 mila - all’inquadramento giuridico dei Vqprd e alla designazione e presentazione dei vini. Ora attendiamo di conoscere nei dettagli la proposta legislativa, sulla quale si sono comunque già intraviste modifiche delle impostazioni iniziali".

“Per quanto riguarda il fronte nazionale – ha proseguito Sartori – la riforma della legge 164, come d’altronde era logico che fosse, partirà dopo che saranno resi noti i dettagli della nuova Ocm. Sempre in questo contesto è da registrare che il decreto sui controlli dei Vqprd varato dal ministero delle Politiche agricole a marzo non ha contribuito a rasserenare gli animi, soprattutto rispetto al piano tariffario e alla definizione della filiera vitivinicola regionale. Su questo punto le organizzazioni di categoria si sono compattate affermando con forza che la filiera non possa che essere costituita da organizzazioni rappresentative delle imprese economicamente coinvolte nelle fasi di produzione, trasformazione e confezionamento dei prodotti della Denominazione interessata.

“Riguardo a questi e ad altri temi che dovranno essere affrontati nel prossimo futuro, non posso che dirmi fiducioso – ha concluso Sartori – in quanto rilevo con soddisfazione che oggi nella nostra associazione si respira un’aria orientata al dialogo, proiettata verso una nuova progettualità. Solo in questo modo Unione Italiana Vini può essere vera forza sociale capace di leggere e interpretare correttamente gli interessi della propria base associativa, per essere in grado di incidere significativamente laddove si assumono le decisioni. In questi primi tre anni di mandato abbiamo raggiunto risultati importanti e tangibili, sono sicuro che i prossimi tre saranno ancora più ricchi di soddisfazioni”.

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