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LE FRODI NEL MONDO DELL’OLIO CONTINUANO MA NON SEMPRE CON SOFISTICATE TECNICHE. ALLE VOLTE VINCE IL FAI DA TE

Dopo la denuncia di un pugliese che cercava di vendere come olio extravergine d' oliva un liquido non meglio identificato con tracce di olio di semi. Il Mipaaf intanto rassicura, la recente azione di controllo ha portato al sequestro di sole 90 tonnellate di prodotto

21 aprile 2007 | Graziano Alderighi

L’olio doveva proprio fare gola a un pugliese di 49 anni, denunciato per frode alimentare e industriale.
A scoprire la frode sono stati gli agenti della Polizia di Piombino, in collaborazione con la Guardia di finanza. L' uomo, fermato dagli agenti per un controllo, è risultato essere un sorvegliato speciale sottoposto a soggiorno obbligato nella sua città. I poliziotti hanno avviato una accertamenti anche sul carico che trasportava: oltre mille latte da 5 litri ciascuna di olio. Il prodotto, dopo le analisi, è risultato alterato e per nulla di qualità. Il pugliese aveva comunque già piazzato alcune latte ad aziende elbane, individuate e informate della truffa. Il resto del prodotto è stato sequestrato. Sono in corso indagini anche in altre zone d' Italia e all' estero, visto che l'uomo era in possesso di una lista con decine di nomi e indirizzi di possibili acquirenti.

Questa è solo una delle tante segnalazioni di cronaca che interessano il mondo dell’olio, ma un quadro più preciso e dettagliato circa il fenomeno delle frodi nel mondo oliandolo ce lo offre il Mipaaf.
Si è infatti conclusa l’attività di controllo nel settore oleario, condotta dall’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari (ex Ispettorato Repressione Frodi) insieme a Guardia di finanza, Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri Politiche Agricole, Carabinieri dei Nas, Polizia di Stato e Agenzia delle dogane.
Nel corso dei sopralluoghi effettuati presso 787 operatori del settore sono stati sottoposti a controllo circa 55 milioni di litri di olio d’oliva, ed è emerso che sono 205 gli operatori irregolari, nei confronti dei quali sono state disposte contestazioni per violazioni di natura amministrativa e penale e sono stati effettuati 13 sequestri per oltre 90 tonnellate di prodotto.
Tra le irregolarità rilevate: l’utilizzo di indicazioni ingannevoli o di improprie designazioni di origine in etichetta; l’assenza di informazioni previste per la categoria di olio; la tentata esportazione di oli adulterati; uso improprio dell’indicazione di origine “prodotto in Italia”; l’assenza di etichetta di alcune indicazioni obbligatorie; il mancato rispetto dei disciplinari di produzione per i prodotti a denominazione di origine protetta; il mancato rispetto delle norme sulla classificazione merceologica degli oli.

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