Italia
Spostamenti da e per i frantoi per soggetti professionali e non solo
Gli spostamenti per e dai frantoi rientrano tra le situazioni di necessità e vanno autocertificati. Secondo la Faq pubblicata sul sito del Governo è possibile l'attività agricola hobbistica, anche al di fuori del Comune di residenza
09 novembre 2020 | C. S.
Gli imprenditori agricoli, i dipendenti delle imprese agricole e i coltivatori diretti potranno spostarsi per e dai frantoi anche durante le ore di coprifuoco cioè dopo le 22 fino alle 5, a condizione che la frangitura venga effettuata in favore di coloro che raccolgono le olive a titolo professionale.
Lo fa sapere la vicepresidente e assessore all’agroalimentare Stefania Saccardi con una lettera inviata alle organizzazioni professionali del settore dell’olio, alle associazioni dei Frantoiani e alle cooperative e organizzazioni professionali agricole e ai Consorzi delle DOP e IGP dell’olio.
“Consapevole del periodo particolare dell’anno che riguarda il settore olio - spiega la vicepresidente Saccardi – raccolgo le preoccupazioni manifestatemi dagli imprenditori agricoli e olivicoltori e in una lettera che ho inviato a tutti loro preciso che gli spostamenti per e dai frantoi rientrano tra le situazioni di necessità, in applicazione dell’articolo 1, comma 3 del DPCM 3 del novembre 2020 che prevede che “dalle 22.00 alle 5.00 del giorno successivo siano consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”.
Le condizioni da osservare sono, oltre il fatto che la frangitura venga effettuata in favore di coloro che raccolgono le olive a titolo professionale, che gli spostamenti avvengano nel rispetto di tutte le indicazioni sanitarie previste dall’emergenza Covid.
AGGIORNAMENTO 13 NOVEMBRE
Via libera agli spostamenti anche per i toscani che fanno gli agricoltori solo per passione coltivando appezzamenti di terreno pubblici o privati per garantirsi cibo genuino e trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta. Lo rende noto la Coldiretti nell’evidenziare che secondo la faq pubblicata sul sito del Governo chiarisce che anche nelle zone rosse e arancioni “è consentito, anche al di fuori del Comune ovvero della Regione di residenza, lo svolgimento di attività lavorativa su superfici agricole, anche di limitate dimensioni, adibite alle produzioni per autoconsumo, non adiacenti a prima od altra abitazione.
La cura dei terreni ai fini di autoproduzione, anche personale e non commerciale, integra – riferisce la Coldiretti - il presupposto delle esigenze lavorative, contemplato per le zone “arancioni” e “rosse” dagli artt. 2 comma 4 lett. a), e 3, comma 4, lett. a), del DPCM 3 novembre 2020<http://www.governo.it/node/15617>. Quindi – prosegue la Coldiretti - la coltivazione del terreno per uso agricolo e l’attività diretta alla produzione per autoconsumo (quale ad esempio quella di raccolta delle olive, conferimento al frantoio e successiva spremitura) sono consentite, a condizione che il soggetto interessato attesti, con autodichiarazione completa di tutte le necessarie indicazioni per la relativa verifica, il possesso di tale superficie agricola produttiva e che essa sia effettivamente adibita ai predetti fini, con indicazione del percorso più breve per il raggiungimento del sito.
Una precisazione importante che – precisa la Coldiretti – risponde alle sollecitazioni in regioni come la Toscana dove la raccolta dell’olive è particolarmente rilevante. Si tratta infatti di garantire lo svolgimento di una attività gratificante e utile che deve seguire necessariamente l’andamento delle stagioni per non far perdere le colture nei campi.
Accanto a chi esprime la propria passione in orti e giardini ci sono anche molti italiani che non si accontentano e coltivano almeno un ettaro di terreno a uso familiare. Si tratta – spiega Coldiretti Toscana – in larga maggioranza di famiglie che hanno ereditato aziende o pezzi di terreno da genitori e parenti dei quali hanno voluto mantenere la proprietà per esercitarsi nel ruolo di coltivatori e allevatori, piuttosto che venderli come accadeva spesso nel passato. Ma ci sono anche tanti che – precisa la Coldiretti – hanno acquistato terreni o piccole aziende agricole anche in aree svantaggiate per ristrutturarle e avviare piccole attività produttive, dall’olio al vino, dall’allevamento delle galline a quello dei cavalli.
Se in passato erano soprattutto i più anziani a dedicarsi alla coltivazione dell’orto, memori spesso di un tempo vissuto in campagna, adesso – sottolinea la Coldiretti – la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani e tra persone completamente a digiuno delle tecniche di coltivazione. Un bisogno di conoscenza che – conclude la Coldiretti – è stato colmato con il passaparola e con le pubblicazioni specializzate, ma che ora ha favorito la nascita della nuova figura del tutor dell’orto che la rete degli orti urbani di Campagna Amica mette a disposizione.
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