Italia
Gli italiani amano le verdure ma odiano cucinarle
Per un italiano su tre ci vuole troppo tempo per prepararle anche se il 90% dichiara di amarle. In crescita il mercato delle verdure già pronte con al top dell'apprezzamento olive, carciofini e funghi
01 maggio 2015 | C. S.
Una ricerca Doxa mette a fuoco la passione dei nostri connazionali per Il mondo dei vegetali: numeri alla mano, si contano oggi quasi 50 milioni di italiani che amano le verdure (91%) e ben 7 su 10 le mangiano perché sono buone, svincolandole finalmente dalla logica “punitiva” di alimento da consumare solo “perché fa bene”, in cui sono state confinate per anni. Una vera e propria rivoluzione “gourmet”, guidata dai più giovani, il 58% dei quali ha aumentato il consumo di verdure negli ultimi 10 anni. E che riguarda anche un settore di grande tradizione del made in Italy come le verdure conservate: grazie ad un notevole miglioramento della qualità dei prodotti offerti e a un’innata natura “anti spreco” risultano essere le preferite da 2 italiani su 10. Ben 22 milioni di italiani (43%) dichiarano di consumare più verdure rispetto a 10 anni fa. Mentre il 49%- si spiega ancora- le consuma in egual misura e solo e solo l’8% ha diminuito il consumo.
Gli italiani mangiano verdura in media una volta al giorno e un 20% dei nostri connazionali le mangia addirittura più di 10 volte a settimana. In generale le donne (7,2 volte a settimana) consumano verdure più spesso degli uomini (6). Nord vero e proprio caposaldo del consumo di verdura al Nord (7,5 volte a settimane) mentre al Sud Italia le porzioni settimanali scendono di parecchio (5,3 volte). Nella media al Centro Italia (6,9).
E in generale gli italiani di verdura ne consumerebbero anche di più se non fosse per alcune barriere: in primis che ci vuole troppo tempo per prepararle (28%), poi perché la verdura non piace a tutti in famiglia (19%), a seguire la scarsa creatività nell’ideare ricette (14%) e solo per ultimo il fatto che non piacciano (7%)
La nota dolente è che un italiano su due (52%) dichiara di essere costretto a gettare nella spazzatura le verdure che acquista. L’85% delle verdure che si sprecano sono quelle fresche, mentre sono solo il 9% quelle conservate e il 6% di quelle surgelate.
Allo stesso tempo cresce il gradimento dei nostri connazionali per le verdure conservate. Oggi, ci dice la ricerca 11,5 milioni di fans e un trend positivo nei consumi negli ultimi 10 anni (+5%). Il segreto di questo fenomeno? La metà degli italiani (52%) pensano che la qualità dei prodotti sia migliorata mentre per il 23% è rimasta stabile ed è peggiorata solo per il 9% degli italiani. Al top nell’apprezzamento olive (38%), carciofini (35%), e funghi (30%) veri e propri caposaldi della nostra tradizione. In particolare tra i plus riconosciuti ad una verdura conservata ci sono la varietà offerta dalle aziende (63%), l’alto contenuto di servizio (49%) e il miglioramento del gusto (35%). I tre cardini su cui poggiano le aspettative dei consumatori nei confronti di una verdura conservata sono che sia sicura (57%), buona e gustosa (50%) e salutare (49%).
L’indagine precisa inoltre che 6 italiani su 10 considerano oggi le verdure un piatto principale del proprio menu’ giornaliero, a cui non si rinuncia mai. Quelli che le pensano come solo un contorno da abbinare ad un primo o a un secondo sono il 32% della nostra popolazione, mentre solo un modesto 4% non le considera molto nel proprio menu e l’1% non le considera proprio.
Le verdure – fresche e conservate – sono amate perché fanno bene alla salute (75%) ma anche perché piacciono per il loro gusto (67%). Più indietro motivazioni come il senso di leggerezza e benessere (42%) e il richiamo di un prodotto della terra (39%) mentre solo 1 italiano su 4 dichiara di mangiarle per motivi di dieta.
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