Italia
LA RIVOLUZIONE IN CAMPAGNA. SI E' COSTITUITO A ROMA IL COORDINAMENTO NAZIONALE DEI COMITATI AGRICOLI
E dura battaglia sia. Un gruppo di lavoratori della terra dice basta allo stato attuale delle cose. In diverse aree del Paese si diffondono le mobilitazioni. Alle autoconvocazioni rispondono anche Sud e isole. Uniti nella lotta per riconoscere all'agricoltura un ruolo importante nella società
08 ottobre 2005 | L. C.
Riceviamo e pubblichiamo, su segnalazione di Pino Mele la notizia della costituzione di un Coordinamento nazionale dei Comitati agricoli. Il nostro unico augurio è che sia sganciata da ideologie e appartenenze. Diversamente sarebbe solo aria fritta e spazzatura, di cui non vi è certo necessità , in questo momento di grandi turbolenze e di terribili disagi, di insistere sul degrado morale e sociale così inarrestabile. Ecco, per pura cronaca, il testo.
UN PUNTO IRREVERSIBILE
Riteniamo la crisi dell'agricoltura Italiana minaccia di arrivare ad un punto irreversibile che costringe alla chiusura le aziende, mette sul lastrico produttori e lavoratori, colpisce il territorio ed i cittadini.
Contro questa situazione drammatica si vanno diffondendo le mobilitazioni autoconvocate in diverse aree del Paese e soprattutto, nel sud e nelle isole.
Di fronte ad un quadro bloccato che non offe alternative credibili alla chiusura delle aziende produttive la risposta dal basso dei cittadini e dei lavoratori della terra ha l'obiettivo di conquistare il diritto al reddito per gli agricoltori e allevatori, al salario e ai diritti per i lavoratori, ad un cibo sano, a prezzi giusti e ad un territorio tutelato per tutti i cittadini.
Al fine di coordinare ed estendere le mobilitazioni si è tenuto a Roma il 2 ottobre presso la sede di "Altragricoltura", l'incontro nazionale delle realtà di lotta autoconvocate che ha deciso la costituzione del Coordinamento nazionale dei Comitati agricoli autoconvocati.
Il coordinamento è un luogo unitario e plurale in cui lavoriamo insieme a rafforzare ed estendere le mobilitazioni per:
- ottenere subito misure urgenti per scongiurare la morte delle aziende agricole e zootecniche e la perdita dei posti di lavoro;
- rimettere la funzione sociale dell'agricoltura al centro delle scelte politiche e di governo di enti locali, Regioni, Parlamenti e Governi nazionale ed Europeo;
- rivendicare, di fronte ai pesantissimi effetti della globalizzazione selvaggia dei mercati, un cambiamento profondo del modello agricolo nazionale fermo alle politiche di cinquant'anni fa;
- rilanciare la battaglia per la difesa delle nostre agricolture territoriali, costruendo e rafforzando i legami internazionali con gli altri movimenti contadini mondiali, in nome della comune lotta contro multinazionali, delocalizzazioni, dumping e per la sovranità alimentare;
- dare vita ad una forte alleanza dal basso con tutti i cittadini intorno agli obiettivi comuni.
Per fare questo il Cnca promuove una fase straordinaria di mobilitazioni che si avvierà dal 17 ottobre, giornata mondiali dell'alimentazione e proseguirà nei mesi successivi con iniziative territoriali e nazionali, perché l'inverno di mobilitazione nelle strade prepari una primavera nelle campagne di speranza, risveglio e riscatto.
Fra le mobilitazioni territoriali del 17 ottobre assumerà particolare significato (ma non unico) quella di Metaponto in cui chiamiamo fin d'ora, gli assessori all'agricoltura delle regioni meridionali a confrontarsi con i movimenti mobilitati, per costruire insieme la fuoriuscita dalla crisi dell'ortofrutta.
Sarà dato conto, nei prossimi giorni del documento di convocazione delle mobilitazioni e dell'agenda delle iniziative.
Chiamiamo gli agricoltori, gli allevatori i braccanti i tecnici e consumatori, le loro associazioni ed organizzazioni sindacali e professionali, i loro comitati spontanei, i movimenti democratici, le istituzioni a costruire l'unità dal basso estendendo è rafforzando le mobilitazioni per
LA FUNZIONE SOCIALE DELL'AGRICOLTURA
IL DIRITTO A SOPRAVIVERE DELLE AZIENDE E AL LAVORO.
Si conclude con un invito perentorio questo comunicato. Peccato che non riporti nessuna altra indicazione, nessun altro riferimento. Nemmeno le persone da contattare. Dai toni e dal linguaggio utilizzato si riconosce un po' la matrice di fondo. Un tuffo nostalgico nelle lotte di classe. Speriamo di sbagliarci. Il mondo rurale ha bisogno di muovere una battaglia culturale. Ha bisogno più di acquisire pensiero che non di agitare le acque con mobilitazioni di cui non si conoscono i modi e i criteri di azione, ma soprattutto, le persone che vi stanno dietro. Povero mondo rurale, sempre così solo, sempre così buggerato. Sarà veramente possibile cambiare le sorti dell'agricoltura? Ne dubitiamo fortemente. Gkli agricoltori sono nati per subire, le rivoluzioni del passato sono state sempre ingloriose. Perché mai si sono nutrite di pensiero e di progettualità . Non c'è speranza per l'agricoltura, perché gli agricoltori sono l'egoismo allo stato puro, l'individualismo più inquietante. Quando si muovono animati dalla rabbia non giungono da nessuna parte perché è un corpo senza testa che si agita senza obiettivi. E questa volta? Questo annuncio che abbiamo riportato? Sono perplesso...
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