Gastronomia

L’aglio rosa di Nicastro è un nuovo Presidio Slow Food

L’aglio rosa di Nicastro è un nuovo Presidio Slow Food

Viene coltivato da tempo nel quartiere più popoloso di Lamezia Terme. Profumatissimo ma dal sapore delicato, è l’aglio da mangiare… crudo!

25 ottobre 2026 | 16:00 | C. S.

Profumato, anzi profumatissimo, ma dal sapore delicato, buono persino da consumare crudo: è l’aglio rosa di Nicastro, appena entrato a far parte della famiglia dei Presìdi Slow Food. Si coltiva a Lamezia Terme (Catanzaro) e in particolare nella zona di Nicastro, un tempo comune autonomo e oggi il quartiere più popoloso della città. Come suggerisce il nome, è ben riconoscibile dalle leggere sfumature rosa che colorano i suoi spicchi. 

Ha debuttato a Torino nei giorni di Terra Madre Salone del Gusto: nell’area dedicata ai prodotti calabresi c’era anche il banco di Pasquale Molinaro, uno dei produttori che aderiscono al Presidio. Gli chiediamo se il profumo sia così forte come si dice: «Riempie la stanza! – ammette – ma è un profumo buono. Quando, nei giorni di Terra Madre, affettavo l’aglio per servirlo sulle fette di pane per farle degustare ai passanti, il profumo si sprigionava fino a quindici o venti metri nella via, e le persone ne erano letteralmente attratte. A un tratto mi sono dovuto fermare, sennò si sarebbe creato un assembramento davanti allo stand». E il gusto, assicura, ha convinto il palato di chi l’ha assaggiato: «Il primo giorno ho venduto cinquanta chili di aglio, al terzo giorno avevo soltanto biglietti da visita da distribuire» scherza.

Fin dai tempi dei Borboni

Mariangela Costantino, referente Slow Food del Presidio, aggiunge che si tratta di un prodotto storico, la cui coltivazione si sta riducendo per via della cura e dell’attenzione richiesta: «Il bulbo è delicato, perciò le operazioni vanno fatte manualmente» sottolinea. Ma c’è chi in questa varietà di aglio continua a credere. «Non soltanto hobbisti che coltivano negli orti famigliari o anziani produttori che ancora oggi portano il raccolto al mercato, ma anche alcune giovani realtà contadine». D’altronde, a Lamezia Terme l’aglio è una questione seria e, soprattutto, storica: già in epoca borbonica, in occasione della fiera dei Santi Pietro e Paolo alla fine di giugno, l’aglio rosa era protagonista della festa. Oggi, a più di duecento anni di distanza, continua a esserlo. «Curiosando al mercato mi sono lasciata affascinare dalle storie della signora Angela, dall’entusiasmo di Pasquale, dall’orgoglio di nonno Pino, che coltivano con passione convinti che un piatto gustoso non possa essere cucinato senza uno spicchio di aglio rosa. Per loro, e per le future generazioni, la Condotta Slow Food di Lamezia Terme ha deciso di portare avanti il progetto del Presidio. Abbiamo avuto la fortuna di trovare il sostegno della Regione Calabria che ha creduto nella validità del prodotto e che ringraziamo, insieme a tutti gli altri attori coinvolti».

La semina, spiega Molinaro, avviene tra novembre e gennaio, mentre la raccolta va da maggio alla fine di giugno. La fase di essiccazione dura una quindicina di giorni ed è fondamentale per assicurare la conservazione del prodotto che, a differenza di altri che spesso si trovano in commercio nella grande distribuzione, non subisce trattamenti per inibire la germinazione: «Le teste d’aglio sono legate in trecce – osserva Costantino –. Tradizione vuole che ognuna sia composta da 18 teste, considerando un fabbisogno di una testa e mezza al mese per famiglia».

In cucina? Crudité

In cucina l’aglio rosa di Nicastro insaporisce le pietanze della tradizione, «ma se si vogliono apprezzare a pieno le sue caratteristiche va provato crudo – assicura Molinaro –. Il sapore e il gusto sono tutt’altro che pervasivi, sebbene il profumo faccia pensare il contrario: tagliuzzato sul cibo o servito su una fetta di pane e olio è il connubio perfetto». Però, sottolinea il produttore, se si ricorre alla concimazione chimica per ottenere bulbi più grandi, l’aglio perde la sua forza e diventa «un aglio qualsiasi, rosa sì, ma dal sapore identico a qualunque altro». Ecco perché, in campo, si ricorre a pratiche agroecologiche che prevedono arricchimento con sostanza organica e che escludono qualsiasi altro input esterno.

Il Presidio Slow Food dell’aglio rosa di Nicastro, sostenuto da Regione Calabria nell’ambito del progetto Presidiamo la Calabria, sarà presentato ufficialmente sabato 24 ottobre a Lamezia Terme, dalle 18.30 nel chiostro in Piazzetta San Domenico, alla presenza di autorità, rappresentanti locali di Slow Food e produttori. Al termine, i cuochi dell’Alleanza Slow Food calabrese proporranno alcuni piatti a base di aglio rosa di Nicastro. «Sarà una festa con musica, una selezione di vini calabresi segnalati nella guida Slow Wine 2027 e altri prodotti legati ai progetti di Slow Food» conclude Costantino.

Potrebbero interessarti

Gastronomia

Eurochocolate ritorna alla Città del Natale in compagnia della Città del Cioccolato

A rafforzare questa intesa, non solo l’importante coincidenza della data di inizio delle due iniziative - 14 novembre - ma soprattutto la possibilità di rendere strutturale una collaborazione tra le due città d’arte per far sì che le due destinazioni vengano promosse, anche congiuntamente

25 ottobre 2026 | 15:00

Gastronomia

Nell’area vacanze Valle Aurina, in Alto Adige, l’autunno si scopre passo dopo passo, tra foliage, Kiehkemma e sapori autentici

Tra boschi di larici che si tingono d’oro, il fragore delle cascate e i sapori delle stube, l’area vacanze Valle Aurina invita a vivere l’autunno a passo lento. A scandire la stagione, la tradizione del Kiehkemma, che celebra il ritorno delle mandrie dai pascoli in quota

16 ottobre 2026 | 18:00

Gastronomia

Cachi, il frutto autunnale ricco di polifenoli: varietà, proprietà nutrizionali e usi in cucina

Dolce, morbido e ricco di carotenoidi, il cachi è uno dei frutti simbolo dell’autunno. Da settembre a dicembre porta in tavola sapori intensi e una consistenza vellutata, ma è anche oggetto di crescente interesse scientifico per la presenza di polifenoli, tannini e altri composti bioattivi

16 ottobre 2026 | 10:00

Gastronomia

Olio d'oliva: piccola guida per chi vuole scegliere (e usare) il vero extravergine

Dalla lettura dell'etichetta alla conservazione, passando per la degustazione e i trucchi di chef e scienziati: come riconoscere un buon olio extravergine di oliva e farlo rendere al meglio in cucina. E perché sempre più spesso lo si trasforma in piccole "sfere" che esplodono in bocca

15 ottobre 2026 | 16:00

Gastronomia

Lugana Festival, il Lugana si raccolta tra musica e cultura

Dal 16 al 19 ottobre la prima edizione diffusa della manifestazione dedicata al Lugana DOC. Degustazioni, masterclass, performance musicali e un concorso gastronomico per raccontare il territorio e le sue eccellenze

14 ottobre 2026 | 18:00

Gastronomia

Tutti vogliono l'Asiago DOP: la specialità veneto-trentina protagonista di edizioni limitate e di originali ricette dei creator

L’Asiago DOP Fresco, con la sua consistenza morbida, il gusto delicato e le note distintive di latte e burro, è al centro di nuove proposte ad edizione limitata capaci di esaltare con naturalezza l’incontro con ingredienti diversi

13 ottobre 2026 | 17:00