Gastronomia
Agrichef Festival 2026: sul podio il piatto “Armonie del Piemonte”
Maratona di sapori e saperi anche tra parmigiano reggiano Dop, lardo di colonnata Igp, riso del Delta del Po Igp, olive taggiasche liguri Igp, nocciole Piemonte Igp e cipolla rossa di Tropea Igp: tanto per citare alcuni dei protagonisti e tra i più rinomati prodotti della Dop economy
28 marzo 2026 | 16:00 | C. S.
Dallo scalogno di Romagna Igp al fagiolo di Bigliolo Pat, dal moscatello di Taggia Doc al barbera d’Asti Docg: un viaggio nell’Italia delle eccellenze enogastronomiche di qualità certificata e tesoro della cucina italiana patrimonio dell’Unesco, la VIII edizione dell’Agrichef Festival, l’evento targato Turismo Verde, l’Associazione per la promozione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani.
Oggi la finale nazionale a Roma, ospite dell’Istituto IPSSEOA “Amerigo Vespucci” che ha visto sul podio le “Armonie del Piemonte” piatto realizzato dall’agriturismo “La Geppina” di Agliano Terme con gli studenti dell’Istituto AFP delle Colline Astigiane.
A vincere, anche quest’anno, l’esperienza condivisa tra tutte le associazioni Turismo Verde-Cia che dalle regioni d’Italia hanno aderito all’iniziativa - oltre al Piemonte, anche la Calabria (seconda classificata con il Polo Tecnico Professionale “Luigi Einaudi e l’Azienda Agricola Fazzolari) e la Liguria (terza classificata con l’Istituto “E. Ruffini - D. Aicardi” e l’Agriturismo-Enoturismo “Terre del Moscatello”), e ancora Puglia, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Campania, oggi tra le regioni traino della Dop economy. In assoluto campioni ai fornelli gli studenti degli istituti alberghieri sul territorio nazionale e gli agrichef della confederazione.
“Quest’anno -commenta il presidente nazionale di Turismo Verde-Cia, Mario Grillo- abbiamo voluto affidare al nostro progetto il compito di valorizzare e promuovere il legame profondo tra le indicazioni geografiche e la cucina regionale che si esprime al meglio attraverso l’accoglienza rurale. Questo è il testimone tra i più preziosi che possiamo trasferire ai futuri agrichef d’Italia”.
Ardua, dunque, la scelta affidata alla giuria qualificata di esperti e istituzioni, che ha vissuto la maratona di sapori e saperi anche tra parmigiano reggiano Dop, lardo di colonnata Igp, riso del Delta del Po Igp, olive taggiasche liguri Igp, nocciole Piemonte Igp e cipolla rossa di Tropea Igp: tanto per citare alcuni dei protagonisti e tra i più rinomati prodotti della Dop economy, sistema produttivo irriproducibile e non delocalizzabile, comparto che ha superato la soglia dei 20 miliardi di euro, con una crescita del 25%, confermandosi tra i pilastri più solidi del Made in Italy agroalimentare, con il Paese leader mondiale con circa 900 denominazioni tra cibo e vino.
“Esperienze come l’Agrichef Festival sono fondamentali per i nostri studenti -ha aggiunto la dirigente dell’IPSSEOA ‘Amerigo Vespucci’ e presidente di giuria, Giulia Orsini-. Accogliere anche quest’anno la finale nazionale una grande opportunità di crescita e scambio tra istituti che crea sempre più valore e qualità. Complimenti per l’ottimo lavoro”.
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