Gastronomia
Dalle acque del Tirreno un nuovo Presidio Slow Food: la pesca artigianale dell’Isola del Giglio
Il disciplinare adottato dai pescatori del Presidio norma chiaramente i tempi e i modi per le catture: no allo strascico e alle reti a circuizione, sì ai palangari e alle reti da posta fissa con dimensioni delle maglie diverse a seconda della stagione e del ciclo biologico della specie che si vuole pescare, per evitare di catturare esemplari troppo giovani e mettere in crisi gli stock ittici
04 maggio 2024 | C. S.
Combattere il sovrasfruttamento della risorsa ittica, rivitalizzare un’area preziosa e fragile, promuovere la cultura alimentare attraverso l’impegno di persone che – prima ancora di pescatori – sono appassionati di pesca: il neonato Presidio della pesca artigianale dell’Isola del Giglio nasce da questi presupposti. «Negli ultimi trent’anni il turismo di massa ha stravolto gli equilibri dell’isola» spiega Claudio Bossini, referente Slow Food del Presidio. L’arrivo di migliaia di visitatori ogni anno su quella che, con appena 21 chilometri quadrati, è la seconda isola più grande dell’Arcipelago toscano non assicura soltanto soldi e benessere: infatti, per rispondere alle esigenze di una clientela sempre più numerosa, alcuni ristoratori hanno scelto di approvvigionarsi di prodotti più economici, di provenienza globale e perciò privi di legami con il territorio. A questo si aggiunge che i fondali, storicamente ricchi e pescosi, vengono sempre più spesso battuti da grandi imbarcazioni provenienti da lontano. «Ci vorrebbero rispetto e buon senso da parte di chi viene a pescare in queste acque – sostiene Ido Cavero, referente dei sette pescatori che aderiscono al Presidio –. Certi giorni capita di uscire dal porto e di non poter calare le reti perché dappertutto ci sono le bandiere che segnalano che altri stanno già pescando, barche che usano chilometri e chilometri di reti e fanno la pesca forzata». Significa che pescano senza preoccuparsi troppo di ciò che finisce nella rete: «Un conto è pescare il pesce “di passo”, catturato mentre migra – aggiunge Cavero – e un altro conto sono le specie che vivono qua, che devono crescere e riprodursi. Chi viene da fuori, non avendo interesse a rimanere sull’isola, quando finisce di pescare se ne va e basta, lasciando a noi le conseguenze».
Pescare oggi in modo che si possa pescare anche domani
Tra le specie che è possibile pescare, a seconda della stagione, vi sono le triglie di scoglio, gli scorfani rossi e neri, i saraghi maggiori e fasciati, le aragoste, le seppie comuni e i calamari. Cavero le conosce bene: ha la barca da sempre, benché di professione faccia il meccanico. «Pesco per passione e per avere il pesce da consumare a casa» racconta. Poi, eventualmente, il resto lo vende. Suo figlio Leonardo, invece, spera di farne una professione vera e propria, forte anche del fatto che alcuni ristoratori dell’isola hanno capito l’importanza e il valore di sostenere i pescatori locali: «Abbiamo già notato una risposta positiva da parte della ristorazione locale e delle persone del posto – aggiunge Bossini –. Sostenere questo piccolo nucleo di pescatori significa difendere l'isola da una pesca industriale guidata da logiche predatorie, ma anche salvaguardare il patrimonio storico e culturale dell’isola, ad esempio la capacità di lavorare e cucinare anche quelle che alcuni considerano specie povere», come la boga, il suro, lo zerro, la menola, la musdea, il grongo e la murena.
Il disciplinare adottato dai pescatori del Presidio norma chiaramente i tempi e i modi per le catture: no allo strascico e alle reti a circuizione, sì ai palangari e alle reti da posta fissa con dimensioni delle maglie diverse a seconda della stagione e del ciclo biologico della specie che si vuole pescare, per evitare di catturare esemplari troppo giovani e mettere in crisi gli stock ittici. Una scelta che non è soltanto dettata dall’etica, ma dalla consapevolezza che il mare rappresenta una fonte di sostentamento e come tale va rispettato affinché dia sempre da pescare e da mangiare. «Trent’anni fa al Giglio c’erano una decina di barche grosse e il sabato e la domenica pescavano anche i diportisti – conclude Cavero – eppure il pesce c’era. Oggi siamo rimasti una manciata di barchette, ma il pesce quasi non c’è più. Di chi è la colpa? Del rumore, dell’inquinamento, di chi fa la pesca forzata per accontentare le richieste fuori stagione».
L’area di riferimento della pesca artigianale dell’Isola del Giglio si estende per un miglio nelle acque circostanti le isole del Giglio e di Giannutri, in provincia di Grosseto.
Potrebbero interessarti
Gastronomia
La pasta fa il giro del mondo e torna a casa: Gragnano si trasforma in "Mondopasta!"
Dall'11 al 13 settembre la città campana ospita la kermesse internazionale dedicata al simbolo della cucina italiana. Un passaporto per viaggiare tra sapori, musiche e culture senza lasciare il borgo
26 luglio 2026 | 16:00
Gastronomia
Caffè freddo, la nuova pausa estiva conquista gli italiani: ecco come prepararlo a casa
Da semplice alternativa all’espresso nei mesi più caldi a vero protagonista del beverage: il mercato dell’iced coffee cresce nel mondo e anche in Italia aumenta la voglia di sperimentare ricette fresche, personalizzate e facili da replicare in casa
25 luglio 2026 | 15:00
Gastronomia
Calici di Stelle 2026: la Toscana del vino accende l’estate
Dal 24 luglio al 16 agosto oltre 50 eventi in tutta la regione con circa trenta cantine e nove comuni coinvolti. La Toscana rappresenta un modello enoturistico che unisce accoglienza, paesaggio, cultura e qualità dell’esperienza diventando modello a livello internazionale
24 luglio 2026 | 18:00
Gastronomia
Calici Valtellina 2026: sotto le stelle, il racconto della Valtellina
Il 10 agosto torna Calici Valtellina: una serata di degustazione itinerante alla scoperta dei produttori, dei grandi vini del territorio e del fascino del centro storico di Sondrio
23 luglio 2026 | 18:00
Gastronomia
Insalata di cavolo cappuccio e radicchio con Albicocche Val Venosta grigliate
Sapori freschi e consistenze deliziosamente croccanti. Arricchita con noci, feta e un dressing ai ribes rossi dal gusto dolce e acidulo, è perfetta come piatto unico leggero o contorno raffinato
22 luglio 2026 | 18:00
Gastronomia
Calici di Stelle 2026: l'Abruzzo brinda sotto le stelle con 25 cantine e 63 eventi
Dal 24 luglio al 16 agosto torna l'appuntamento più atteso dell'estate enoturistica. Il Presidente del Movimento Turismo del Vino Abruzzo, Nicola D'Auria: "Un'occasione per raccontare il territorio attraverso il vino, la cultura e l'accoglienza"
22 luglio 2026 | 17:00