Gastronomia

La riscossa dell'olio extra vergine d'oliva nelle scuole alberghiere

Come si fa a cucinare, peggio a insegnare, con oli da 2-3 euro al litro? Come fanno gli studenti a imparare l'importanza di materia prima di qualità? Di fronte alle ristrettezze di budget la soluzione può venire solo dal mondo olivicolo

23 maggio 2014 | Alberto Grimelli

Chi è stato nelle scuole alberghiere, anche in quelle più note, sa che ben poca attenzione viene dedicata all'olio extra vergine d'oliva.

Generalmente la scelta e la fornitura di questo prezioso ingrediente viene lasciata nelle mani del distributore con la malcelata preghiera di far risparmiare il più possibile l'istituto, alle prese con ristrettezze di budget.

Non è quindi infrequente che gli studenti delle scuole alberghiere utilizzino oli di marche sconosciute, caratterizzati, quando va bene, dal solo difetto di rancido.

Ne scaturisce una difficoltà a un utilizzo di un extra vergine di qualità in cucina, come ci conferma Simone Cascioli, piazzatosi al secondo posto nel concorso di Pandolea col la collaborazione del Gambero Rosso per le scuole alberghiere: “ho sempre utilizzato oli leggeri. Non ho mai utilizzato oli di carattere in cucina. Ho avuto difficoltà ad abbinare l'olio utilizzato per il concorso (ndr un IGP Toscano) ad un piatto.”

Eppure ai giovani studenti non manca la fantasia e la creatività. Utilizzare l'olio extra vergine di qualità sulla frutta può essere un'innovazione vincente, così come proporlo sui dolci, come fatto da Gianmarco Frasacco, che ha conquistato la terza posizione al concorso, con un gelato all'olio con crumble al cacao e cialda croccante alle olive (la ricetta è proposta in fondo all'articolo). Ha voluto rompere gli schemi Gianmarco, come ci confessa lui stesso: “ho cercato qualcosa di diverso, originale. Ho provato quindi a mettere un olio fruttato, amaro e piccante su un dolce.”

Una sfida severa quella al Gambero Rosso, con cuochi professionisti, che non hanno mancato di denudare le criticità e le lacune di questi studenti.

Quando c'è la passione, però, si può andare lontano. Il vincitore della competizione è stato Samuel Ridolfi, 20 anni, all'ultimo anno dell’Istituto Alberghiero Marco Gavio Apicio di Anzio. “Mi sento un artigiano del cibo perchè c'è più lavorazione che elaborazione nei miei piatti” ci ha dichiarato. Una ricetta complessa, quella di Samuel, che unisce diversi ingredienti e spunti del suo territorio. L'ha chiamata Cann’olii di Finger Fish. Cozze, alici, baccalà e pecorino. “Ho cercato – ha detto Samuel – di unire prodotti locali con un olio importante, provando anche cotture diverse. Tradizione e innovazione nello stesso piatto.”

Quando si dà materia prima di ottima qualità gli studenti sono motivati e stimolati, come hanno insegnato anche altre esperienze nelle scuole alberghiere, quali Oleum Sapiens.

C'è extra vergine ed extra vergine. Ai ragazzi, perchè portino l'olio di eccellenza nelle loro cucine quando lasceranno gli istituti alberghieri, occorre però farglielo conoscere, lavorare ed esaltare. Questo è compito del mondo olivicolo. Ai giovani chef valorizzarlo, facendolo così conoscere ed apprezzare a tanti consumatori.

Lancio quindi una proposta.

Perchè olivicoltori e frantoiani, singolarmente o in gruppo, non “adottano” un istituto alberghiero offrendo forniture di buon olio extra vergine a prezzi calmierati?

 

OIL BANG

Gelato all'olio con crumble al cacao e cialda croccante alle olive

Ingredienti:

Per il gelato: 2 albumi, 60 g di zucchero, 60 ml di acqua, 80 ml di panna fresca, 60 gr di olio Igp Toscano, peperoncino, un pizzico di sale

Per il crumble: 20 gr di farina di mandorle, 20 gr di farina 00, 20 gr di olio Igp Toscano, 20 gr di cacao

Per la cialda croccante alle olive: 10 gr di zucchero vanigliato, 80 gr di cioccolato fondente 85%, 30 gr olive verdi dolci denocciolate, 5 gr di pomodoro pachino, 2 gr di aneto

Preparazione

Gelato: montate a neve gli albumi con un pizzico di sale, aggiungete zucchero e acqua sciolti in un tegamico fino a raggiungere la temperatura di 121 fgradi, continuare a montare e riporre in frigorifero. Montare la panna, aggiungendo l'olio e il peperoncino. Amalgamare gli albumi e mettere in congelatore per 2-3 ore.

Crumble: setacciate le due farine con il cacao, aggiungere l'olio e cuocere in forno a 180 gradi

Cialda: tagliare le olive i i pomodori a metà, cospargere il tutto con zucchero a velo e infornare a 125 gradi per 40 minuti. Una volta che le olive di sono candite, cospargerle con il cioccolato sciolto a bagnomaria e lasciar raffreddare.

Presentazione

In un bicchierino da finger food mettere alla base il crumble, disporvi sopra il gelato all'olio e infine decorare con la cialda, il pachino candito e la foglia di aneto.

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Alberto Grimelli

29 maggio 2014 ore 18:04

Sig. Lezzi, è chiaro che l'ideale sarebbe che un'associazione, un gruppo o un consorzio si facesse carico, territorio per territorio, di una collaborazione con gli istituti alberghieri. Ho saputo che Assoprol Umbria, e mi congraturo con loro, ci ha già pensato. Nelle more di un coordinamento provinciale/regionale/nazionale se anche qualche singolo frantoiano volesse attivarsi non ci vedrei niente di male, anzi sarebbe lungimirante spirito imprenditoriale. La speranza è che quell'olivicoltore/frantoiano abbia olio di qualità da offrire e che non sia un semplice surrogato dell'olio industriale, o peggio.

Sig. De Marte. Non può esistere un singolo prezzo calmierato che dipenderà anche dalla zona e dalle quotazioni dell'olio del territorio. Spesso le scuole alberghiere, almeno per mia esperienza, comprano olio extra vergine a un prezzo di circa 3 euro al litro. So anche che sarebbero disposte a pagare un po di più per olio di qualità. Quanto di più? Basta andare a parlare col preside della scuola alberghiera più vicina a lei per scoprirlo...

ferdinando de marte

29 maggio 2014 ore 08:55

Scusate, non ho capito quanto deve essere questo prezzo calmierato ?

Gianni Lezzi

26 maggio 2014 ore 21:26

Penso che il pregevole invito del direttore Grimelli debba essere rivolto soprattutto ai Consorzi di Tutela, dove esistono, operano e vigilano. Altrimenti, sostituendo semplicemente il distributore di turno con un generico olivicoltore/frantoiano, si rischierebbe in qualche caso di passare dalla padella alla brace. Il Vs. articolo è apprezzabile fin quando si parla di un IGP Toscano generico, senza promozione aziendale bensì territoriale, con onori ed oneri spettanti al relativo Consorzio di Tutela. Quindi, va bene non citare la specifica azienda/etichetta ma sarebbe utile trasmettere il profilo organolettico di massima dell'olio che ha reso protagonista il piatto/gelato ed il giovane cuoco/pasticcere.
Un barocco saluto da Lecce. GianniLezzi

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