Economia
L'economia delle Dop agroalimentari in Italia cresce
Nel 2022 i produttori certificati nel settore agroalimentare di qualità sono circa 81400, in lieve aumento rispetto al 2021
06 settembre 2024 | C. S.
Nel 2022 il prestigio e la qualità italiane nel comparto agroalimentare del cibo certificato mantengono costante il primato per numero di riconoscimenti, con 319 eccellenze riconosciute dall’Unione Europea (UE); seguono Francia (262) e Spagna (205). Nell’intera UE i prodotti di qualità nel comparto agroalimentare del cibo erano 1.466(1); nel 2012 (ad esclusione del Regno Unito) erano 1.079.
Le denominazioni agroalimentari di qualità italiane si rafforzano crescendo di dimensione nel panorama internazionale. Tra il 2012 e il 2022 il numero dei riconoscimenti segna, infatti, una crescita del 28,6% (da 248 a 319). In particolare, cresce il settore degli ortofrutticoli e cereali con un incremento, in termini assoluti, di 23 nuove denominazioni e quelli dei formaggi e degli olii extravergine di oliva, con l’ingresso, rispettivamente, di 11 e 6 nuovi marchi di qualità.
Nel decennio 2012-2022 i produttori aumentano dell’8,3% (da 75.148 del 2012 a 81.403 del 2022); i trasformatori crescono, invece, del 6,8% (da 7.015 a 7.492). La lettura congiunta della variazione per ripartizione e per settore evidenzia come nel Nord siano in flessione i produttori del settore lattierocaseario, della preparazione di carni e degli olii extravergine di oliva. Nel Mezzogiorno si registrano segni positivi in tutti i settori, mentre nel Centro la variazione è negativa per la preparazione di carni e per gli oli extravergine di oliva.
La vocazione territoriale, definita oltre che dalle caratteristiche del territorio stesso anche dai vincoli imposti dai disciplinari di produzione, si traduce in una forte localizzazione dei produttori, che nel 2022 per il 41,5% si trovano tra il Sud (14,4%) e le Isole (27,1%), il 19,4% nella sola Sardegna (seguita dal Trentino-Alto Adige con il 13,9% e dalla Toscana con il 13,8%). Il 40,4% dei trasformatori opera invece nel Nord del Paese. Nel 2012 le quote per i produttori erano, rispettivamente, dell’8,4% per il Sud e del assistendo a una crescita di produttori operanti nella filiera di qualità nelle aree meridionali del Paese 20,8% per le Isole, mentre nel Nord era presente il 46,6% dei trasformatori. Nel tempo si sta quindi e, in misura minore, di trasformatori.
Nel Centro oltre due terzi dei produttori è nel settore olivicolo oleario
Tra il 2021 e il 2022 si assiste a un lieve aumento dei produttori (+0,4%) e a una parallela flessione dei trasformatori (-0,9%). Nel complesso, questi operatori segnano una variazione del +0,3%. L’aumento dei produttori interessa le regioni del Sud (+2,8%) e delle Isole (+3,1%), mentre la flessione dei trasformatori non è compensata dalla loro lieve crescita nelle zone settentrionali del Paese (+0,4%). Nel 2022 oltre l’80% dei produttori si ripartisce tra i formaggi (28,9%), gli olii extravergine di oliva (28,6%) e il settore degli ortofrutticoli e cereali (25,1%).
La lettura per settore mostra come, sempre nel 2022, il 44,8% delle aziende agricole operanti nel settore lattiero-caseario sia localizzato in Sardegna. Nella stessa regione è presente oltre la metà dei produttori delle carni fresche. Nella preparazione di carni spiccano regioni del Nord-ovest (Lombardia in testa seguita dal Piemonte con il 24,4% dei produttori del settore). Il settore ortofrutticolo si concentra prevalentemente in Trentino-Alto Adige (49,7%), mentre in Toscana è presente soprattutto una tradizione legata all’olivicoltura.
Nel dettaglio territoriale, il 43,8% dei produttori presenti nel Nord-ovest è nel settore dei formaggi, nel Nord-est il 61,2% è legato al settore ortofrutticolo e cerealicolo. Nel Centro, il 66,4% delle aziende è nell’olivicoltura. Sempre con riferimento all’olivicoltura, circa la metà dei produttori presenti nel Sud è legato a questa attività, mentre nelle Isole il 48,1% nel settore dei formaggi.
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