Ambiente
Supercelle e grandine, l'Italia si prepara a settembre con un Mediterraneo bollente
Il mare non si raffredda, l'umidità tocca livelli tropicali e l'aria oceanica è in arrivo: i prossimi temporali potrebbero essere più violenti del normale. Dopo il 10 settembre previsti i primi fronti organizzati al Nord
02 settembre 2026 | 12:00 | C. S.
L'estate non molla la presa. Anzi, sembra voler lasciare il segno fino all'ultimo giorno utile, caricando l'atmosfera di energia e umidità che potrebbero trasformare i prossimi temporali in eventi estremi. Il Mar Mediterraneo resta rovente, con temperature che sfiorano ancora i 30°C, e l'aria si satura di vapore acqueo come nelle foreste equatoriali. Una miscela esplosiva, pronta a innescarsi con l'arrivo delle prime infiltrazioni oceaniche.
Non solo impressione: le supercelle sono in aumento
A confermarlo è una ricerca di TempoItalia.it, che ha analizzato la frequenza di questi sistemi temporaleschi particolarmente intensi. Le supercelle – temporali a struttura organizzata, capaci di generare grandinate devastanti, venti impetuosi e persino tornado – non sono certo una novità per il nostro Paese. Ma negli ultimi anni, spiegano gli esperti, si è registrato un incremento sia nel numero che nella violenza.
Non si tratta di una semplice percezione: il crescente numero di danni documentati e le osservazioni al suolo forniscono un dato statistico che evidenzia una chiara tendenza all'aumento degli eventi estremi. E tutto indica che questa tendenza sia destinata a proseguire.
Un mare che non riesce a raffreddarsi
Il Mediterraneo è una gigantesca caldaia. Nonostante l'accorciarsi delle giornate, le ondate di calore non hanno smesso di susseguirsi. Domenica scorsa, al Sud e in Sicilia, si sono superati ancora i 40°C, e il calore accumulato dal mare durante i mesi estivi verrà progressivamente restituito all'atmosfera.
E poi c'è l'umidità. In alcune aree del Centro-Sud si è arrivati a toccare i 30°C di punto di rugiada, un valore che di solito si registra solo nella foresta amazzonica o nelle zone equatoriali, e nemmeno lì con grande frequenza. Un dato che la dice lunga sulle condizioni eccezionali che stiamo vivendo.
Temporali sparsi tra martedì 1 e mercoledì 2 settembre
I modelli matematici mostrano ancora qualche incertezza, ma tracciano un primo quadro. Martedì 1° settembre al Nord Italia è atteso il transito di nubi temporalesche sparse, difficili da localizzare con precisione. Le regioni alpine e prealpine potrebbero essere le più colpite, ma non si escludono piogge anche su altri settori della Pianura Padana, Milano compresa.
Secondo il modello europeo, l'instabilità potrebbe interessare anche le zone interne della penisola, con fenomeni pomeridiani. Al Nord, invece, i temporali potrebbero verificarsi in qualsiasi ora del giorno e della notte. Mercoledì 2 settembre, residua attività temporalesca è attesa lungo l'Appennino meridionale, mentre al Nord i rovesci potrebbero ripetersi, seppur con minore frequenza.
Temperature sopra la media fino al 10 settembre
Per tutta la prima decade del mese, le temperature resteranno diffusamente superiori alla norma, con un nuovo lieve aumento in alcune località. Pur senza raggiungere i picchi di agosto, il caldo sarà ben percepibile, accompagnato da tassi di umidità anch'essi molto elevati. Condizioni ideali, quando arriveranno le massicce infiltrazioni di aria oceanica, per innescare fenomeni violenti.
Dopo il 10 settembre: la porta atlantica si apre
Le proiezioni del centro meteorologico europeo ECMWF indicano che dopo il 10 settembre potrebbe aprirsi una fase più organizzata di maltempo, con i primi temporali ben strutturati che colpiranno soprattutto le regioni settentrionali, per estendersi poi probabilmente alla Toscana – Firenze compresa – e ad alcune aree del Centro Italia.
Non si tratterà di un autunno anticipato, ma di un peggioramento tipicamente estivo, di quelli che potrebbero verificarsi in piena luglio o agosto. Piogge abbondanti, temporali violenti e grandinate localmente severe sono all'orizzonte, alimentate da un mare che continua a cedere energia all'atmosfera.
E anche a metà mese, secondo i modelli, il clima sembrerà ancora quello di piena estate, con possibili minimi di bassa pressione sul Golfo Ligure a innescare nuovi peggioramenti. L'estate, insomma, non ha ancora detto la sua ultima parola.
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