L'arca olearia

Olio d'oliva, l'Italia a due velocità: il 100% italiano vola ma le private label dettano legge e i prezzi affondano

Olio d'oliva, l'Italia a due velocità: il 100% italiano vola ma le private label dettano legge e i prezzi affondano

Il mercato dell'olio extravergine di oliva complessivo arretra (-0,8% a volume, -7,4% a valore), mentre il segmento tricolore cresce a doppia cifra. Il prezzo medio/litro crolla del 30%: la promozione vale ormai l'80-90% dei volumi

23 ottobre 2026 | 16:00 | T N

L'olio extravergine italiano è un mercato che corre su due binari paralleli, e mai come quest'anno la distanza tra i due è apparsa così netta. I dati Nielsen aggiornati alle prime 39 settimane dell'anno, con chiusura al 27 settembre 2026, raccontano di un segmento 100% italiano in crescita a doppia cifra – più 16,6% a volume, più 14,4% a confezioni, più 4,4% a valore – e di un mercato EVO complessivo in flessione: meno 0,8% a volume e meno 7,4% a valore nel canale food, meno 1,7% a volume e meno 7,6% a valore nel solo Iper+Super.

Il paradosso è tutto nei numeri: si vende più olio italiano, ma a prezzi molto più bassi. Il prezzo medio litro del mercato food è sceso da 10,03 a 6,99 euro, quello dell'Iper+Super da 9,92 a 7,04 euro. Un calo di circa il 30% che spiega da solo perché il valore arretri mentre i volumi tengono. Il rientro dai picchi del 2024-25 e la fortissima pressione promozionale stanno comprimendo i listini: l'indice promozionale sui volumi supera ormai l'80% per i principali brand.

Le private label sono il vero motore del mercato

Nel food allargato la marca commerciale vale il 22,7% dei volumi e guadagna 1,5 punti di quota in un anno, crescendo del 6,1% a volume in un mercato fermo o in calo: è, insieme a Monini (più 6,4%) e Olearia Clemente (più 12,4%), l'unico operatore in espansione. Nell'Iper+Super la private label pesa il 14,4%, con un guadagno di mezzo punto, e cresce del 2% a volume.

Sul 100% italiano l'item "private label generico extravergine 1L" è addirittura il primo item assoluto per volumi, con quasi 2 milioni di litri: un primato che la dice lunga su come il consumatore stia cercando convenienza senza rinunciare all'origine italiana. E il prezzo medio della marca commerciale scende più della media, del 9,9%, segno di una strategia di attacco frontale che usa la convenienza come leva di traffico e non solo come alternativa di prezzo.

Le marche industriali arrancano, con qualche eccezione

Nel food Pietro Coricelli SPA scende del 6,9% a volume e perde 0,7 punti di quota, scendendo al 10,2%, con un calo ben più marcato nel 100% italiano: meno 12,8% a volume e meno 2,3 punti di quota, al 6,8%. La marca Coricelli insieme a Casa Coricelli cresce invece del 4,6% nel food e del 4,8% nell'Iper+Super, ma il dato non basta a compensare la sofferenza del perimetro aziendale.

Nel canale Iper+Super Coricelli resta comunque il primo operatore con il 12,4%, pari a 10,9 milioni di litri, davanti a Monini (10,7%) e Farchioni (8,9%), ma perde quattro decimi di punto. Cirio è la seconda marca del 100% italiano con il 3,9%, in calo di un punto e dell'8,6% a volume, mentre Casa Coricelli è la sesta con il 2,5%, in flessione di 1,2 punti e del 21,6%. Le eccezioni positive sono Monini, che guadagna 0,9 punti nel 100% italiano e 0,7 nel food, e soprattutto Olearia Clemente, che segna più 1,5 punti e un balzo del 45,8% a volume nel segmento tricolore.

La sfida dei prossimi mesi è tutta sul valore

Con prezzi in caduta libera e promozioni a tappeto, il rischio è che la crescita volumetrica del 100% italiano si trasformi in una crescita a bassa redditività. La partita si giocherà su due tavoli: da un lato la capacità delle marche di difendere il premium price con innovazione e tracciabilità, perché il "100% italiano" resta il principale asset valoriale; dall'altro la tenuta delle private label, che stanno riscrivendo gli equilibri competitivi del mercato. 

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Ecco come l'oliveto ricorda la siccità e perché la fioritura del prossimo anno si decide oggi

Ricostruito il percorso di recupero dell'oliveto dopo siccità prolungata. Evidente che la resilienza dell'olivo nasconde una trappola gestionale: l'acqua torna nei tessuti in pochi giorni, ma chiome, gemme e produzione richiedono mesi o intere stagioni

23 ottobre 2026 | 15:00

L'arca olearia

Olivo in asciutto e colture intercalari, ecco cosa conviene fare in campo

E' davvero economicamente conveniente la coltura intercalare? Le leguminose funzionano meglio dei cereali, e l'olivo paga un prezzo contenuto con circa il 10% di produzione in meno, che con le leguminose si annulla

23 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Gramolazione della pasta d'olive sotto vuoto: cosa dice la ricerca industriale e come applicarla in frantoio

Uno studio industriale condotto su Carolea, Dolce di Rossano e Frantoio con sistema Olive Oil Booster a 50 mbar dimostra che la gramolazione assistita da vuoto aumenta l'estraibilità fino a 5 punti percentuali, riduce l'olio residuo in sansa di oltre un terzo e consente di accorciare il tempo di gramolazione da 45 a 30 minuti 

23 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Olio extravergine di oliva, la ricetta per resistere alle alte temperature? Raccolta precoce e polifenoli

Un indice di maturazione ottimale (1,88) e una lavorazione senza acqua aggiunta possono spingere i polifenoli fino a 2840 mg/kg, garantendo all'olio extravergine una stabilità ossidativa record anche dopo 30 giorni a 60°C

22 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Foglie d'olivo sotto esame: l'intelligenza artificiale che riconosce le malattie anche in campo

Messo a punto un sistema di deep learning capace di diagnosticare le malattie delle foglie d'olivo partendo da semplici fotografie scattate con lo smartphone, anche in condizioni ambientali tutt'altro che ideali

22 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Azoto e olivo, dalla fisiologia alla fertilizzazione mirata

L'azoto resta l'elemento biogeno di maggiore impatto sulla produttività dell'olivo. Ecco un modello integrato fondato su tre pilastri: concimazione basale di precisione, applicazione fogliare nelle fasi critiche e attivazione biologica tramite microrganismi fissatori

21 ottobre 2026 | 16:00