L'arca olearia

Ecco un nuovo metodo per individuare i danni da mosca dell’olivo da una goccia d'olio

Ecco un nuovo metodo per individuare i danni da mosca dell’olivo da una goccia d'olio

Una sola goccia di olio e pochi minuti di analisi potrebbero essere sufficienti per quantificare il β-carotene e ottenere indicazioni sullo stato sanitario delle olive prima della molitura. Ecco un possibile strumento rapido per valutare anche l’impatto della mosca dell’olivo sulla qualità dell’extravergine

03 ottobre 2026 | 11:00 | R. T.

Un metodo rapido per quantificare il β-carotene nell’olio di oliva attraverso la spettroscopia Raman è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori. La tecnica utilizza un laser Raman a 532 nm e richiede appena 100 microlitri di olio, cioè circa una goccia, senza le complesse procedure di preparazione del campione normalmente associate alle analisi cromatografiche.

Il lavoro parte da un dato noto: β-carotene e luteina sono i principali carotenoidi presenti nell’olio di oliva e contribuiscono, tra l’altro, alla protezione dall'ossidazione. La loro determinazione viene generalmente effettuata mediante HPLC o spettroscopia UV-Vis, tecniche affidabili ma meno immediate per un controllo direttamente in frantoio.

Il rapporto luteina/β-carotene

L'elemento più interessante dello studio riguarda però il rapporto tra luteina e β-carotene (L/β). Questo parametro era già stato osservato in precedenti ricerche come possibile indicatore delle condizioni delle olive prima della trasformazione.

In particolare, il rapporto sembra risentire dell'attacco della mosca dell'olivo (Bactrocera oleae). Il parassita rappresenta uno dei principali problemi fitosanitari dell'olivicoltura e la sua presenza non è necessariamente evidente quando l'infestazione non raggiunge livelli elevati. Le trappole consentono di monitorare la presenza degli adulti, ma non forniscono necessariamente una misura diretta dell'entità del danno presente sulle olive destinate alla molitura.

Uno studio condotto su oli dell'Italia centrale nel periodo 2012-2014 aveva evidenziato un comportamento particolarmente significativo. Nel 2012 e nel 2013 il rapporto L/β risultava sempre superiore a 1, mentre nel 2014 scendeva al di sotto di questo valore. Quell'anno era stato caratterizzato da un attacco particolarmente intenso e anomalo della mosca dell'olivo.

Dal carotenoide alla qualità dell'olio

Il nuovo lavoro cerca quindi di trasformare questa osservazione in uno strumento analitico rapido. I ricercatori hanno misurato il contenuto di β-carotene nei campioni mediante Raman e hanno confrontato il dato con il rapporto L/β.

È emersa una correlazione tra la quantità di β-carotene e il valore del rapporto luteina/β-carotene. Poiché il β-carotene può essere determinato direttamente attraverso lo spettro Raman, la tecnica potrebbe consentire di ottenere, da un singolo campione, informazioni sia sul contenuto di questo carotenoide sia, indirettamente, sulle condizioni delle olive prima della trasformazione.

Il vantaggio potenziale è soprattutto operativo. Un'analisi eseguita subito dopo la molitura potrebbe aiutare il frantoiano a individuare partite di olive che hanno subito condizioni sfavorevoli prima della lavorazione, comprese quelle interessate dalla mosca dell'olivo, anche quando il danno non è facilmente riconoscibile a vista.

Una possibile applicazione direttamente in frantoio

La spettroscopia Raman è già stata utilizzata per studiare diversi aspetti dell'olio di oliva, dall'identificazione della frazione insaponificabile al monitoraggio dell'ossidazione, fino alla caratterizzazione geografica e varietale. L'interesse del nuovo approccio sta nella possibilità di spostare ulteriormente la tecnica verso un controllo rapido e quasi non distruttivo della materia prima e dell'olio.

Gli autori sottolineano tuttavia il carattere ancora sperimentale dell'applicazione. Il rapporto L/β presenta infatti una certa variabilità e la relazione con l'infestazione da Bactrocera oleae necessita di essere verificata su un numero più ampio di campioni, annate, cultivar e condizioni pedoclimatiche.

L'obiettivo non è quindi sostituire le analisi ufficiali o i metodi quantitativi di riferimento, ma sviluppare un indicatore veloce di screening. In prospettiva, la possibilità di analizzare una goccia di olio mediante Raman potrebbe offrire ai frantoi uno strumento per intercettare rapidamente anomalie legate alla qualità delle olive prima che queste si traducano in un peggioramento delle caratteristiche dell'olio.

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