L'arca olearia
Melograno e carruba contro la verticilliosi dell’olivo: gli estratti attivano le difese naturali della pianta
Estratti di melograno e carruba mostrano un potenziale effetto bioprotettivo contro Verticillium dahliae, il fungo responsabile della verticilliosi dell’olivo. Attivati di diversi geni coinvolti nelle risposte di difesa della pianta e una riduzione o stabilizzazione della biomassa fungina nelle piante trattate
25 agosto 2026 | 13:00 | R. T.
La lotta alla verticilliosi dell’olivo potrebbe trovare un nuovo alleato in due matrici vegetali apparentemente lontane dalla gestione fitosanitaria tradizionale: melograno e carruba. Gli estratti ottenuti da queste piante sono stati studiati per verificare la loro capacità di proteggere l’olivo dall’infezione di Verticillium dahliae, uno dei patogeni più difficili da gestire negli impianti olivicoli.
L'ipotesi alla base della ricerca è che gli estratti non agiscano soltanto direttamente sul microrganismo, ma possano funzionare come induttori delle resistenze della pianta, stimolando i meccanismi biochimici che l'olivo utilizza per contrastare l'infezione.
Analizzati i geni della risposta immunitaria
Per verificare questa possibilità, i ricercatori hanno analizzato attraverso la tecnica RT-qPCR l'espressione relativa di sette geni associati ai meccanismi di resistenza dell'olivo. Le analisi sono state condotte inizialmente su piante non inoculate e sottoposte ai trattamenti con gli estratti di melograno e carruba.
Entrambi gli estratti hanno modificato significativamente l'espressione di diversi geni coinvolti nelle principali vie ormonali che regolano le risposte di difesa. In particolare, sono state osservate variazioni nei geni associati all'acido salicilico, all'acido jasmonico e all'acido abscissico.
Tra i marcatori analizzati figurano OeSAMT, associato alla via dell'acido salicilico, OeTIFY, legato alla segnalazione dell'acido jasmonico, e OeNCED, coinvolto nella biosintesi dell'acido abscissico.
La risposta cambia dopo l'infezione
Il passaggio successivo dell'esperimento ha previsto l'inoculazione delle piante con V. dahliae, allo scopo di verificare se le modificazioni osservate nei geni della difesa si traducessero in una maggiore capacità di risposta all'infezione.
Il risultato più evidente ha riguardato OeSAMT. Nelle piante inoculate, il gene ha mostrato un'espressione superiore dopo il trattamento sia con l'estratto di melograno sia con quello di carruba, con effetti rilevati a uno e tre mesi dalla terza applicazione.
Diverso il comportamento della via dell'acido jasmonico, che dopo l'inoculazione non ha evidenziato una significativa attivazione. Maggiore è risultata invece l'attività associata all'acido abscissico, soprattutto a un mese dalla terza applicazione. I ricercatori hanno inoltre rilevato un andamento antagonista tra questa risposta e quella associata a OeSAMT, indicando una possibile interazione tra i diversi sistemi ormonali coinvolti nella difesa dell'olivo.
Più attivi i geni della polifenolossidasi
Un altro elemento di particolare interesse riguarda i geni OePPO1 e OePPO2, che codificano per enzimi della polifenolossidasi, un sistema biochimico associato ai meccanismi di difesa delle piante.
Nei fusti delle piante infettate con V. dahliae, l'espressione di entrambi i geni è risultata sensibilmente più elevata negli esemplari sottoposti ai trattamenti con melograno o carruba rispetto alle piante inoculate ma non trattate.
Il dato indica che gli estratti potrebbero contribuire a rafforzare alcune delle risposte biochimiche dell'olivo proprio nelle zone interessate dalla presenza del patogeno.
La biomassa del fungo diminuisce o si stabilizza
A confermare l'interesse dei risultati è arrivata anche la quantificazione della biomassa fungina. Nelle piante inoculate e trattate con acqua, la quantità di V. dahliae è aumentata nel corso dell'esperimento.
Nelle piante sottoposte ai trattamenti con gli estratti, invece, il comportamento è stato differente: con il melograno la biomassa fungina è diminuita, mentre con la carruba è rimasta sostanzialmente stabile.
L'insieme dei risultati suggerisce quindi che i due estratti possano avere un effetto di contenimento dell'infezione, sebbene attraverso risposte fisiologiche non completamente sovrapponibili.
Un possibile strumento di difesa integrata
Lo studio apre una prospettiva interessante per la gestione della verticilliosi: anziché puntare esclusivamente sull'eliminazione o sul contenimento del patogeno, è possibile intervenire anche sulla capacità dell'olivo di riconoscere e contrastare l'infezione.
Melograno e carruba potrebbero quindi comportarsi come bioprotettori capaci di attivare alcuni circuiti molecolari della resistenza, configurandosi come potenziali strumenti per una futura gestione integrata della malattia.
I risultati, tuttavia, non consentono ancora di considerare questi estratti come una soluzione definitiva contro la verticilliosi. Saranno necessari ulteriori studi per stabilire l'efficacia dei trattamenti in condizioni di campo, individuare le dosi e le modalità di applicazione più efficaci e verificare la risposta delle diverse cultivar di olivo.
La ricerca indica comunque una direzione promettente: utilizzare sostanze di origine vegetale per “allenare” le difese dell'olivo e renderlo più capace di reagire a uno dei patogeni più persistenti e difficili da controllare dell'olivicoltura mediterranea.
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