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Olivicoltura pugliese, tra emergenza Xylella e incertezza dei mercati

Olivicoltura pugliese, tra emergenza Xylella e incertezza dei mercati

Preoccupa la perdita di valore dell’olio, che nel 2025 ha registrato un calo di circa il 30% rispetto alle annate precedenti. Confagricoltura Bari-Bat ribadisce la necessità di un vero Piano Olivicolo, capace di andare oltre gli annunci

28 gennaio 2026 | 14:00 | C. S.

E' un momento cruciale per l’agricoltura pugliese, chiamata ad affrontare contemporaneamente l’emergenza fitosanitaria e le difficoltà del mercato. Il recente caso di Xylella a Bitonto si inserisce in un quadro già complesso, segnato negli ultimi anni da focolai registrati anche a Minervino Murge, Bisceglie e nel Foggiano.

“Davanti alla Xylella non possono esserci esitazioni – sottolinea Giuseppe Di Nisio, componente del Comitato di Presidenza e presidente dei Giovani Agricoltori di Confagricoltura Bari-Bat – l’abbattimento delle piante infette deve avvenire senza ritardi e con procedure più snelle. Serve coraggio nelle scelte e un approccio scientifico rigoroso, valutando tutti gli strumenti disponibili per contenere la diffusione del batterio”.

Per le aree già colpite, a partire dal Salento, Confagricoltura Bari-Bat ribadisce la necessità di un vero Piano Olivicolo, capace di andare oltre gli annunci e di sostenere concretamente la ripresa produttiva delle aziende, tenendo conto anche delle criticità strutturali, come la cronica carenza idrica.

“L’olivicoltura non è solo un settore economico – aggiunge Di Nisio – ma un patrimonio identitario e sociale. L’ipotesi che il Barese possa vivere ciò che ha già vissuto il Salento avrebbe conseguenze devastanti per l’intero territorio”.

Accanto all’emergenza fitosanitaria, resta aperto anche il fronte commerciale. “Preoccupa la perdita di valore dell’olio, che nel 2025 ha registrato un calo di circa il 30% rispetto alle annate precedenti – conclude Di Nisio – così come le scelte che aumentano l’incertezza del mercato, come il raddoppio delle importazioni di olio tunisino a dazio zero. La tutela dell’olivicoltura pugliese passa anche dalla difesa del valore del prodotto”.

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