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Nuove varietà aromatiche resistenti per l'Asti Docg

Nuove varietà aromatiche resistenti per l'Asti Docg

Un’attività di ricerca con la coltivazione di Piwi in un campo nel comune di Alba e uno di proprietà di un’azienda socia dell’ente consortile. In entrambi i siti sarà presente il Moscato Bianco come varietà di riferimento

19 giugno 2025 | 10:00 | C. S.

Individuare soluzioni innovative per mantenere la produzione di qualità e tipicità coniugandole con la sostenibilità ambientale. È questo l’obiettivo del progetto sperimentale avviato dall’Istituto di Istruzione Superiore Umberto I di Alba in collaborazione con il Consorzio Asti Docg. Lo studio mira a valutare le potenzialità viticolo-enologiche di varietà aromatiche resistenti alle principali malattie fungine, con un approccio rispettoso dell’ambiente e, al tempo stesso, dell’identità produttiva territoriale.

“I cambiamenti climatici ci impongono di ripensare l’intero approccio produttivo anche nel nostro settore – afferma Stefano Ricagno, presidente del Consorzio Asti Docg –. In Piemonte, finora, non erano mai state studiate varietà aromatiche resistenti. Come Consorzio, abbiamo quindi deciso di partecipare attivamente a questo progetto, mettendo a disposizione il nostro know-how sul vitigno Moscato Bianco. Solo attraverso la ricerca possiamo infatti individuare soluzioni tecniche innovative per una viticoltura sempre più avanzata e  sostenibile.”

L’attività di ricerca contempla la coltivazione di un campo di proprietà dell'Istituto individuato nel comune di Alba e uno di proprietà di un’ azienda socia dell’ente consortile. In entrambi i siti sarà presente il Moscato Bianco come varietà di riferimento, affiancato da varietà resistenti selezionate per la sperimentazione. La prima ad essere introdotta sarà il Muscaris (mediante la tecnica di sovrainnesto T-bud) mentre sono al vaglio studi per l’eventuale inserimento di altre varietà resistenti aromatiche. Dal 2026 e per tre anni, saranno eseguiti rilievi fenologici settimanali (dal germogliamento alla filloptosi), analisi produttive (fertilità in fioritura, produzione media per ceppo e peso medio dei grappoli) e rilievi fitosanitari per monitorare la resistenza a peronospora, oidio, botrite, giallumi infettivi e fitoplasmosi. Ogni varietà sarà testata su 50 piante sovrainnestate, con aggiornamenti annuali delle schede tecniche e della planimetria sperimentale. La vinificazione sarà condotta secondo un protocollo standard per vino bianco fermo, al fine di valutare le caratteristiche organolettiche delle varietà in prova.

Al termine del progetto e sulla base di risultati ottenuti, si potrà  procedere con la presentazione della domanda di iscrizione dei vitigni resistenti aromatici tra quelli eventualmente  autorizzati alla coltivazione in Piemonte.

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