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Bene i 30 milioni di euro per Xylella ma serve un commissario straordinario

Bene i 30 milioni di euro per Xylella ma serve un commissario straordinario

Bisogna fermare una volta per tutte sia lo sviluppo dei nuovi ceppi di Xylella sia l’avanzata del batterio verso il Barese e il nord della Puglia, perché questo avrebbe effetti disastrosi su un’economia del settore olivicolo-oleario

27 febbraio 2025 | 13:00 | C. S.

Il tavolo sulla Xylella al Masaf, che ha visto riuniti per la prima volta insieme Governo, Regioni e associazioni agricole, deve segnare l’inizio di una nuova strategia condivisa per fermare definitivamente il batterio e dare l’impulso decisivo al processo di reimpianti e riconversioni nelle zone colpite. Così Cia-Agricoltori Italiani al termine della riunione interministeriale indetta dal sottosegretario Patrizio La Pietra con i dicasteri di Sanità e Ambiente.

“Il monitoraggio sulla presenza della Xylella nel territorio pugliese è necessario, ma occorre intervenire in maniera ancora più forte sul contenimento, sostenendo le buone pratiche messe in campo dai produttori e coinvolgendo anche i Comuni -ha detto Gennaro Sicolo, presidente di Cia Puglia e vicepresidente nazionale-. Un nuovo Piano di rigenerazione pluriennale è indispensabile per sconfiggere la piaga ultradecennale della Xylella e siamo pronti a collaborare fin da subito”.

“Apprezziamo le risorse messe a disposizione dall’esecutivo -ha continuato Sicolo-. Questi 30 milioni serviranno a dare un supporto alla ripartenza economica delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, ma servono tempi rapidi e certi” e in questo senso “sarà cruciale la sinergia tra Regione e Masaf”. Per il presidente di Cia Puglia, d’altra parte, “occorrono somme ingenti ed è necessario che anche l’Europa se ne faccia carico almeno in parte”.

“Non c’è più tempo da perdere -ha concluso Sicolo-. Bisogna fermare una volta per tutte sia lo sviluppo dei nuovi ceppi sia l’avanzata del batterio verso il Barese e il nord della Puglia, perché questo avrebbe effetti disastrosi su un’economia del settore olivicolo-oleario con riverberi occupazionali e produttivi non sostenibili nemmeno dal punto di vista della tenuta sociale. C’è urgenza di ripartire, gli agricoltori hanno bisogno di azioni strutturali e procedure snelle che un Commissario straordinario con poteri speciali siamo certi potrà assicurare”.  

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