Associazioni di idee

Speculazioni ai danni dell'olio d'oliva italiano

Quadro allarmante con operazioni commerciali "a danno dell'immagine dell'extravergine nazionale". Uno dei misteri da svelare è il volume record di giacenze di olio extra vergine di oliva made in Italy

30 gennaio 2019 | C. S.

 La campagna olivicola 2018/2019 passerà agli annali come la peggiore della storia.

Come ampiamente anticipato da Italia Olivicola nei mesi scorsi, infatti, a dispetto di tanti altri numeri lanciati a caso, la produzione a livello nazionale risulta ridotta di quasi il 60% (166mila le tonnellate registrate fino a dicembre, si arriverà massimo a 180mila), a causa degli eventi atmosferici catastrofici di questi mesi, tra tutti le gelate di febbraio 2018 in Puglia, che hanno determinato la perdita di un milione di giornate lavorative.

Ci sono, però, alcuni misteri che rendono poco comprensibile il funzionamento del settore dell'olio di oliva in Italia e che andrebbero risolti, soprattutto in questa fase nella quale si stanno compiendo delle scelte per il nuovo piano olivicolo nazionale.

Uno dei misteri da svelare, ad esempio, è il volume record di giacenze di olio extra vergine di oliva made in Italy.

L'Italia è il più importante importatore di olio al Mondo, con una media di 560.000 tonnellate per anno nell'ultimo triennio, ed è il primo Paese come consumi con una media annuale di quasi 600.000 tonnellate.

Questi primati sarebbero tali da giustificare una veloce commercializzazione dell'olio italiano ed invece non è così ed a rimanere invenduto è proprio il nostro migliore prodotto, almeno stando ai dati ufficiali.

I dati pubblicati dall'ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi), tratti dal sistema di tracciabilità telematica, informano che, a fine settembre 2018, il 25% della produzione di olio extra vergine di oliva ottenuta nel corso della campagna 2017-2018 era ancora detenuta invenduta ed allo stato sfuso dagli operatori.

Si tratta di 100.000 tonnellate di ottimo olio extravergine d’oliva italiano che non è stato commercializzato, in un'annata dove, secondo le elaborazioni Ismea, si sarebbe raggiunto il picco dei consumi interni delle ultime quattro campagne di commercializzazione.

Per le produzioni certificate va ancora peggio. Le giacenze di olio extra vergine di oliva riconosciuto come DOP/IGP o come biologico, all'inizio della corrente campagna di commercializzazione (primi di ottobre), hanno addirittura superato il 100% del volume di produzione annuale.

Il quadro, quindi, è particolarmente allarmante, e ciò rende incomprensibili alcune recenti operazioni commerciali a danno dell'immagine dell'extravergine nazionale.

"E' mai possibile che un quarto del prodotto made in Italy ottenuto rimanga in mano a olivicoltori e frantoiani, in un'annata durante la quale abbiamo importato 550.000 tonnellate di olio di oliva? - si chiede Gennaro Sicolo, Presidente di Italia Olivicola, la più importante organizzazione italiana della produzione -. Se il prodotto italiano non viene venduto, come dimostrano i numeri, è ragionevole pensare che nelle bottiglie venga spacciato per italiano olio che in realtà non lo è”

“Siamo al centro di una grande speculazione che mira ad affossare l’olivicoltura italiana costringendo gli agricoltori a svendere il prodotto di qualità a prezzi bassissimi, così come succede in Spagna e Tunisia - ha continuato Sicolo -. Non si spiegano altrimenti, d’altronde, i primi riscontri sugli scaffali con prodotti definiti “100% italiani” venduti a 2,99 euro al litro”.

“Occorrono maggiori controlli, sempre più in profondità per evitare che simili storture si manifestino. Combatteremo questo sistema in maniera forte e netta, augurandoci un intervento concreto e deciso del governo, per evitare che le frodi, le contraffazioni e le truffe nei confronti degli agricoltori e dei consumatori possano diventare la normalità”, ha concluso Sicolo.

 

Potrebbero interessarti

Associazioni di idee

I vantaggi per il vino italiano dell'accordo di libero scambio UE-India

Gli attuali dazi federali all’importazione oggi fissati al 150% saranno immediatamente dimezzati fino a scendere progressivamente, entro sette anni, al 30% o al 20% per vini con un prezzo superiore a 10 euro a bottiglia

29 gennaio 2026 | 16:00

Associazioni di idee

Smentiti tutti i falsi miti sulla frittura: un opuscolo on line

La guida Assitol e Unione Nazionale Consumatori offre indicazioni precise, ma tutt’altro che scontate. Innanzitutto, è bene mantenere la temperatura stabile, a partire da 160 °C, l’ideale sarebbe non andare oltre i 180°

28 gennaio 2026 | 16:00

Associazioni di idee

Olivicoltura pugliese, tra emergenza Xylella e incertezza dei mercati

Preoccupa la perdita di valore dell’olio, che nel 2025 ha registrato un calo di circa il 30% rispetto alle annate precedenti. Confagricoltura Bari-Bat ribadisce la necessità di un vero Piano Olivicolo, capace di andare oltre gli annunci

28 gennaio 2026 | 14:00

Associazioni di idee

La conta dei danni al comparto agricolo in Sicilia, Calabria e Sardegna

Si sta facendo ancora poco nel pianificare il territorio per renderlo capace di reagire a eventi estremi che non sono più eccezioni, ma una condizione sempre più frequente e violenta del nostro clima

24 gennaio 2026 | 11:00

Associazioni di idee

Xylella, un'emergenza che richiede responsabilità e azioni tempestive

Secondo Confagricoltura Bari-Bat l’ottimo lavoro fin qui svolto dall’Osservatorio fitosanitario regionale rappresenta un presidio fondamentale per la difesa del patrimonio olivicolo pugliese. Attenzione ma nessun allarmismo

21 gennaio 2026 | 13:00

Associazioni di idee

Fermare le importazioni sleali di prodotti agricoli in Europa

Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere in Europai, da qualunque Paese voglia esportare qui. E servono più controlli

21 gennaio 2026 | 10:00