Italia
La procura di Torino accusa di frode in commercio sette note aziende olearie
Secondo l'accusa fornulata dal pubblico ministero Raffaele Guariniello l'olio extra vergine d'oliva venduto da alcuni noti marchi, di cui sono stati resi noti i nomi, era in realtà solo olio vergine d'oliva
10 novembre 2015 | C. S.
Olio venduto come "extravergine" che in realtà non lo era.
Si trattava di semplice olio vergine d’oliva, meno pregiato e soprattutto meno costoso. Lo ha scoperto la procura di Torino dopo aver fatto analizzare dei campioni di bottiglie prelevate nei supermercati dai carabinieri del Nas dal laboratorio dell’Agenzie delle dogane e dei monopoli.
L’indagine è partita dopo la segnalazione di una testata giornalistica specializzata.
Il pm Raffaele Guariniello ha iscritto sul registro degli indagati per frode in commercio i responsabili legali di sette aziende produttrici di olio: Carapelli, Bertolli, Sasso, Coricelli, Santa Sabina, Prima Donna e Antica Badia.
E’ stato informato dell’indagine anche il ministero delle Politiche agricole.
“Seguiamo con attenzione l’evoluzione delle indagini della Procura di Torino, perché è fondamentale tutelare un settore strategico come quello dell’olio d’oliva italiano. Da mesi abbiamo rafforzato i controlli, soprattutto in considerazione della scorsa annata olearia che è stata tra le più complicate degli ultimi anni. Nel 2014 il nostro Ispettorato repressione frodi ha portato avanti oltre 6 mila controlli sul comparto, con sequestri per 10 milioni di euro. È importante ora fare chiarezza per tutelare i consumatori e migliaia di aziende oneste impegnate oggi nella nuova campagna di produzione”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, sulle indagini della Procura di Torino su olio extravergine contraffatto.
Aggiornamento 12-11-2015 - Fonte Ansa
C'è anche il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci tra i reati ipotizzati dalla procura di Torino nell'inchiesta sull'olio extravergine. Sulla base di questa nuova ipotesi, che si aggiunge alla frode in commercio, la procura subalpina ha disposto il trasferimento dell'inchiesta a Firenze, Genova, Spoleto e Velletri.
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