Mondo Enoico
Difficile il controllo della peronospora viticola in regime biologico, o forse no
Nel futuro dei fitofarmaci per combattere la peronospora viticola sempre più soluzioni hitech e biotecnologiche, sfruttando dei batteri, come il Lysobacter capsici oppure la tiamina, meglio conosciuta come vitamina B1
23 maggio 2014 | R. T.
In annate di forte pressione del patogeno, come è stato il 2013 e si presume sia anche quest'anno, può risultare molto difficile controllare la peronospora della vite solo col rame, unico principio attivo ammesso in viticoltura biologica.
Il numero di trattamenti e i dosaggi, infatti, rischiano di mandare fuori budget qualsiasi azienda. I biostimolanti, che si stanno diffondendo sempre più, hanno un effetto sinergico variabile in ragione delle condizioni climatiche e dello stato nutrizionale delle viti.
L'incertezza, quindi, regna sovrana per i viticoltori bio che, nel prossimo futuro potrebbero avere altre frecce al loro arco.
Diverse ricerche hanno infatti testimoniato l'efficienza della combinazione tra rame e alcuni batteri.
Uno studio italiano ha dimostrato l'efficienza di Lysobacter capsici AZ78 nel controllare peronospora viticola.
Il problema principale di fungicibi biotech è infatti la resistenza agli ioni rame. Nel caso di L. capsici AZ78, l resistenza è genetica.
Proprio la resistenza al rame ha permesso a L. capsici AZ78 di essere combinato con un basso dosaggio di un fungicida a base di rame, portando a un controllo più efficace della peronospora della vite.
Di particolare importanza il fatto che il batterio persiste sulle foglie della vite a lungo, offrendo così un effetto protettivo efficace per alcune settimane. L. capsici AZ78 infatti tollera bene stress ambientali come il congelamento, lievi escursioni termiche e i raggi UV.
Tutte queste caratteristiche suggeriscono che L. capsici AZ78 potrebbe essere un candidato adatto per lo sviluppo di un nuovo biofungicida da utilizzare in combinazione con rame per controllare peronospora della vite.
Non solo fungidici biotech, con batteri. Anche le vitamine potrebbero venire in aiuto.
Recentemente la tiamina (vitamina B1) ha mostrato indurre resistenza contro Pseudomonas syringae in piante di Arabidopsis.
Alcuni ricercatori hanno dimostrato l'efficienza della tiamina nell'indurre resistenza anche alla peronospora, su Chardonnay.
Anche in questo caso alla tiamina va associata un altro fungicida, però la vitamina attiva risposte di difesa come la produzione di perossido di idrogeno, la sovra-regolazione di una serie di geni legati alla difesa e l'induzione di altre risposte di difesa a livello subcellulare come la deposizione di callosio sugli stomi, l'accumulo di composti fenolici e altri sistemi utili a rendere molto problematica l'infezione e la propagazione della malattia.
I ricercatori hanno quindi suggerito che la tiamina può essere un'alternativa interessante per una strategia di difesa multifunzionale e integrata per combattere la peronospora della vite esclusivamente con fungicidi chimici.
Bibliografia
Gerardo Puopolo, Oscar Giovannini, Ilaria Pertot, Lysobacter capsici AZ78 can be combined with copper to effectively control Plasmopara viticola on grapevine, Microbiological Research, Volume 169, Issues 7–8, July–August 2014, Pages 633-642
Hatem Boubakri, Mohamed Ali Wahab, Julie Chong, Christophe Bertsch, Ahmed Mliki, Isabelle Soustre-Gacougnolle, Thiamine induced resistance to Plasmopara viticola in grapevine and elicited host–defense responses, including HR like-cell death, Plant Physiology and Biochemistry, Volume 57, August 2012, Pages 120-133
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