Turismo

Immaginari geografici e paradossi sulle rotte del turismo alternativo

Gli agriturismi? Sono oggi costruiti ex-novo e di agricolo conservano solo il nome e l’apparenza. Daniele Bordoni ci introduce, attraverso le pagine di un libro, verso un nuovo modo di intendere le esperienze del viaggio

13 febbraio 2010 | Daniele Bordoni



Proprio nei giorni che precedono uno dei maggiori eventi del turismo italiano, la BIT Borsa Italiana del Turismo, 18-21 Febbraio a Milano, esce un libro sul turismo che affronta il tema con una prospettiva diversa, molto più realistica e con l’autorevolezza di studi preparatori approfonditi.

Si tratta di Turismo Critico, Immaginari geografici, performance e paradossi sulle rotte del turismo alternativo. Edito dalla cooperativa universitaria, Unicopli, di Milano, affronta la composita tematica del turismo, alla luce di studi e ricerche sul territorio, ma anche sulla scorta delle esperienze maturate in altri Paesi del mondo.

I curatori e coautori, Rachele Borghi e Filippo Celata, mostrano di aver colto alcuni dei punti fondamentali del turismo moderno, che ha ben poco di spontaneo e casuale, ma è spesso “costruito” nei minimi particolari, con lo scopo sempre più esplicito, di offrire al turista quello che il turista si aspetta. Non si tratta semplicemente di valorizzare un territorio, ma di costruirne l’immagine a misura di turista e talvolta questo comporta uno stravolgimento dello status dei luoghi, rendendoli più simili a dei parchi tematici evoluti, che a delle oasi di preservazione di natura, paesaggi o atmosfere autentiche.

Anche il tema dell’autenticità è ben sviluppato, sottolineando l’importanza dell’immagine dei luoghi, piuttosto che la loro aderenza ad una realtà tradizionale spesso già persa da tempo. Immagine e pianificazione del paesaggio sono uno dei temi più attuali. Uno dei paradossi del turismo moderno è che quello che è ritenuto maggiormente “autentico” è sovente il più lontano dalla realtà originaria, ma assai vicino all’immaginario collettivo del turista.

Gli esempi non mancano a cominciare dagli agriturismi, concepiti inizialmente per il rilancio dell’attività agricola, attraverso l’aiuto del turismo. La realtà ci racconta tutt’altra storia: gli agriturismi sono oggi costruiti ex-novo e di agricolo conservano solo il nome e l’apparenza, divenendo un’attività imprenditoriale vera e propria senza alcun vero legame con l’ambiente e le tradizioni del luogo, ma riprendendone solo le tematiche di fondo.

Il turista anela l’alterità e idealizza i luoghi che ritiene essere meta del proprio “sogno turistico”. Il lontano l’altrove, la dimensione talvolta spaziale, talvolta anche la dimensione spirituale o mistica, come spesso confermano i visitatori dell’India o dell’Africa. Chi invece anela i paradisi perduti, immagina un’isola di spiagge bianche con mare blu e qualche palma a rifinire il paesaggio. Il turismo è per definizione un’esperienza e l’obiettivo, sia da parte di chi vende il prodotto turistico, che da parte di chi lo acquista, è quello di ottenere un’esperienza unica e irripetibile.

Non esiste, secondo l’intento del libro, un solo tipo, ma molteplici tipi di turismo, alcuni con caratteristiche originali, dall’ambientalismo, col sogno dell’ambiente incontaminato, al turismo di nicchia in cerca di emozioni e di vita avventurosa, ma reale (o almeno realistica), come il Zapaturismo, che cerca nel Messico del Chapas, le attività rivoluzionarie del sub-comandante Marcos. C’è poi il turismo alternativo, inteso come pratica sociale, il “backpacking”, il turismo dello zaino in spalla in giro per il mondo, cercando la vita reale ovunque si trovi, con poco denaro
riproponendo la figura del Hippy degli anni ’70 in versione aggiornata..

Il percorso del libro, ricco di sfaccettature include uno dei fenomeni più moderni e affascinanti, proposto dalla geografia postmoderna: i “non luoghi”, gli spazi commerciali che assumono svariate forme per travestirsi da luoghi pubblici, accattivanti, talvolta con sapore di tradizione, ma con l’unico scopo di tradurre in vendite l’intera struttura messa in piedi. Si pensi ai centri commerciali, percorsi da finte strade pedonali interne, con tanto di panchine e lampioni, bar, ristoranti e boutique, veri punti di riferimento e di incontro, sostitutivi dei luoghi tradizionali, piazze e vie “vere”. Ci sono poi i Factory Outlet Village, sorti in zone non particolarmente di pregio, ma dove sono disponibili ampi spazi. Veri e propri spazi creati con l’unico scopo di vendere prodotti, per lo più di abbigliamento, che stanno sempre più divenendo luoghi di attrazione turistica. C’è chi fa il turismo dedicato allo shopping e alloggia nei pressi di queste strutture per potervi accedere più volte, come in un moderno parco a tema.

Il taglio della pubblicazione è interessante e approfondito e adatto a chi intende comprendere meglio gli aspetti più interessanti del fenomeno turistico. È altrettanto adatto come testo base per lo studio universitario del fenomeno turistico, in particolare per le materie inerenti alla Pianificazione dei Paesaggi e Luoghi Turistici.

Chi desidera andare al di là della superficie del fenomeno turistico non dovrebbe mancare di leggere questo libro. Pur non affrontando temi nuovi, li tratta da un punto di vista e con taglio molto moderno, supportato da abbondanti riferimenti bibliografici, frutto di approfondite ricerche accademiche.

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