Turismo

Il futuro del turismo italiano? E' verde

Dal Forum di Riomaggiore proposte concrete per il rilancio del turismo: puntare sul patrimonio rurale diffuso

28 novembre 2009 | B. A. G.

“Le grandi città d’arte, le località turistiche balneari e montane, nel futuro dello sviluppo turistico italiano, potranno certamente intercettare nuove quote di mercato. Ma la grande accelerazione dello sviluppo turistico, che è nei piani del governo, non può che puntare soprattutto sulla diffusione di nuovi ospiti nei centri storici minori, nei parchi naturali, nelle campagne”.

Questa è la convinzione di Giorgio Lo Surdo, direttore di Agriturist, alla vigilia dell’VIII Forum Nazionale dell’Agriturismo, organizzato dall’Associazione agrituristica di Confagricoltura a Riomaggiore, nel cuore del Parco Nazionale delle Cinque Terre. E questo sarà il tema del convegno in programma il 1° dicembre, così come dei lavori “interni” del Forum, ai quali parteciperanno oltre cento imprenditori provenienti da ogni regione d’Italia.

“Abbiamo scelto, per il Forum 2009, il Parco Nazionale delle Cinque Terre - aggiunge Lo Surdo - con lo scopo di avvicinare la nostra discussione ad una realtà concreta e di successo: pur essendo il più piccolo Parco Nazionale italiano (3.860 ettari), questo è il più visitato dai turisti stranieri e in assoluto fra i primi tre più turistici d’Italia”.

Spiegherà le ragioni di tanto turismo, il presidente del Parco, Franco Bonanini, per il quale l’alleanza fra natura e agricoltura ha rappresentato una soluzione vincente in termini turistici, perché ha assicurato la qualità e la specificità dell’offerta enogastronomica e ha conservato vitale ed autentico il contesto socio-territoriale. Il nostro Parco è la dimostrazione concreta della possibilità di coniugare la difesa della natura con la continuità, ed anzi la crescita, dell’agricoltura.

Lo spazio rurale è in grado di proporre anche attrattive culturali legate all’agricoltura, alla sua evoluzione, alla sua storia. A Riomaggiore parlerà di questo aspetto l’arch. Sveva Di Martino che ha realizzato il museo dell’Olio della Sabina, a Castelnuovo di Farfa, straordinaria esperienza di mostra diffusa, con relativi itinerari nel borgo e fra gli ulivi, in un originale accostamento fra la memoria dell’olivicoltura sabina e l’arte contemporanea.

I musei dell’agricoltura e dei suoi prodotti - sottolinea Agriturist - si contano ormai a centinaia in Italia: alcuni costituiscono parte di più ampie raccolte etnografiche, altri sono specializzati nella testimonianza di una particolare coltivazione, altri ancora sono allestiti nelle aziende agrituristiche per raccontare la storia “della casa”, della famiglia, della tenuta, e delle sue immediate vicinanze. La visita di queste raccolte aiuta la comprensione del paesaggio, dei prodotti, della tradizione popolare, consentendo al turista di entrare profondamente nella cultura del luogo.

La risposta del pubblico a queste sollecitazioni è evidentemente molto positiva. Secondo una indagine svolta da Agriturist sulle parole chiave utilizzate in internet per ricerche attinenti l’agriturismo, quella delle fiere e delle sagre tradizionali risulta la ricerca tematica più frequente.

Per diffondere nuovi ospiti sul territorio - secondo Agriturist - è essenziale comunicare costantemente alla domanda turistica, interna ed estera, anche le attrattive turistiche cosiddette “minori”. Che, in realtà, sono minori soltanto se le consideriamo singolarmente; se invece cogliamo le connessioni che ciascuna di esse stabilisce con le altre componenti della natura e della cultura dei luoghi, ci rendiamo conto di essere di fronte ad un patrimonio diffuso di straordinario rilievo, capace di motivare una vacanza di piena soddisfazione anche per diversi giorni.

Per questo i lavori del Forum Agriturist 2009 svilupperanno soprattutto il tema delle risorse territoriali e del loro racconto. La somma di tante aziende agrituristiche che sappiano raccontare efficacemente, soprattutto tramite internet, quanto di interessante si può visitare nelle immediate vicinanze, può dare un contributo straordinario alla conoscenza di nuove mete di vacanza, molte delle quali completamente destagionalizzate.



Fonte: Agriturist





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